La Calabria delle innovazioni: arrivano i piloti di droni

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 224) il 20 febbraio 2016.

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Un settore emergente e promettente che si sta facendo strada anche da noi

L’innovazione calabrese passa da figure come Antonio Mazza, classe 1989, studente di Ingegneria Ambientale, un esempio tipico di quello che nel mondo anglosassone definiremmo un entrepreneur. Grande appassionato di tecnologia praticamente da sempre, nel 2011 comprò il suo primo drone e, subito dopo, iniziò a ricevere le prime richieste per il suo utilizzo in ambiti professionali. La passione e l’esperienza sono andate via via aumentando, tant’è che nel mese di gennaio 2015 è nato il progetto “Dron-e, un network di professionisti (ingegneri, economisti, aeromodellisti) calabresi dedicati anima e corpo alla realtà sempre più emergente e incisiva dei SAPR, ossia i Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto. Dron-e è ovviamente presente sui social network come Facebook e Instagram, dove è possibile vedere foto panoramiche scattate proprio grazie all’operato dei droni, e informarsi sulle ultime news relative al progetto. Dron-e va considerato, a tutti gli effetti, uno degli esempi di eccellenza “Made in Calabria”, in quanto punta ad un settore tecnologico innovativo nel contesto della nostra regione, in perfetta controtendenza rispetto al boom di emigrazioni di giovani menti che, come ben sappiamo, lasciano la nostra terra per andare a cercare la fortuna altrove. Il progetto parte con le riprese aeree e alcuni monitoraggi relativi all’agricoltura e alle ispezioni tecniche, passando anche per la videoproduzione. L’interesse, crescente ed esponenziale, ha portato Dron-e ad evolversi e a diventare, l’estate scorsa, una vera e propria opportunità per la Calabria e i calabresi, senza mai lasciare in secondo piano la necessità di acquisire nuove conoscenze e formarsi: gli appartenenti al progetto sono andati in varie parti d’Italia per partecipare ad eventi per appassionati del settore come Dronitaly e la Roma Drone Conference, con l’intento di portare in terra calabra il know how appreso altrove. E’ stato proprio Antonio Mazza, successivamente, a stringere contatti con GeoSkyLab, la prima azienda certificata in Italia da ENAC, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, per poter offrire ai piloti SAPR un servizio di assistenza a 360 gradi: proprio come qualsiasi altro mezzo, un drone ha infatti bisogno di un’attenta manutenzione e chi lo usa deve poter accedere a servizi di consulenza efficaci.

La sede di Dron-e a Catanzaro ha ospitato, il 16, 17, 23 e 24 gennaio scorsi, il suo primo corso certificato per i piloti SAPR, con istruttori qualificati e provenienti da diversi ambiti: un controllore di volo militare, un esperto di aeromodellismo nonché ispettore di Polizia, e il presidente dell’Aeroclub di Salerno, nonché pilota militare. Il corso è stato un successo, tant’è che le iscrizioni hanno superato di gran lunga le aspettative e ciò ha addirittura costretto gli organizzatori a limitare i posti disponibili. Gli organizzatori, decisamente soddisfatti e incoraggiati, si stanno già attivando per rendere possibile un nuovo corso nel giro di qualche mese, al fine di formare nuovi piloti certificati. Chi, nel 2016 e negli anni a venire, decide di investire tempo e denaro nel crescente mondo degli Aeromobili a Pilotaggio Remoto, sta sostanzialmente facendo una scommessa. Il potenziale è enorme e molto, molto trasversale: al corso promosso da Dron-e, infatti, hanno partecipato diverse figure professionali, ciascuna delle quali punta all’utilizzo dei droni per migliorare la resa del proprio lavoro: scenografia, urbanistica, giornalismo, scienze naturali, architettura, sono tanti i campi in cui l’utilizzo dei droni può fare la differenza. Degna di nota è stata la partecipazione al corso di un gruppo della Protezione Civile, G.E.RU.V. (Gruppo Emergenza “Rupe Ventosa”), segno dell’importanza dell’utilizzo di queste nuove tecnologie in ambiti particolarmente delicati, dove l’impiego dei droni può addirittura salvare vite umane.

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Ma cosa offre di diverso un drone rispetto ai mezzi già in nostro possesso? Le applicazioni sono tantissime e vanno ben oltre le foto in grande stile che si scattano ai matrimoni e che siamo ormai abituati a vedere. L’utilizzo di un drone può essere sinonimo di convenienza, risparmio e sicurezza: basti pensare alle operazioni di soccorso in caso di calamità naturali, già citate, alle foto aeree, alle ispezioni, alle consegne, etc. C’è da sbizzarrirsi dato che praticamente ogni giorno nasce una nuova applicazione per questi mezzi tecnologici nati in un contesto militare, questo va sempre ricordato, ma la cui natura bellica non pregiudica le applicazioni socialmente utili. Bisogna anche ricordare che, purtroppo, c’è chi ha pensato di utilizzare i droni per scopi illeciti come lo spaccio di droga, la violazione sistematica della privacy e addirittura l’intrusione in alcune carceri; si tratta di impieghi che le forze dell’ordine dovranno imparare a contrastare, magari con l’uso di altri droni. E’ innegabile che, nel giro di qualche anno, saremo via via più abituati a guardare in alto e non solo davanti a noi, e a cambiare non pochi aspetti della nostra vita. Di fronte alla diffusione dei droni, la nostra società non rimarrà indifferente, e per rendersene conto basta un semplice esempio: l’idea di un giardino e un’area relax all’ultimo piano di un condominio in città affascina non poche persone oppresse dalla routine quotidiana, ma siamo sicuri che il fatto di avere droni equipaggiati con videocamere sorvolare regolarmente il palazzo non avrà conseguenze? Non è assurdo ipotizzare che nell’arco di pochi anni sarà proprio la nostra percezione dello spazio circostante a cambiare.

Insomma, le prospettive sono ottime, ma la “scommessa” di cui sopra, tuttavia, oltre a passare dalla tecnologia passa anche da un ramo un po’ più burocratico, quello delle autorità. Innanzitutto, essendo quello dei sistemi APR un settore emergente e in continua evoluzione, soffre attualmente di una legislazione poco specifica che lascia, troppo spesso, diverso spazio alle interpretazioni: un vero grattacapo per chi decide di investire tempo e denaro in una qualifica da pilota APR e/o nell’acquisto di un drone professionale, il cui costo è generalmente superiore ai 500 euro e può arrivare a picchi di 18.000. In secondo luogo, la domanda che si pongono tanti piloti qualificati come Antonio è: sono le nostre istituzioni, sia locali che statali, in grado di accogliere quest’innovazione nel migliore dei modi, e saperla incanalare nella giusta direzione per garantire innumerevoli benefici alla nostra società? I vantaggi, come abbiamo visto, sono molteplici e per tutti, ma se le istituzioni non “collaborano” e, anzi, ostacolano il processo di innovazione, diventerà molto complicato far scattare la molla del progresso. Un’altra sfida, questa però di stampo sociale e culturale, riguarda la percezione che le persone hanno dei droni. Solo chi li conosce bene sa che per la legge sono considerati aeromobili a tutti gli effetti e seguono sia il Codice della Navigazione che le Regole dell’Aria; sa che sono potenzialmente pericolosi, in quanto le loro eliche, in caso di impatto con un corpo umano, possono essere mortali; sanno che il loro utilizzo è regolamentato da norme molto rigide sulla distanza minima da mantenere da persone e infrastrutture di critica importanza. Insomma, bisogna far capire che i droni non sono giocattoli, ma aeromobili a pilotaggio remoto, appunto, e che i loro piloti, oltre ad avere enormi responsabilità, devono essere certificati e avere un’idoneità psicofisica monitorata periodicamente. Tra qualche mese, l’ENAC prevederà, oltre al certificato medico e all’attestato teorico, anche un attestato di prova pratica, segno anche questo che quella del pilota SAPR andrà via via delineandosi come una figura professionale e di nicchia, un libero professionista a tutti gli effetti da trattare come tale. Concludendo, è opportuno far presente che se da una parte è vero che la Calabria sta avendo una risposta un po’ più lenta rispetto ad altre parti d’Italia all’innovazione degli APR, e che l’Italia in generale sta reagendo in un modo diverso rispetto al resto d’Europa, dall’altra bisogna riconoscere che, grazie a realtà come Dron-e, la nostra regione è sulla giusta strada e potrebbe fare quel salto innovativo di cui tanto ha bisogno.

Francesco D’Amico

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