Morano Calabro, la prossima arena della poesia

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 220) l’1 agosto 2015.

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La città d’arte ospiterà il premio dedicato al poeta francese Arthur Rimbaud

Per poter partecipare al primo concorso letterario calabrese dedicato al noto poeta francese maledetto Arthur Rimbaud, si consiglia di seguire tutte le istruzioni presenti sia sui diversi siti nazionali di concorsi letterari – primo fra tutti il noto concorsiletterari.it – e sia sulla pagina Facebook appositamente creata per le esigenze dei diversi interessati, sotto la voce “Premio Internazionale di Poesia e Letteratura Morano Calabro – Città d’Arte”. Il presidente organizzatore del premio, Mario De Rosa, ha da subito reso nota la sua giuria – nel bando del premio – sottolineando anche una certa cura per l’organizzazione dello stesso, così composta: presidente di giuria sarà Lorenzo Curti, accompagnato da Salvatore Di Luca, Giusi De Rosa, Antonio Mirko Dimartino e Mauro Montacchiesi per quanto riguarda la poesia; da Trento Vacca, Carmen Caravia, Roberto Coscia e Daniela Voto per quanto riguarda i racconti brevi. Il premio in onore del grande poeta dell’ottocento, che rappresenta una grande opportunità per tutte quelle persone che amano scrivere, è organizzato con il patrocinio del Comune di Morano Calabro e il suo assessorato alla cultura, dall’Associazione Culturale “L’Allegra Ribalta” (Morano Calabro), l’International Vesuvian Academy (Napoli), l’Accademia Federico II di Sicilia (Messina), la Federazione Europea Beni Artistici Culturali (F.E.B.A.C. di Messina) e l’Associazione Onlus “Marinella” (Morano Calabro).

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Nella splendida cornice di Morano Calabro, dunque, arriveranno nel mese di settembre poeti e scrittori da ogni regione d’Italia, pronti a dar lustro a quel poeta che – con i suoi versi – colpisce quella società spesso chiusa dentro se stessa e quel falso moralismo a buon mercato. Arthur Rimbaud, infatti, esprime perfettamente quello che era lo spirito delle avanguardie dell’ottocento, vissute in un contesto sociale probabilmente poco propenso ad accoglierle. Figure chiave di quel movimento, come lo “scapestrato” fanciullo delle Ardenne Arthur Rimbaud al quale il premio di Morano è dedicato, farebbero fatica ad affermarsi addirittura oggi, nel mondo moderno e all’apparenza più tollerante. Il concetto chiave delle avanguardie sarà quello di “cambiamento”; lo spirito avanguardistico si aggirerà nei circoli letterari europei del novecento e manifesterà sicuramente istinti di rottura con il passato, esprimendo l’esigenza di anticipazione del nuovo, attraverso il concetto di pura innovazione. E la poesia viene concepita da Rimbaud proprio come innovazione, come estremismo, come audacia, come aggressività. Celebre, a tal proposito, è la sua “Lettera del Veggente”, con la quale cerca di spiegare la visione che egli aveva del poeta: un profeta, un veggente che doveva guidare gli uomini verso l’avvenire. Rimbaud ritiene il poeta capace di vivere nello sregolamento di tutti i sensi, che ritiene la vera forza dei versi, perché un poeta diventa tale grazie alla malattia o coltivando le sue allucinazioni quotidiane, ma anche grazie alla droga o addirittura al delitto. Rimbaud, in un certo senso, segue l’idea dei surrealisti. Per il poeta maledetto, se vogliamo essere scrittori, dobbiamo prendere la penna e scrivere senza mai fermarci. Senza avere il timore di controllare, dal punto di vista grammaticale e logico, i concetti: soltanto questo continuo fluire della penna esprime il reale funzionamento del pensiero, portando alla perdita di quel controllo esercitato dalla “ragione”, la parte più evoluta del nostro cervello. Questa visione della poesia – e del poeta in generale – è una novità assoluta per l’ottocento, tanto che molti lo considerarono un primo manifesto delle correnti simboliste e surrealiste dei movimenti d’avanguardia letteraria.

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Il Musée Rimbaud di Charleville-Mézières. Foto dell’autore.

Il concorso è aperto a tutte quelle persone che amano scrivere: si tratta di un vero e proprio laboratorio artigianale di pensieri, sia per chi ha una storia da raccontare, sia per chi ha semplicemente la voglia di esprimere in versi le emozioni più feconde. A tal proposito il concorso è stato suddiviso in quattro sezioni – poesia libera, poesia in vernacolo, poesia in onore di Arthur Rimbaud e racconto breve – ciascuna con dei propri vincitori e premi in palio. L’obiettivo del presidente Mario De Rosa è quello di stimolare la creatività e l’originalità dei partecipanti attraverso le sezioni proposte, con la possibilità di poter vivere una delle esperienze personali più costruttive al mondo, trascorrendo una serata settembrina a contatto con poeti e scrittori di ogni tipo. Un occhio di riguardo alle giovani generazioni, che vogliano acquisire la consapevolezza nel gesto di narrare. L’appuntamento, quindi, sarà a Morano Calabro, città d’arte.

Francesco D’Amico

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2 risposte a Morano Calabro, la prossima arena della poesia

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