Il segreto di una startup di successo

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 216) il 28 marzo 2015.

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Il segreto sta nel capitale umano. Il talento non si può insegnare ma si può valutare!

Posto fisso, avanzamento di carriera, maggiore professionalità e preparazione: tutti concetti, ad oggi, molto discussi e posti al centro dell’attenzione. Siamo in un’era in cui anni di investimenti formativi passati sui libri a sostenere esami, a raggiungere risultati in tempi record, non trovano spesso la giusta collocazione lavorativa. Tali presupposti non devono, tuttavia, far inciampare nella trappola dell’insoddisfazione e dello smarrimento. Questo è il momento paradossalmente giusto per non abbattersi, per investire su stessi e dar vita ad un proprio lavoro, nuovo e creativo: questa è l’era delle tanto citate startup.

Con il termine startup si identifica la fase iniziale, di avvio di una nuova impresa, cioè quel periodo nel quale un’organizzazione cerca di rendere profittevole un’idea attraverso determinati processi. Prima di partire con una startup il futuro imprenditore deve valutare attentamente la validità e la fattibilità dell’idea attraverso un ben studiato e dettagliato piano strategico di impresa mediante l’elaborazione del Business Plan. Per lanciar, dunque, una startup di successo bisogna considerare e tener presenti alcuni determinanti fattori. In primis l’idea da sola, non basta: essa si deve concretizzare ed essere, dunque, un progetto. Al timone occorrono professionisti giusti e adatti a quel ruolo, con competenze differenti in grado di sopperire a qualsiasi situazione e capace di creare un team affiatato. Non è tutto. il modello di business va infatti definito e il prodotto va testato sul mercato. Anche il mercato dev’essere sottoposto ad un’attenta attività di comunicazione e marketing: studiare il target dei clienti a cui vogliamo rivolgerci, scegliere i canali pubblicitari adatti, uniti ad una oculata pianificazione e programmazione di tutte le operazioni necessarie. È la mescolanza di tali elementi a rendere il nostro prodotto sempre vincente.

Inquadrati questi fattori ci chiediamo: “La startup avrà successo?”.

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A mio avviso, e dopo anni di attività di consulenza, il segreto sta nel capitale umano. Il talento non si può insegnare ma si può valutare e di conseguenza migliorare. Questo avviene attraverso strumenti di valutazione, gli assessment center, utili ad individuare il possesso delle capacità necessarie a svolgere ogni tipo d’attività professionale. Una capacità è fondata su comportamenti che permettono di raggiungere risultati in collaborazione con altre persone, di affrontare temi complessi, di presidiare specifiche situazioni complesse, di tenere sotto controllo tensioni interpersonali, di innovare. Tale strumento, impiega simulazioni di situazioni organizzative che consentono la rilevazione, da parte degli osservatori, dei comportamenti fondamentali che dovranno esser messi in atto dalle persone valutate. Suddette esercitazioni, richiamando il più possibile la realtà aziendale, agiscono da stimolo per attivare i comportamenti che si vogliono osservare e vagliare. Nel potenziale della valutazione, e dunque del singolo, c’è il potenziale della squadra. E’ importante analizzare e tener presente la capacità del team di raggiungere certi risultati; omogeneità del gruppo ed eterogeneità delle competenze, nel senso che la squadra deve essere coesa ma ben differenziata nella competenza; infine, l’elemento più soggettivo, capire se c’è un leader, se quel fuoco interiore che lo porta dritto, verso gli obiettivi. Fare startup è durissimo e la prima valutazione è proprio la passione che si mette nel proprio lavoro, passione che può lievitare certamente sul campo dell’esperienza ma che anzitutto dev’essere condita dell’unico fattore capace di fare la differenza: la personalità.

Le necessità evidenziate, la competitività fra le imprese ed il continuo ed inarrestabile mutarsi delle variabili del sistema economico, incitano l’imprenditore a supportarsi spesso di consulenti esterni al fine di avere accanto una rete di finestre, capaci di far luce da angolazioni differenti e apportare miglioramenti alle proprie strategie. Il connubio management aziendale – consulente esterno è sempre più ricercato e diffuso. Questa rappresenta la chiave più rapida ed innovativa per raggiungere risultati per altri impensabili. E’, dunque, un prezioso strumento di supporto, capace di mettere nelle mani dell’imprenditore, la soluzione al problema. “L’innovazione non è mai arrivata attraverso la burocrazia e la gerarchia. È sempre arrivata attraverso gli individui.” Cit. John Sculley.

Claudia Siniscalchi

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