Ma quanto sono scomodi questi aerei?

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 213) il 20 dicembre 2014. Per la foto si ringrazia Giorgio Varisco di GolfVictorSpotting.it.

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Gli spazi a bordo sono sempre più angusti. Ecco perché, e come orientarsi

Il 19 novembre scorso, in seguito alle pressioni degli azionisti, la compagnia aerea americana jetBlue, apprezzatissima dai clienti, ha annunciato una piccola riduzione della qualità media del servizio offerto. Il primo bagaglio da stiva non sarà più gratuito, ma soggetto al pagamento di un supplemento per i passeggeri che acquistano una tariffa scontata; gli aeromobili passeranno ad una configurazione più densa, e nel caso degli Airbus A320 in flotta ci sarà un aumento dei posti a bordo da 150 a 165 unità. Il motivo che giustifica tale “manovra” è semplice: aumentando i posti a bordo si possono vendere più biglietti e a prezzi leggermente inferiori, attirando porzioni di clientela molto sensibili al prezzo, e coi bagagli da stiva a pagamento si migliorano non poco i ricavi per ancillary services, ossia i servizi ancillari non inclusi nelle tariffe di base. Nello stesso comunicato si garantisce che, nonostante l’aumento di densità, jetBlue manterrà lo status di compagnia coi posti più comodi d’America: il pitch medio della flotta, infatti, scenderà da 34.7 pollici (88.1 centimetri, un pollice corrisponde a circa 2.5 centimetri) a 33.1 pollici (84.1cm), comunque superiore al valore della seconda compagnia in classifica, Virgin America, che ha un pitch medio di 32.6 pollici (82.8cm). In fondo alla classifica dei pitch delle principali compagnie americane, la low cost Spirit con un valore di 28.3 pollici (71.9cm). Ma cos’è questo pitch e perché è così importante? Nel settore dell’aviazione commerciale, per pitch, termine che da noi è praticamente sconosciuto, si intende la distanza tra un punto specifico del sedile di un aereo e il punto corrispondente del sedile anteriore o posteriore: si tratta, dunque, di un parametro indicativo circa la comodità a bordo di un dato aereo. Un pitch basso comporta un’alta densità dei posti a bordo e, conseguentemente, una certa scomodità per i passeggeri. Le ripercussioni dell’uso di aeromobili con pitch bassi sulla clientela sono molteplici: lo spazio per i bagagli a mano nelle cappelliere situate sopra i sedili rimane lo stesso, e aumentando il numero dei posti a bordo aumentano di pari passo i disagi per i passeggeri che viaggiano con bagagli a mano voluminosi. Ecco perché, in particolare quando si vola su un aereo con configurazione ad alta densità, spesso bisogna sbarcare decine e decine di bagagli a mano. Va precisato, tuttavia, che un basso pitch può teoricamente essere compensato da uno spessore ridotto dei sedili, ma i progressi in questa direzione sono poca cosa rispetto al calo vistoso del pitch medio registrato negli ultimi anni. Inoltre, anche se il pitch è considerato il parametro principale, in un’analisi attenta bisogna considerare anche il width, indicativo della larghezza di un sedile e quindi anch’esso influente sulla comodità.

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Quando si parla di qualità del servizio a bordo e di paragoni tra le compagnie aeree, è impossibile non considerare pitch e width. Da noi, nonostante le differenze enormi in termini di comodità tra le compagnie operanti nel nostro paese, rimangono parametri sconosciuti che i clienti non sembrano considerare quando valutano le proprie scelte. Le compagnie tradizionali, che hanno pitch e width elevati, non promuovono a dovere questa loro peculiarità, mentre le low cost, che li hanno ridotti all’estremo, sono state brave a manipolare il concetto di “qualità del servizio” limitandolo a due soli parametri: puntualità e prezzi ridotti. Negli Stati Uniti la cultura aeronautica è molto radicata e quando una compagnia come la jetBlue annuncia una riduzione del pitch, la clientela media ha un’idea precisa di cosa comporta tale riduzione e i media colgono subito l’occasione per affrontare l’argomento. In Italia, dove la situazione è completamente diversa, il potenziale cliente di una compagnia aerea non ha la più pallida idea di come orientarsi e la stampa locale, nella stragrande maggioranza dei casi, ignora la scelta da parte di una compagnia di apportare alcune modifiche al comfort a bordo. Fare un’analisi dei valori di pitch e width di tutte le compagnie che operano voli da e per l’Italia richiederebbe molto più spazio di quello disponibile in questa sede. Per ovvi motivi, qui ci limiteremo alle principali protagoniste del mercato aereo domestico italiano, che sono le arcinote Alitalia, Ryanair, easyJet e Vueling. Su internet è disponibile, grazie al lavoro dei collaboratori di Seat Guru by TripAdvisor, un database molto dettagliato, con annessi consigli mirati sui posti a bordo da evitare come la peste. Per esempio, sapevate che il posto 11A dei Boeing della Ryanair, che dovrebbe avere un finestrino, in realtà non ce l’ha?

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Un Airbus della Vueling a Milano-Malpensa. La compagnia spagnola è diventata in pochissimo tempo protagonista dello scenario italiano, con grossi e continui investimenti sul Leonardo Da Vinci di Roma-Fiumicino. Purtroppo, come la “sorella” inglese easyJet, non fa una bella figura in termini di comfort a bordo. Foto scattata da Giorgio Varisco.

Alitalia si piazza benissimo in classifica e la cosa invita a riflettere dato che le campagne pubblicitarie dell’aerolinea già di bandiera ignorano completamente la cosa: gli Airbus A320 di Alitalia hanno 165 posti, pitch che oscilla tra i 30 (76.2cm) e i 35 pollici (88.9cm), width di 18.5 pollici (47cm) e sedili reclinabili fino a 6 pollici (15.2cm). A sorpresa si qualifica discretamente bene anche la discussa Ryanair, i cui Boeing B737 da 189 posti hanno un pitch di 30 pollici (76.2cm) per 138 posti, e pitch variabile tra i 32 (81.3cm) e i 34 pollici (86.4cm) per i 51 posti rimanenti, mentre il width è fisso a quota 17 pollici (43.2cm) e nessuno dei posti a bordo è reclinabile. Non fanno una bellissima figura l’inglese easyJet e la spagnola Vueling: entrambe hanno in flotta aeromobili di tipo Airbus A320 da 180 posti, ma la prima ha un pitch di appena 29 pollici (73.7cm) e un width di 18 (45.7cm), mentre la seconda ha pitch da 30 pollici (76.2cm) e width da 17 (43.2cm). Sempre secondo SeatGuru, i posti a bordo degli aeromobili easyJet non sono reclinabili mentre nessuna informazione viene fornita sulla Vueling. Alcune fonti sul web riportano, per la compagnia spagnola, la possibilità di reclinare i posti fino a 2 pollici (5.1cm).

Che dire, che non sia forse giunta l’ora di iniziare a considerare anche questi parametri quando si valuta l’acquisto di un biglietto aereo?

Francesco D’Amico

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