Controllori del traffico aereo, una “fuga” in controtendenza

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 233) il 29 aprile 2017.

Mentre i giovani lametini emigrano, altri arrivano a Lamezia per fare i controllori. Perché?

CTA, Controllore del Traffico Aereo, comunemente ed erroneamente definito controllore di volo, è una figura che agisce dietro le quinte e svolge il delicato compito di coordinare i movimenti dei voli che quotidianamente partono per connettere tra di loro le varie parti del globo. Il numero dei voli che giornalmente occupano i cieli mondiali è impressionante: basta controllare siti amatoriali come l’arcinoto flightradar24.com, che non copre nemmeno la totalità dei voli civili mondiali, per notare che in un qualsiasi momento del giorno il numero degli aerei civili in volo può superare facilmente le 15.000 unità. Migliaia e migliaia di colossi dei cieli, macchine volanti di dimensioni e peso variabili, dai piccoli aerei regionali da 50 posti ai superjumbo con capacità fino a 800 posti, ogni giorno operano tra i due e gli otto voli e devono essere seguiti durante tutto il corso delle operazioni in modo da garantire la massima sicurezza dei trasporti e, allo stesso tempo, ottimizzare tempistiche e consumi di carburante, nonché ovviamente limitare l’inquinamento. Per quanto possano essere efficienti e affascinanti, infatti, gli aeromobili sono altamente inquinanti, per cui ottimizzarne il traffico in modo da ridurre le emissioni di CO2 e altri composti nocivi è importantissimo.

Chi è, dunque, il controllore del traffico aereo, per chi lavora e come viene selezionato? In Italia, il controllo dello spazio aereo nazionale è affidato ad ENAV (il cui vecchio acronimo era Ente Nazionale per l’Assistenza al Volo), un organo sotto il controllo del Ministero dell’Economia e delle Finanze e supervisionato dalla più nota ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), nonché ovviamente dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. ENAV dispone di ingenti patrimoni in termini di immobili e di partecipazioni in altre realtà inerenti al trasporto aereo, e si affida alla professionalità di diverse migliaia di lavoratori altamente qualificati. Tra questi, il CTA, selezionato rigidamente in base a criteri e parametri psico-attitudinali, nonché all’essenziale conoscenza della lingua inglese che è, ufficialmente, la lingua del trasporto aereo mondiale. Una volta ritenuto idoneo, l’aspirante controllore dovrà formarsi presso i centri di eccellenza e acquisire, nell’arco di un anno, importanti nozioni relative alla legislazione aerea, alla meteorologia, all’informatica, e alla navigazione aerea, solo per citarne alcune. Dopo uno stage presso uno degli scali nazionali di competenza di ENAV, o scali esteri dove ENAV fornisce il servizio di controllo e supervisione della navigazione e del traffico, il controllore consolida la propria posizione professionale e si inserisce in un contesto altamente efficiente e operativo.

Nonostante la sua natura di lavoro “da dietro le quinte”, o forse proprio a causa di questa particolare natura, quello del controllore è un impiego potenzialmente molto stressante, non adatto a tutti e per questo anche abbondantemente remunerato. Il reddito medio annuo di un controllore del traffico aereo varia in base al servizio svolto e all’intensità del traffico nell’aeroporto in cui si opera, e raggiunge picchi di circa 80.000 euro, ossia oltre 6.500 euro mensili: si tratta di un reddito abbondantemente al di sopra della media nazionale, che tiene conto delle enormi responsabilità assunte e della delicatezza del lavoro svolto.

Ebbene, nonostante le ottime prospettive di lavoro, realtà come Lamezia Terme assistono a un vero e proprio paradosso: mentre i nostri giovani laureati (e non) emigrano, studiano altrove, lavorano altrove o rimangono disoccupati, tanti aspiranti CTA devono essere trasferiti a Lamezia da varie parti d’Italia perché la nostra terra, al contrario di altre, non “sforna” aspiranti controllori del traffico aereo e preferisce canalizzare le scelte formative dei giovani su indirizzi standard e ultracongestionati che difficilmente potranno risultare in un’occupazione stabile e remunerativa. Lo scalo internazionale di Lamezia è per ENAV una “scuola per controllori”, un posto in cui gli autoctoni mancano e bisogna sopperire alle mancanze di organico con l’invio costante di giovani professionisti da altre parti, in perfetto e totale contrasto con i flussi migratori dei giovani calabresi che studiano l’impossibile e sono costretti ad emigrare perché la loro terra non è disposta ad accoglierli e a coronare i propri sogni.

Il motivo che si cela dietro a questo paradosso? Probabilmente si tratta della mancanza di cultura aeronautica nella nostra terra, nella quale l’aviazione è ancora qualcosa di sconosciuto ed esotico, dove tantissime persone non hanno mai preso un aereo, dove nessuno pensa veramente a suggerire a un proprio figlio, conoscente o amico di diventare controllore del traffico aereo. E’ dunque difficile pensare di fare un lavoro del quale nella maggior parte dei casi si ignora completamente, o quasi, la stessa esistenza. In altri luoghi, dove la cultura aeronautica è più radicata, il numero di giovani canalizzati verso questa particolare professione è più che sufficiente e molti di loro riescono a consolidarsi in questo contesto professionale altamente remunerativo e con ottime prospettive di carriera. La nostra è una terra con mille difficoltà, ma se parte della disoccupazione giovanile è imputabile a situazioni paradossali come questa, forse è giunta l’ora di iniziare a guardare il mondo a 360 gradi e non coi vecchi standard che hanno portato un’intera generazione a un’esistenza caratterizzata dal precariato, dalla disoccupazione e dalla dipendenza costante dai propri genitori; per i giovani calabresi, le vere opportunità potrebbero essere davvero dietro l’angolo.

Francesco D’Amico

 

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3 risposte a Controllori del traffico aereo, una “fuga” in controtendenza

  1. Pingback: I limiti di velocità “storici” degli aerei civili | The Lightblue Ribbon

  2. mab7 ha detto:

    L’ha ribloggato su Mab7's Blog.

  3. Pingback: Controllori del traffico aereo, una “fuga” in controtendenza | Mab7's Blog

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