[Trip Report] Una sobria scampagnata transatlantica in Magnifica

.

Sobrietà01

Immagine creata su http://www.gcmap.com

.

Sobrietà02

Immagine creata su http://www.gcmap.com

 

11071607_890492500973337_8499985133804894346_n 11079653_890492527640001_4065593460346515691_n 11130196_890492854306635_1560387221443755688_n 10444415_890493054306615_3227151445455868574_n 11072729_890493084306612_7940121403180250234_n 11130222_890789220943665_6740312801673932869_n 11079644_890789250943662_2393311570486326206_n 11048670_890789270943660_189340691358983848_n 11119811_890789287610325_3019188421863754615_n 11080917_890789320943655_3602466550146230631_n 10930848_890789340943653_8264158024472660269_n 11077562_890789364276984_1004486565158094363_n 10169434_890789387610315_6853857728027321900_n 11133758_890789407610313_1333600976201939039_n 535949_890789804276940_6383259643764720856_n 11079618_890789820943605_7543859523512235979_n 11138509_890789834276937_9185985366072407918_n 11129639_890789847610269_6952932082397724299_n 11133854_890789864276934_2150685451594463934_n 11091192_890789880943599_7382896239764116704_n 10456279_890789894276931_6690719408809546178_n 11079650_890789917610262_3566210616993615036_n 1486607_890789940943593_78002445360345182_n 18524_890789957610258_1269441093095418146_n 10923329_890789980943589_2037649883633859579_n 11050208_890789997610254_1478509745202385369_n 10298899_890790017610252_1854428587583641249_n 20873_890790037610250_8729499605915114279_n 10650034_890790070943580_5986115302941870761_n 11065945_890790084276912_3808338387296592510_n

11101828_890790114276909_8148249894438499896_n 11078098_890790130943574_3641902479721540856_n 11064758_891502007539053_1595417890253574468_n 20697_891502330872354_1315471659745343569_n 11143587_891502590872328_78499566826080350_n 11095112_891502680872319_2390197762346306933_n 11056461_891502754205645_5955032732046854690_n 10325308_891502897538964_4786155098556904556_n 11024694_892052934150627_236894206941427755_n 10995686_892052957483958_4689797424286814921_n 21318_892053110817276_1153698682745073421_n 21193_892053177483936_8487367385887417864_n 11010528_892053217483932_6394508640157330517_n

11098209_891095817579672_7899309212695447513_n

17205_892053237483930_8058214007475087062_n 11036444_892053324150588_4916235165422082047_n 1908157_892053337483920_7408888538435816853_n 11137127_892209440801643_6108646889975392202_n 11130155_892945914061329_940452470801338890_n 11046704_893026884053232_614893256457771365_n 11008049_893578437331410_4616405706852197841_n 11134163_893922663963654_4286709574475852423_n 13771_894480170574570_5806022625594630041_n 11150587_894480503907870_7842975254681727070_n 10451694_894480583907862_2811558177461179484_n 11140354_894481057241148_1872282718008822739_n 11148590_894573413898579_7201117349518659982_n 11133799_894573780565209_773908979035741336_n 10628578_895351807154073_532497516538162728_n 10410274_895351857154068_897090590736391332_n 11149330_895351890487398_1254696173940350677_n 11107180_895351923820728_2848183066362460494_n 11128655_895351957154058_1068049771603352868_n 17428_895351983820722_1044821789420382076_n 11146244_895352047154049_856355016158066282_n 10628578_895352087154045_4995486034430586205_n 11115727_895352140487373_4784272008893993372_n 11133678_895352170487370_1109431924481421527_n 11136725_895352217154032_6140268015286035164_n 11148512_895352263820694_2330884740658499544_n 11108217_895352303820690_3756773018250369406_n 11110269_895352337154020_2309359791940306356_n 11111038_895352367154017_630192611301663288_n 11126929_895352403820680_5512104569965415238_n 11017484_895353080487279_2730174349721197899_n 11108951_895353143820606_5189071987725279844_n 21195_895353163820604_6421860045659503680_n 11146278_895353367153917_6580131528558930119_n

.

 

Annunci
Pubblicato in Francesco D'Amico, Turismo e Trip Report | Lascia un commento

[Trip Report] Alla scoperta di Volandia

Un mordi e fuggi a Malpensa per visitare il Parco e Museo del Volo, e qualche spunto per una critica legittima

Volandia01

Immagine creata su http://www.gcmap.com

Volandia02

Immagine creata su http://www.gcmap.com

 

U22862

Aeroporto di origine: Lamezia Terme – Sant’Eufemia (SUF)
Aeroporto di arrivo: Milano – Malpensa (MXP)
Distanza tra gli scali: km
Compagnia: easyJet (U2)
Aeromobile: Airbus A319
Registrazione: G-EZDN
Nome dell’aereo: Amsterdam
Classe: Economy (unica disponibile)
Posto: 2A (finestrino)
Gate: 02
Bagagli: No
Ora di partenza prevista: :
Ora di arrivo prevista: :
Ora del decollo: :
Ora dell’atterraggio: :
Tempo di volo: xhymin

.

1 2 3 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 18
22 23 24 25 28 33 34 36 37 38 39 42 45 47 48 49 50 53 55 56 57 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 73 74 78 79 80 81 82 85 86 87 90 91 93 96 105 106 112 115 117 120 121 123 127 128 131 133 134 137 138 140 141 142 144 147 151 152 156 157 158 160

 

U22865

161 162 163 164 165 166 167 168 169 171 172 173 174

Pubblicato in Francesco D'Amico, Turismo e Trip Report | Lascia un commento

La manifestazione “Pillitteri’s Day” raggiunge il quarto di secolo

Conclusa la manifestazione del 5 maggio; importante riconoscimento a Danilo Bentivoglio di Vibo Valentia

La manifestazione Pillitteri’s Day è giunta, il 5 maggio 2017, al suo venticinquesimo anno e per celebrare l’importante risultato, quest’anno si è svolta nel luogo in cui è nata, ossia il Centro Salesiano San Domenico Savio di Arese. Organizzata dallo stesso centro salesiano e dall’Associazione CNOS-FAP Regione Lombardia, la manifestazione si è tenuta in collaborazione col Politecnico di Torino e diversi enti del mondo grafico. A contribuire in modo significativo al successo e alla crescita di questo importante evento è la sinergia tra centri di formazione, scuole, aziende, grandi personalità del mondo grafico e università. Nata nel 1993 per volere di Franco Marinelli, educatore salesiano di don Bosco, la manifestazione era in principio circoscritta alla scuola salesiana di Arese, ma divenne presto un evento di importanza nazionale senza mai mettere in disparte le sue origini e la sua natura educativa di fondo. L’intenzione è sempre stata quella di unire il mondo degli studenti e degli esperti, permettendo agli uni di interfacciarsi con gli altri, e viceversa.

L’importante evento è stato diviso in due parti, come di consueto. Nella prima parte sono state discusse dagli esperti del settore grafico le novità di questo caratteristico mondo e le prospettive per il futuro. Simbolicamente, sono state prese in analisi le prospettive dei prossimi venticinque anni del mondo grafico, con l’intenzione indiretta di auspicare ai giovani presenti un futuro, in questo settore, costellato da profonde soddisfazioni. Nella seconda parte sono stati consegnati i premi del Pollicione d’Oro per la Formazione, la Professionalità e la Carriera. Tra i premiati, Danilo Bentivoglio di Vibo Valentia, corsista della NABA (Nuova Accademia di Belle Arti di Milano) che ha ottenuto il premio per l’Eccellenza Formativa e al quale vanno i più sinceri complimenti del gruppo culturale The Lightblue Ribbon. Bentivoglio è stato premiato con la seguente motivazione: “Interesse e vivacità hanno caratterizzato la vita accademica dello studente, durante la quale ha maturato una particolare capacità espressiva e comunicativa che lo favorirà nell’ambito del web design e dell’audiovisivo.”

In occasione di questa venticinquesima edizione del Pellitteri’s Day, il comitato organizzatore ha ritenuto opportuno pubblicare un Albo d’Oro con tutti i premiati delle varie edizioni. Un tributo al grafico Armando Testa, ideatore dell’immagine particolare che è di fatto diventata il simbolo dell’evento.

Francesco D’Amico

Pubblicato in Arte e Cultura, Francesco D'Amico | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Povera Patria, l’Italia musicale di Stefano Savella

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 233) il 29 aprile 2017.

Quando la canzone italiana racconta una stagione maledettamente oscura

Un paese in guerra col destino, tra condottieri musicali e personalità politiche sotto Tangentopoli. É l’esito di un laborioso e meticoloso lavoro di ricerca condotto da Stefano Savella, redattore editoriale freelance, pubblicista e blogger, che ci presenta “Povera Patria. La canzone italiana e la fine della Prima Repubblica”, pubblicato da qualche mese dalle Edizioni Arcana.

Partendo da un titolo sicuramente di grande effetto, non solo per chi ama la propria patria ma anche per chi adora la musica, l’autore ripercorre – in questo suo secondo libro – una delle stagioni più note e tormentate della vita politica italiana. Il tutto, però, riverberato nei testi delle canzoni dei primi anni Novanta, tra le quali spicca appunto “Povera Patria” di Franco Battiato, che ne diventa titolo e codice etico dominante. Ben documentato sul tumultuoso clima politico, che parte nel febbraio 1992 con l’arresto di Mario Chiesa e l’avvio della stagione di Mani Pulite, tra un Partito Socialista e una Democrazia Cristiana fortemente colpite dagli “avvisi di garanzia”, l’autore riscopre alcuni brani impegnati di diversi cantautori e di alcune band. Inutile confermare quanto sia stata forte l’ispirazione, tra le note inchieste della magistratura e i drammatici attentati di mafia, atta a definire un problema grave e amaro che sconvolge l’opinione pubblica di quegli anni. Si tratta allora di una scelta quasi obbligata per Savella, che si dimostra fan di Battiato nell’aver sentito – e mai dimenticato – alcune frasi quali “ma non vi danno un po’ di dispiacere quei corpi in terra senza più calore?”. Stefano Savella, infatti, sulla scia di un percorso narrativo simile a quei romanzi pieni di dettagli, inquadra un periodo musicale che va da poco prima del 1992 fino al 1994, anno in cui Silvio Berlusconi vince le elezioni.

Stefano Savella non è un critico musicale, ma un grande appassionato di storia contemporanea, che si è espresso già in altre occasioni sul periodo di Tangentopoli e scrive con ragion veduta dei fatti. Leggere questo libro vuol dire ricordare questi anni partendo dal 1992, annus horribilis per tutta la politica italiana, tra la svalutazione della lira sui mercati europei e le monetine lanciate contro Bettino Craxi. E questa aria spaventosa e pesante si respira anche tra i big della canzone italiana, affrontata scrupolosamente nei testi ad ampio raggio, passando da un album come “Canzoni d’amore” di Francesco De Gregori per arrivare a “Terremoto” dei Litfiba. Non mancano altresì il già citato Franco Battiato, oppure “Il Teatro canzone” di Giorgio Gaber o ancora Jovanotti, Enzo Jannacci, Francesco Guccini e perfino Elio e le storie tese. Immancabile è, poi, l’Antonello Venditti che realizza la famosissima “In questo mondo di ladri”, presentata un po’ prima dello scoppio di Tangentopoli e che diventa addirittura una specie di inno in una manifestazione del Movimento Sociale Italiano a Milano, che Gianfranco Fini traghetterà in Alleanza Nazionale dopo qualche anno.

Si dice che i migliori si mettano al servizio della posterità, ma la bravura dell’autore in questo caso non si dimostra solo nel ricreare l’atmosfera di quegli anni, semmai nella capacità di riscoprire impensabili cantanti italiani dediti all’amor civico. É il caso di Francesco Baccini, che non è l’esempio più calzante di un cantante impegnato e che scrive “Giulio Andreotti”, dedicata ovviamente all’onorevole Giulio Andreotti, sicuramente in maniera satirica ma anche molto amara. Particolare è l’album “Morandi Morandi”, che il Gianni nazionale presenta proprio nel 1992 con molti brani duri contro la politica e i politici. Molto diretta una canzone che i Pooh scrissero, dal titolo “In Italia si può”, presentando un paese nel quale era concessa qualsiasi malefatta senza rischiare mai nulla, dove si stava comunque bene e si andava in pensione a vent’anni. Tutti questi pensieri spesso fuggenti – ma pur sempre presenti con un amaro sospiro – sono la maestria di Francesco De Gregori in “Adelante! Adelante!”, un testo graffiante e fecondo di allusioni perfette per l’Italia degli scandali di quegli anni.

Un libro utile alle riflessioni di quell’elettorato attuale – spesso indignato o falsamente indignato – ma che tutto sommato crede di vivere qualcosa di nuovo e inconsueto, mentre potrà meditare sulla classica “teoria dei corsi e dei ricorsi storici” nella certezza di una memoria esausta. Esistono libri che devono essere letti esclusivamente per aumentare le proprie conoscenze, libri che non danno una sempre reale utilità nel breve periodo, ma non è questo il caso. Stefano Savella è utile, forse molto utile, nel comprendere quanto sia povera questa patria.

Antonio Mirko Dimartino

Pubblicato in Antonio M. Dimartino, Il Lametino, Società | Contrassegnato , , , , , | 2 commenti

Il blocco del lettore: una prognosi “riservata” al cyberspazio

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 233) il 29 aprile 2017.

L’importanza della carta stampata e della “vera” lettura

2017, pianeta Terra: i popoli si svegliano con le notizie a portata di mano, basta soltanto destare anche i loro smartphone che ronfano beati sul comodino. Informazioni di ogni genere sono ovunque, nei caffè, nello smalto, negli specchi, a lavoro, a cena, mentre qualcuno parla. Il genere umano, oggi è multitasking, non fa un passo senza la notizia cyberspaziale, che sia essa frivolezza da social, o informazione di cultura. Eppure, le librerie esistono ancora, le biblioteche sono aperte, i giornalai sperano di guadagnare qualcosa in più, e sembra proprio che a nessuno piaccia più il profumo della carta. Possibile che sia così? Si può parlare di blocco del lettore o semplicemente la causa dell’epoca “anti libro” è da attribuire ai diversivi pratici di una vita nuova, avanzata e progredita? Parliamo dell’evoluzione tecnologica che negli anni 80-90 ancora non era nemmeno allo stato embrionale. In quegli anni, la gente usciva di casa per informarsi sul mondo, comprava la “carta” per sapere le novità su argomenti di ogni genere, moda, calcio, attualità, cronaca. I ragazzi sognavano avventure con i fumetti di supereroi, pistoleri, indagatori dell’incubo o ancora, bramavano storie d’amore con i fotoromanzi, riviste ormai scomparse dal commercio, a differenza dei fumetti che sono sempre esposti nelle edicole ma con un calo di tiratura di copie e di vendite e aspettano che qualche superstite dal cuore “classico” li acquisti.

Perché non si legge più con la stessa frequenza di una volta? Perché la vita stessa è evoluta? Tecnologica? Va di fretta? Non ci dà tempo? Si fa prima, certo, ad aprire il computer o il cellulare con un click per “spiare” le novità, per fare acquisti, per pagare bollette o, concedendo un “raramente”, leggere online.  Ci sono ancora i lettori, sono in rete, senza carta, leggono parole attraverso uno schermo; sono statisticamente pochi, ma ci sono! Gli amanti odierni dei libri sono nel cyberspazio e quelli del passato sono affetti dal famoso blocco del lettore? Sembrerebbe così, ma non dimentichiamo che il vero adone del libro, in qualunque epoca egli si trovi, avrà sempre posto per nuovi testi nella sua dimora, dove l’odore della stampa è forte. Del resto, la stampa è sempre stata forte, chi non sa che “verba volant e scripta manent”? E se oggi, alle soglie del 2020, le notizie volant et manent nel cyberspazio, bisogna trarre beneficio dal lampo che il mezzo stesso concede senza però accantonare l’anima di un libro o di un giornale. Le informazioni o le storie stampate su carta restano per sempre, hanno un cuore, un’ombra fisica che può riflettere quella del lettore stesso, seduto magari al sole a godersi la lettura, “sbloccando” il suo genio creativo di apprendere. Non si può fare a meno di domandare al pianeta Terra “perché i popoli non leggono più come un tempo?” La risposta potrebbe non esistere o essere “perché la gente è ‘bloccata’ dal tempo scarso, dalla crisi dei pochi soldi, dalla noia di finire testi lunghi, dallo svago di internet e dei social e dalle crepe culturali che questi ultimi comportano!”. Proprio sul mondo web si potrebbe concludere affermando che il suggerimento odierno favorevole è “leggere ancora e non dimenticare la carta stampata”. Sì, un sano libro può ancora avere il potere di salvare la generazione da ciò che l’era digitale sta facendo ai cervelli di massa. Vedete? Se voi avete letto fin qui, ce l’avete fatta, siete già salvi!

Matilde Marcuzzo

 

Pubblicato in Arte e Cultura, Il Lametino, Matilde Marcuzzo | Contrassegnato , , , , , | 2 commenti

La Guerra di Corea

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 233) il 29 aprile 2017.

Breve disamina sulla vicenda storica, direttamente collegata alla situazione contemporanea

I sempre più numerosi test missilistici nordcoreani, uniti alle presunte ufficiose conferme di un programma nucleare ben avviato, sembrano alimentare in maniera drastica la tensione nell’estremo oriente, palesando sempre più concreti venti di guerra. Il leader nordcoreano Kim Jong-un, con i suoi metodi dittatoriali fortemente spettacolarizzati e le dichiarazioni antiamericane aggressive e pesanti, pare inoltre ben intenzionato a gettare benzina sul fuoco. E’ quindi necessaria una breve dinamica storica sulla situazione nordcoreana, per meglio comprendere la situazione attuale in ogni recondita e singolare sfaccettatura. La penisola coreana era soggetta, fin dagli inizi del ‘900, alla dominazione imperiale giapponese; dopo la seconda guerra mondiale, tuttavia, il crollo dell’impero del sol levante aveva determinato un vuoto di potere che in molti aspiravano a colmare. La nazione coreana, pertanto, per quanto liberata dall’invasore giapponese e, sulla carta, unificata, si trovava ad essere divisa in due zone di influenza: sotto l’influsso comunista cino-sovietico il nord, sotto quello nippo-americano il sud. Questa divisione fu ufficializzata nel 1947, quando le due zone divennero ufficialmente due Stati distinti, divisi lungo la linea del 38° parallelo. Il 15 agosto dello stesso anno veniva eletto presidente della nuova Repubblica di Corea (il Sud) SyngmanRhee, artefice di una politica ultra nazionalista e coinvolto in gravi episodi di corruzione; il 9 settembre nasceva invece nel Nord la Repubblica Popolare Democratica di Corea, con capitale Pyongyang ed a capo Kim Il Sung, fautore di un rigido regime comunista, il quale mirava a riunire l’intera penisola di Corea sotto la propria dittatura. Egli autorizzò, nella notte fra il 24 ed il 25 giugno 1950, l’invasione del confine sud-coreano da parte di cinque divisioni dell’esercito del Nord, organizzato ed equipaggiato dall’URSS e forte di quasi ottantamila uomini. L’esercito sud-coreano, mal addestrato ed equipaggiato, venne rapidamente sconfitto e la stessa capitale, Seoul, fu preda dei nord-coreani; rimaneva sotto il controllo dei “sudisti” la sola zona intorno al porto di Pusan.

Gli Stati Uniti, previa approvazione di una risoluzione ONU votata in assenza dell’Unione Sovietica, sbarcarono a Pusan con i primi contingenti militari guidati dal generale Douglas MacArthur. Le forze americane arrestarono immediatamente l’avanzata “nordista” ed iniziarono a riconquistare il territorio Sud coreano; sbarcavano quindi ad Incheon, dietro le linee nemiche, per cogliere di sorpresa il nemico e scacciarlo ancor più velocemente. Giunti, quindi, gli americani al confine fra le due coree, su proposta del generale MacArthur, l’Onu autorizzò, con la seduta del 7 ottobre 1950, l’invasione della Corea del Nord da parte degli americani. In meno di un mese, a novembre dello stesso anno, le truppe di MacArthur si erano spinte, per volontà del generale e contro le disposizioni dello stesso governo statunitense, fino a pochi chilometri dal confine con la Cina: fu una decisione azzardata che cambiò le sorti del conflitto. Sentendosi minacciata dall’avanzata americana, ormai giunta in prossimità del confine, la Cina autorizzò l’arrivo dei corpi di spedizione “volontari”: oltre centomila uomini furono inviati in Corea. Le truppe cinesi ricacciarono gli americani nuovamente a sud. Nell’aprile del 1951, con il comandante Matthew Bunker Ridgway a sostituire MacArthur, il presidente americano Truman aprì finalmente le trattative con la Corea del Nord, spaventato anche dai proclami cinesi: la Cina neocomunista sembrava infatti intenzionata ad intervenire ancor più massicciamente nel conflitto. La guerra tra i due stati confinanti aveva a quel punto già fatto circa tre milioni di morti, tra i militari e, soprattutto, tra la popolazione civile.

Il 10 luglio 1951 iniziarono i colloqui per la pace: due anni dopo l’inizio delle trattative, il 27 luglio del 1953, a Panmunjeom, la fine dei negoziati sancirà il ritorno alla situazione precedente alla guerra, con il confine stabilito sul 38° parallelo.

Paolo Leone

Pubblicato in Il Lametino, Paolo Leone, Società | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

La formazione, uno dei driver aziendali necessari per la competitività

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 233) il 29 aprile 2017.

Una maggiore flessibilità professionale si ha solo con lo sviluppo delle risorse umane

Sempre più aziende decidono di avvalersi della formazione per far evolvere le risorse umane. In un’era in cui ogni tecnologia è superata da una nuova, la competenza del personale e la capacità di venire incontro alle richieste del cliente sono il vero valore aggiunto stabile per un’impresa.

Vero è che la formazione consente all’organizzazione di diffondere il piano strategico e di motivare i dipendenti a svolgere nel miglior modo possibile i loro compiti, tenendo ben presente gli obiettivi da raggiungere. Il processo formativo può assumere, così,  un ruolo fondamentale per far acquisire conoscenze e competenze ai dipendenti, colmare eventuali lacune a causa di metamorfosi interne o esterne e creare piani di valorizzazione e sviluppo dei talenti. La formazione, inoltre, ha il vantaggio di gratificare i dipendenti i quali vedono l’azienda investire sul loro futuro professionale; una programmazione formativa nel lungo periodo può portare all’azienda un vantaggio fortemente competitivo. Sono diversi i motivi per cui la formazione del personale può essere lo strumento strategico per competere nel mercato di riferimento possono essere:

Attraverso una formazione mirata, il dipendente sentirà aumentare il suo senso di appartenenza all’azienda e di conseguenza valorizzerà la tua attività lavorando con motivazione. La soddisfazione dei tuoi clienti dipende soprattutto dal personale: é con loro che il cliente costruisce un contatto diretto e sono loro che rappresentano la tua azienda – un cliente soddisfatto tenderà ad utilizzare di più i tuoi servizi e a generare un passaparola positivo. La crescita e la formazione di un dipendente può apportare un’uguale crescita dell’azienda, attraverso le conoscenze acquisite, infatti, esso potrà proporre nuove idee e contribuire all’organizzazione dell’azienda attraverso un occhio più critico ed esperto.

Possiamo pertanto dire che la formazione del personale ingrandisce il valore dell’impresa, migliora l’immagine aziendale, e aumenta la motivazione dei dipendenti. La stessa risorsa umana si rende partecipe dell’azienda, entra nel cuore della sua cultura, assorbe e trasmette i suoi valori riflettendo il core value della realtà aziendale in cui vive. Tutto questo si valorizza e accentua attraverso la voglia di esplorare nuovi percorsi, la capacità di sviluppare occhi nuovi e di adattamento alle diverse dinamiche, generando una fusione tra competenze, conoscenze e personalità. Solo in tale circostanza potremo dire, di avere un valore aggiunto. D’altronde, volendo citare lo scrittore italoamericano Leo Buscaglia, “ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo.”

Claudia Siniscalchi

Pubblicato in Business, Claudia Siniscalchi, Il Lametino | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

[Trip Report] Stelle e strisce a sud, poi a ovest, infine molto più a ovest

 

Pubblicato in Francesco D'Amico, Turismo e Trip Report | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

Agricoltura di precisione e droni, la rivoluzione dell’infrarosso

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 233) il 29 aprile 2017.

Innovative telecamere montate sugli APR possono ottimizzare i raccolti

Negli ultimi tempi si sente spesso parlare di agricoltura di precisione, ossia di un settore specifico dell’agricoltura volto a massimizzare i risultati agendo in maniera puntuale (in punti specifici) e mirata, ergo andando ad ottimizzare i risultati complessivi con piccole azioni mirate, frutto di analisi altrettanto mirate. Detto in parole più semplici e povere, significa rendere l’agricoltura ancora più efficiente e profittevole andando ad agire sulle parti dove rende di meno, con precisione, appunto.

Il settore dell’agricoltura di precisione è cresciuto tantissimo grazie ai droni o APR, aeromobili a pilotaggio remoto. Questi dispositivi, equipaggiati con strumenti altamente tecnologici, hanno garantito lo sviluppo di questa nicchia dell’agricoltura grazie ai rilievi da