Matrimonio che vai, drone che trovi

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 225) il 16 aprile 2016.

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L’uso dei SAPR durante le cerimonie è diffusissimo, ma l’abusivismo e i rischi regnano sovrani

Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto, o più comunemente droni. Un settore, come abbiamo già visto sul numero 224 de il Lametino, in continua espansione anche qui in Calabria. Tra gli innumerevoli usi dei droni, uno dei più comuni riguarda l’impiego in occasione dei matrimoni; sono bellissime e uniche le foto scattate da un drone durante una celebrazione del genere, questo soprattutto grazie al gioco di prospettive e all’estrema flessibilità garantite da questa tipologia di aeromobili. Tuttavia, in questo come in altri settori, sono tanti i punti per così dire “oscuri”: ne parliamo con Antonio Mazza, pilota di droni presso Dron-e, realtà catanzarese sul mondo dei SAPR in rapida crescita, e già ospite in passato della nostra testata.

Le normative ENAC sugli aeromobili a pilotaggio remoto, dato che si tratta di un campo pioneristico, sono in continuo cambiamento e spesso risultano essere poco chiare. Tra i principi cardine della normativa ENAC in tema di SAPR, c’è la distinzione tra “zone/operazioni critiche” e “non critiche”, definizioni che mettono in correlazione l’uso degli stessi droni e i rischi per persone o cose. Antonio, cosa cambierà nei prossimi mesi?

Nonostante presto vi sarà un aggiornamento normativo è opportuno mettere il lettore al corrente del fatto che ENAC, l’Ente Nazionale di Aviazione Civile, non prevede il volo dei droni su gruppi di persone, a meno che il pilota non abbia la necessaria abilitazione per pilotaggio remoto in contesto urbano/congestionato e/o in prossimità di assembramenti di persone, che è considerata “operazione specializzata in ambiente critico”. Abbiamo motivo di credere che questo non cambierà, pertanto senza prendere le opportune precauzioni come potrebbe essere un cavo di vincolo, la limitazione dello spazio aereo ed un’opportuna analisi del rischio è impossibile volare in questi contesti, se non in possesso di specifica abilitazione, drone certificato, progetto redatto e autorizzato (uno per ogni matrimonio), cavo di vincolo e vari sistemi di sicurezza aggiuntiva tipo cut-off motore e gabbie per le eliche. Per i matrimoni dunque, ci si può rivolgere solo a professionisti abilitati dall’ENAC come operatori autorizzati.

Come descriveresti l’impiego di un APR per un servizio su un matrimonio?

Le immagini filmate da un drone sono sicuramente mozzafiato ed offrono una prospettiva inedita, suggellando così un momento indimenticabile. In quello che sarà il video matrimoniale, tuttavia, bisogna considerare che i protagonisti sono gli sposi e l’abuso di riprese aeree potrebbe portare ad una distorsione dello storytelling, una deviazione nel racconto della storia d’amore che, spesso, finisce col rovinare il momento magico. Per questo credo che l’impiego degli APR durante i matrimoni non possa ritenersi indispensabile e, se ci si aggiunge il rischio ed il costo, ritengo opportuno rafforzare il concetto che non si può proprio non rivolgersi a professionisti, considerando anche il fatto che i piloti “improvvisati” che fanno volare il loro drone ad un matrimonio, violano l’art. 1228 del Codice della  Navigazione, che punisce con l’arresto fino a sei mesi ovvero con l’ammenda fino a euro 516,00, laddove non si configuri un reato più grave. Ancor più grave se l’operatore è sprovvisto di idonea assicurazione. L’art. 1234  del cod. nav., che richiama il D.lgs n. 197/2007, sanziona con una ammenda da euro 50.000,00 a euro 100.000,00.

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Esempio di foto che solo un drone può scattare. Grazie ai droni è possibile rendere ancora più bello il più bel giorno della vita di una coppia, ma occhio agli abusivi.

Le location principali sono fondamentalmente due: le chiese e i ristoranti. Come si gestiscono le operazioni in questi due ambienti?

Generalmente le chiese si trovano in contesti urbani che rientrano in aeree critiche, pertanto è impossibile volare se non opportunamente autorizzati. Differente è per le location isolate: se si è autorizzati e ci si tiene ad una distanza di 150 metri dalla testa delle persone e dagli edifici è possibile filmare.

Quanto credi sia diffusa la pratica di scattare foto e/o filmare video coi droni durante i matrimoni?

Ad oggi non esiste matrimonio senza drone. Ahimè, quest’asserzione non è indice di avanguardia, bensì di arretratezza, difatti la Calabria conta attualmente poco più di 30 operatori certificati, pertanto possiamo dire che, al 90 per cento, se un drone sta volando al matrimonio del/della vostro/a amico/a è un abusivo.

In questo campo, quanto credi sia diffuso l’abusivismo e l’illegalità? Quali sono i pericoli per la sicurezza e come fanno i potenziali clienti a tutelarsi?

L’abusivismo, come in tutti i settori, è una delle piaghe che oltre a rovinare il settore dal punto di vista di crescita, mette in serio pericolo le persone che, inconsapevolmente, si ritrovano sulla testa un drone pilotato da una persona che non ha seguito un addestramento  e non ha avuto modo di certificare e assicurare il suo drone.

Se pensate che al vostro matrimonio non possa mancare il video matrimoniale col drone, assicuratevi di selezionare solo i professionisti abilitati. Potrete così godervi in tutta tranquillità il vostro giorno più bello, sapendo che l’operatore, assicurato, saprà gestire l’attrezzatura in tutta sicurezza.

Grazie, Antonio.

Francesco D’Amico

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