“Il destino degli altri”, giallo ad alta quota

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 231) l’11 febbraio 2017.

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Innumerevoli retroscena del mondo dell’aviazione nell’ultimo libro del pilota Ivan Anzellotti

A bordo di un nuovissimo Boeing 787 dell’Enea Airlines, nel compartimento della classe Business, si consuma un omicidio complesso e destinato a sconvolgere lo scenario dell’aviazione civile. Vittima del vile atto, a una sola settimana dal suo compleanno, la giovane Marina Donati, passeggera seduta al posto 2G del volo inaugurale Enea da Atlanta, negli USA, allo scalo romano di Fiumicino; l’arma del delitto è una dose di cianuro inserita in un bicchiere dal quale lei ha bevuto durante il volo intercontinentale. L’episodio, in principio, rimane nascosto e la compagnia aerea dà chiare disposizioni ai propri dipendenti, vincolandoli al fine di evitare fughe di notizie non controllate che potrebbero danneggiare l’immagine della compagnia e compromettere le indagini. Si tratta di misure temporanee, che rimandano solo di poco la rivelazione dell’accaduto ai media di un mondo sempre più connesso, sia dai voli che dall’alta tecnologia.

Non avete mai sentito parlare dell’Enea Airlines? Certo che no, e il motivo è semplice: siamo in un mondo parallelo, per così dire. “Il destino degli altri”, un giallo di Ivan Anzellotti, autore del libro autobiografico “Storia di un pilota: dal funerale di Alitalia alla fuga dal Qatar”, è ambientato in un mondo tale e quale al nostro, con alcune differenze al contorno che riguardano il settore dell’aviazione commerciale: dopo il fallimento totale, nel 2008, della compagnia Italia Airlines, un’esuberante imprenditrice che risponde al nome di Cecilia de Santis crea una nuova compagnia dalle ceneri dell’aerolinea di bandiera italiana ormai defunta, e fonda l’Enea Airlines, secondo una storia che ricalca per filo e per segno quella della vecchia Alitalia – Linee Aeree Italiane, se nel 2008 (coincidenza voluta) le cose fossero andate diversamente. La compagnia cresce, ma non senza ostacoli: il tragico incidente del volo 520, costato la vita a tantissime persone, minaccia l’esistenza stessa di Enea, una fenice rinata dalle ceneri di una compagnia nazionale un tempo ritenuta troppo grande per fallire. Il colpo si rileva durissimo ma non letale, e dopo tre soli anni il network raggiunge una massa critica tale da permettere l’inaugurazione della rotta Atlanta-Roma, una rotta prestigiosa dato che lo scalo “Hartsfield-Jackson” di Atlanta è l’aeroporto più trafficato al mondo. Tuttavia, nel volo di ritorno dalla capitale dello stato della Georgia, con ospite a bordo anche la stessa de Santis, la celebrazione si trasforma in una tragedia dalle conseguenze imprevedibili.

Prima che la notizia diventi di pubblico dominio, Bruno Donati, padre della povera vittima, contatta l’investigatore privato ed ex colonnello dei Ris Cesare Rinaldi che, grazie all’aiuto della sua assistente, Claudia, e di altri personaggi incontrati nel corso della storia, conduce le investigazioni portando a un concatenarsi di eventi e situazioni inaspettate. Rinaldi, un sopravvissuto del volo Enea 520 che nell’incidente ha perso la sua famiglia, si ritrova costretto a riprendere l’aereo e ad andare dove lo portano gli indizi, affrontando una sfida non indifferente con se stesso e coi suoi tragici ricordi, che nel corso delle sue molteplici peripezie riaffioreranno spesso.

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La copertina del libro.

La storia, con diversi colpi di scena e un finale decisamente a sorpresa, si articola portando il lettore in giro per il mondo, con descrizioni di posti esotici che l’autore rende “vicini” a chi legge, e accompagna lo stesso lettore in un percorso parallelo: oltre alla storia, al procedere dell’investigazione e dei suoi sviluppi, il lettore viene a conoscenza di molti retroscena del trasporto aereo moderno, descritti dall’esperto Anzellotti con uno stile confidenziale e decisamente non complesso, quasi del tutto privo di termini tecnici. Ed è così che “Il destino degli altri” permette di scoprire un mondo che agli occhi dei più sembra fantastico e ambito, un mondo in cui assistenti di volo e piloti sembrano fare la bella vita, ma che in realtà è costellato da un profondo stress, atti estremi, politiche di gestione esasperate e pericolose, e una meritocrazia sempre più lontana. Con questo libro giallo, Ivan Anzellotti riesce nel triplice tentativo di raccontare una storia, descrivere luoghi sia familiari che lontani, e portare avanti la sua compagna di denuncia e sensibilizzazione su alcune tematiche importanti relative al trasporto aereo civile.

Francesco D’Amico

 

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