Lezioni di Musica

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Questa sezione del sito The Lightblue Ribbon, a cura di Alessandro Severa, si articola in numerose lezioni pubblicate su YouTube che portano lo spettatore alla scoperta del vasto mondo della musica. Per maggiori informazioni, potete visitare il sito internet dell’Associazione Musica Monteverde.

Al momento, sono stati pubblicati quattordici video, i cui link diretti alla visione – nonché delle brevi descrizioni che ne riassumono il contenuto – sono disponibili su questa pagina.

Il Canone

Questo procedimento compositivo è determinato da un’ interazione tra due o più voci, basata sull’imitazione del disegno melodico. Ne vedremo alcuni tipi esemplificandoli acusticamente. Vedremo poi attraverso esempi storici come il canone sia stato utilizzato in diversi periodi, da diversi compositori, in diversi stili musicali. Disporremmo gli esempi in ordine cronologico partendo dal 1400 con il compositore Johannes Ockeghem. Nato nel 1410 e vissuto fino al 1497, è il più rappresentativo compositore della seconda generazione franco fiamminga. Da alcuni è considerato il più importante compositore fra Guillalme Dufay e Josquin Des Prez. Osserveremo il canone a 36 voci che gli è attribuito. Ci sposteremo poi sulla musica romantica della seconda metà del 1800. Andremo a vedere come il canone oltre a essere una forma musicale in se, ma può essere anche inserito in contesti di forme più ampie. Per comprendere questo concetto vedremo l’esempio della Sonata per Violino e Pianoforte di César Franck. César Auguste Jean Guillaume Hubert Franck, nato a Liegi nel 10 dicembre del 1822 e vissuto fino all’8 novembre del 1890 giorno della sua morte avvenuta a Parigi, è una delle figure più importanti della vita musicale francese della seconda metà del XIX secolo. La sua musica influenzerà in modo duraturo tutta la vita musicale dell’epoca fino a Claude Debussy e Maurice Ravel che utilizzarono la forma ciclica, pur se la loro estetica non era chiaramente la stessa. Gli anni tra il 1874 e la sua morte segnano un periodo di intensa creatività nel quale comporrà anche la Sonata per Violino e Pianoforte che andremo ad osservare. Nel quarto tempo di questa sonata vediamo che il tema principale presenta un canone eseguito dai due strumenti. Dunque vediamo come il canone può essere anche uno degli elementi costitutivi di una composizione, utilizzato a fini espressivi. Andremo dunque a vedere come nei tempi recenti il canone abbia assunto forme di notevole complessità. Il compositore Gyorgy Sandor Ligeti, nato a Tarnaveni il 28 maggio 1923 e morto a Vienna il 12 giugno del 2006, si servì molto spesso della tecnica del canone nelle sue opere, fondendola ai cluster e alla micro tonalità. L’esempio che osserveremo è un frammento tratto da Lux Aeterna un suo noto brano per sedici voci soliste composto nel 1966. Questo brano si basa proprio sulla tecnica del canone elaborandone l’aspetto ritmico: infatti le voci pur imitandosi melodicamente, eseguono ritmi diversi tra loro. Infine, vedremo come il canone sia utilizzato anche in famosi brani di musica leggera. Forniremo a questo proposito l’esempio del finale della canzone “God Only Knows” del gruppo musicale statunitense formatosi nel 1961, i Beach Boys.

Il Cluster

Un cluster di note, detto comunemente cluster, è un agglomerato accordale che comprende almeno tre note adiacenti in una scala. Il suo intervallo generatore è dunque la seconda. Il cluster può essere diatonico, cromatico o micro tonale a seconda dei tipi di seconde che lo formano. Avremo dunque un cluster diatonico, se le seconde che lo formano sono esclusivamente seconde maggiori (ad esempio do, re, mi). Il cluster sarà invece cromatico se formato da seconde minori (si, do, re bemolle). Infine si definisce cluster micro tonale se contiene al suo interno intervalli minori di un semitono. In realtà queste sono forme molto semplici di cluster. Nella letteratura, vi sono molti esempi in cui si trovano insieme combinazioni di seconde maggiori e minori e anche con intervalli più piccoli all’interno di uno stesso cluster. Data la loro natura dissonante spesso i cluster vengono associati alla musica contemporanea e alla musica atonale dove in effetti trovano ampio spazio di utilizzo. Tuttavia si trovano cluster anche nella musica del 1700 e del 1800 come vedremo negli esempi raccolti in questo video. La prima composizione che andremo a mostrare infatti è una Sonata di Domenico Scarlatti che arricchisce gli accordi con intervalli dissonanti che vanno a formare dei veri e propri cluster. Dall’effettistica strumentale settecentesca, vedremo poi come il cluster abbia acquisito nel 1800 una funzione espressiva relativa ai testi poetici dei lieder o alle scene d’ opera. Sotto questo aspetto forniremo rispettivamente un esempio tratto dal famoso lied di Franz Schubert Erlkönig e un esempio tratto dall’opera di Verdi “Otello”. Certamente è vero che a partire dal 1900 il cluster ha cominciato ad assumere un ruolo più importante nelle composizioni, a volte addirittura centrale. Compositori come Leo Ornstein ed Henry Cowell cominciarono ad utilizzare il cluster sistematicamente nei loro lavori. Come abbiamo già accennato parlando del canone, il compositore György Ligeti combina la tecnica del cluster con quella del canone andando a formare nei suoi brani la sua caratteristica concezione di micro polifonia. Avevamo già visto questo aspetto nel brano Lux Aeterna, brano composto per un organico vocale. In questo video ascolteremo un altro esempio in cui Ligeti si serve del cluster, stavolta in ambito strumentale: Atmosphères per grande orchestra. Questo brano è importante nella produzione di Ligeti, in quanto contiene molti dei tratti stilistici che lo hanno caratterizzato negli anni ’60. Si concentra infatti principalmente sul timbro attraverso la tecnica denominata “Sound Mass” Infine osserveremo anche come il cluster venga utilizzato anche al di fuori della musica classica e della musica contemporanea. Più in particolare ne ascolteremo l’uso nell’ambito del jazz e della musica per il cinema, attraverso l’ascolto di un brano del pianista e compositore Thelonious Monk, e di un brano del compositore Ennio Morricone, composto per una scena del film “La leggenda del pianista sull’oceano”.

Le Donne nella Musica

Le donne sono attive nella quasi totalità delle attività musicali di ogni genere e ciò come vedremo è attestato fin dal Medioevo. L’area di trattazione di questo argomento argomento è vastissima, per cui nello spazio di questo video, accenneremo ad alcune importanti protagoniste rimandando eventuali approfondimenti a video successivi. La prima donna di cui parleremo è Ildegarda di Bingen, una monaca che compose musica nel XII secolo. La sua attività inoltre non si limitò esclusivamente al campo musicale, ma si occupò anche di teologia, musica, scienze naturali e fu l’autrice di una delle prime lingue artificiali di cui si abbiano notizie, la “Lingua Ignota” usata probabilmente per fini mistici. Vedremo poi come nel XVIII secolo la cultura musicale delle donne era notevole. Parlando della vita di Maria Anna Walburga Ignatia Mozart, sorella di Wolfgang Amadeus Mozart, vedremo che in alcuni casi l’attività musicale delle donne era incoraggiata da parte di personalità particolarmente illuminate. Lo stesso Mozart ascoltando le musiche della sorella ne restò infatti colpito e la incoraggiò a scriverne ancora. Purtroppo se Nannerl seguì il consiglio, le sue opere non ci sono comunque pervenute. Vedremo anche come al contrario, alcuni uomini dall’indole particolarmente conservatrice, cercarono di confinare l’attività musicale delle donne nell’ambito dell’amatoriale come ad esempio il padre di Fanny Mendelssohn, sorella del compositore Felix Mendelssohn. Fortunatamente ciò non impedì a Fanny di esibirsi come pianista e comporre musiche come il Trio in re minore op. 11, 300 Lieder, 150 pezzi pianistici, musica vocale, musica corale, da camera, oratori, cantate, ouvertures e altri brani orchestrali. Fortemente indirizzata alla carriera musicale, e in particolare quella concertistica fu invece Clara Schumann, che ricevette un severo insegnamento pianistico dal padre Friederich Wieck. Questo stile di vita totalmente dedicato alla musica, sebbene non rispettoso dei diritti dell’infanzia e limitante per quanto concerneva l’insegnamento extramusicale di Clara, la portò ad ottenere risultati notevoli. Di fatto Clara Schumann è nota per essere una delle più importanti pianiste del 1800 se non la più importante. Inoltre la sua attività di compositrice (le sue prime composizioni sono state pubblicate quando aveva solo dieci o undici anni) fu anch’essa degna di nota. A partire dal 1900 il riconoscimento delle donne della musica, e di conseguenza anche la loro attività in questo campo aumentò. Fra le protagoniste di questo periodo citeremo le sorelle Boulanger. In particolare osserveremo l’importante apporto che Nadia Boulanger fornì all’insegnamento della composizione, e la profonda dedizione di Lili Boulanger alla composizione. Citeremo anche note esponenti della musica contemporanea come Sofija Asagatovna Gubajdulina e Kaija Saariaho. Inoltre, osserveremo anche recenti conquiste del riconoscimento delle donne nella musica parlando di un importante realtà extraeuropea. Citeremo infine la cantante Mina Anna Maria Mazzini in quanto nota rappresentante dell’arte canora che da sempre costituisce uno dei pregi più rappresentativi dell’arte italiana.

Il talento

Talento è una parola di uso molto comune. Essa deriva dalla parola latina talentum, a sua volta derivante dal greco τάλαντον e generalmente indica un’abilità innata nel fare qualcosa, o anche una capacità intellettuale non comune. Il concetto di talento è molto spesso utilizzato in ambito musicale per descrivere la capacità di persone che ottengono risultati molto alti, dalla difficoltà o complessità notevoli. In questo video andremo ad analizzare se è realistico parlare di abilità musicali innate e se si in quale misura esso sia corretto. Vedremo se effettivamente vi sono condizioni in cui un individuo può godere di una certa facilità nel raggiungere determinati risultati. Ad esempio parleremo di un fenomeno molto spesso associato al concetto di talento che nel campo musicale ha sovente acquisito una certa risonanza mediatica: il fenomeno dei bambini prodigio (locuzione generalmente sostituita con il termine francese enfant prodige). Trattasi di individui di età non superiore ai 13 anni che ottengono risultati del livelli di adulti molto preparati in campi che richiedano un impegno significativo. Accenneremo alle ricerche che sono state effettuate riguardo a questo argomento e che hanno effettivamente trovato traccia di alcune caratteristiche comuni in alcuni soggetti definiti dei prodigi. Accenneremo anche alla storia di un bambino prodigio musicale Carl Filtsch, particolarmente noto per essere stato allievo di pianoforte di Fryderyk Chopin. Si pensi che nel 1843, dunque quando Filtsch aveva solo 13 anni lo stesso Chopin ne riconosceva il valore rimanendo stupito che a quell’età Filtsch suonasse molto bene quasi tutte le sue composizioni. Oltre a essere già un valente pianista apprezzato da importanti virtuosi dell’ epoca come Franz Liszt, Carl Filtsch aveva composto anche alcuni brani per pianoforte solo, per violino con accompagnamento pianistico, un Konzertstuck per piano e orchestra, e un’ouverture orchestrale. Forse avrebbe potuto avere il futuro che toccò ad un altro prodigio dell’epoca, Anton Rubinstein, se non fosse morto precocemente a Venezia a causa della tubercolosi. Proseguendo nel video, vedremo come le convinzioni di K. Anders Ericcson si applicano al contesto musicale. Egli sostiene che se si eccettuano forma e peso corporeo, il talento inteso come abilità innata non ha evidenze scientifiche. Osserveremo ad esempio come effettivamente la forma del corpo può influire nell’esecuzione di un brano tramite l’esempio fornitoci dal Secondo Concerto per Pianoforte e Orchestra di Sergej Rachmaninov. Confrontando la sua esecuzione dell’ inizio di questo concerto con quella del pianista Vladimir Ashkenazy, noteremo che le dimensioni della mano possono determinarne le scelte interpretative. Infine accenneremo anche al fenomeno dei Talent Show, programmi televisivi che solitamente si articolano in competizioni che misurano una o più abilità. Questi format sono diventati particolarmente presenti nel mondo musicale di oggi, in quanto alcuni di loro si concentrano proprio sul campo musicale.

Intervista a Ennio Morricone

Il Maestro Ennio Morricone, nato a Roma il 10 novembre 1928 e vissuto fino al 6 luglio 2020, è stato uno tra i più noti compositori italiani. Studiò al Conservatorio di Santa Cecilia diplomandosi in tromba con Reginaldo Caffarelli, strumentazione per banda con Antonio D’Elia e composizione con Goffredo Petrassi. Importante fu anche il suo operato come arrangiatore di musica leggera per orchestre e per la casa discografica italiana RCA, lavoro al quale comunque affiancò sempre la sua produzione musicale colta. Dal 1964 entrò a far parte del Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza, un gruppo di compositori fondato qualche anno prima da Franco Evangelisti, con cui suonò e registrò album fino al 1980. L’ amicizia con Sergio Leone nata ai tempi in cui i due frequentavano le scuole elementari sfociò in una attiva collaborazione artistica a partire dal 1964 (il sodalizio durò fino all’ultimo film di Leone, “C’era una volta in America”), periodo in cui Morricone cominciò a collaborare anche con Bernardo Bertolucci. Le colonne sonore scritte per Leone rappresentano solo una parte della vena creativa di Morricone, che si cimentò con tutti i generi cinematografici dalla fantascienza al thriller, dal film erotico alla commedia di costume, per finire con il melodramma e i film storici. Vinse il suo primo Nastro d’argento nel 1965 per il film intitolato Per un pugno di dollari di Sergio Leone e il successivo nel 1970 grazie alle musiche di Metti, una sera a cena, e il terzo solamente un anno dopo per Sacco e Vanzetti. Il 25 febbraio 2007, dopo cinque candidature non premiate, gli venne conferito, accompagnato da una standing ovation tributatagli dalla platea, il Premio Oscar alla carriera, “per i suoi magnifici e multiformi contributi nell’arte della musica per film”. Vinse inoltre altri premi come il premio alla carriera dalla “SPFM – Society for Preservation of Film Music” nel 1994, il Leone d’Oro alla carriera nel corso della 52ª Mostra del cinema di Venezia (primo e, finora, unico compositore ad aver ricevuto tale riconoscimento), il premio “Rota”, istituito dalle “Edizioni CAM” e dal più importante periodico di spettacolo americano, Variety, nel 2010 fu il primo italiano a ricevere il Polar Music Prize dall’Accademia Reale svedese di musica, assieme alla cantante islandese Björk e altri numerosi premi. In questo video, trasmettiamo una rarissima intervista al compositore resa possibile dal presidente dell’Associazione Musica Monteverde, Felice Severa. Il valore di questo documento è ancora più grande perché Ennio Morricone qui è intervistato da Riccardo Michelini, che fu Alto Dirigente dell’RCA nel periodo in cui Morricone vi operava come arrangiatore.

L’Originalità

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Chopin

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Survivorship Bias

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Armonia

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Pausa estiva – il punto della situazione

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Intervista a Elena Angelini

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Friedrich Nietzsche – Filosofo e Musicista?

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Igor Stravinskij – Progressive Metal e Musica Contemporanea

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Intervista a Laura Casarini

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