Cinema a Lamezia: l’esperienza associativa di UNA

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 223) il 19 dicembre 2015.

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Film in lingua originale con sottotitoli in italiano nelle rassegne gestite da giovani cinefili

E’ con noi Carlo Carere, presidente dell’associazione culturale UNA, che a breve si introdurrà e spiegherà ai lettori come è diventato presidente dell’associazione.

“Ho 31 anni, quasi 32, faccio l’avvocato, vivo a Lamezia e ho una grande passione per il cinema e tutto quanto concerne la cultura in generale. Ero il più simpatico del gruppo (scherzo!) e hanno deciso di darmi questa responsabilità.”

Qual è la storia dell’associazione UNA? Da quanti anni opera, come è nata, quali sono state le sue figure chiave e a chi è aperta?

“Tutto è nato da una mia idea. Ho passato due mesi a Manchester nel 2008; durante il mio soggiorno in Inghilterra mi ha stupito molto il fatto che gli inglesi stessi guardassero film in lingua originale con sottotitoli in inglese. Ho parlato con diversi altri stranieri che vivevano lì e ho notato che la loro capacità di parlare bene la lingua anglosassone era – in tutto o in parte – dovuta proprio al fatto che guardassero i film in lingua originale.

Tornato a Lamezia, ho trovato una città senza cinema. L’idea è stata spontanea: creare un “cinema” in lingua originale. All’inizio, quando non eravamo un’associazione, ci riunivamo presso il giardino di casa mia, d’estate, con un proiettore montato alla buona da mio padre e addirittura un lenzuolo usato come schermo. Abbiamo iniziato chiamando i nostri amici e, visto che veniva tanta gente, da lì è nata l’idea di fondare un’associazione.

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La proiezione di Whiplash, l’8 luglio scorso, presso il Lissania Garden.

Quella del 2015-2016 sarà la nostra quinta rassegna, in quanto abbiamo iniziato nel mese di dicembre 2011. Allora eravamo al mercato di piazza Botticelli e ci vedevamo ogni due domeniche. Spostavamo i banconi della frutta, pulivamo il pavimento, e a film finito riponevamo i banconi dov’erano prima. Ricordo che i componenti della squadra Lavori Pubblici del Comune (da noi affettuosamente chiamati “squadra pronto intervento”) ci aiutavano a portare le sedie di plastica che utilizzavamo, venendo a riprendersele il giorno successivo. Un aiuto, il loro, molto spontaneo e dovuto al fatto che c’era una certa sintonia, alla quale si aggiungeva un forte spirito di collaborazione: apprezzavano molto la nostra iniziativa. In particolare, ci tengo a ringraziare il signor Giovanni Saladino per il suo supporto, e per il supporto di tutta la squadra.”

Come si articola l’organico dell’associazione, e quali sono le figure principali oltre, ovviamente, a quella del presidente? Ti va di ringraziare qualcuno in particolare per il suo operato a favore dell’associazione?

“L’assemblea dei soci decide quali debbano essere i componenti del Direttivo, che è l’organo gestionale dell’associazione che si rinnova ogni due anni. Oltre a me, gli attuali membri del direttivo sono: Ettore Parlati, Gianna Maione, Natasa Jovanovic ed Elvira Aiello. Oltre al Direttivo, ci sono gli oltre 150 soci dell’associazione che si riuniscono periodicamente per proporre film e idee, e per discutere tematiche associative.

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La rassegna estiva 2015 di UNA.

Ringrazio Antonio Canzoniere, il quale ha vinto il primo premio alla più importante manifestazione di critica cinematografica giovanile che si tiene in Friuli ogni anno. E’ lui a dare il placet alla rassegna scelta dai soci e valutata dal Direttivo – la sua opinione è per noi fondamentale. Un ringraziamento particolare va anche ad Anna Sciarrino, la “grande anima” dell’associazione che per UNA dà veramente tutto, e a Giacinto Gaetano, responsabile del Sistema Bibliotecario Lametino, al quale, a fine rassegna, consegniamo i DVD che abbiamo proiettato, disponibili per tutti presso la biblioteca di Palazzo Nicotera. E poi ci sono tutti gli altri soci, ed è solo grazie a loro che dopo tanti anni possiamo portare avanti la nostra passione.”

Perché andare ad una proiezione targata UNA non è come andare ad un semplicissimo spettacolo del cinema?

“Per provare la bellezza del film in lingua originale con sottotitoli in italiano, per assaporare il carattere familiare della proiezione, dell’incontro, lo scambio di battute a fine proiezione, la voglia di incontrare altra gente. Soprattutto, cosa rara per Lamezia, si tratta di un ambiente caratterizzato dalla presenza di molti giovani. E’ un po’ come andare al cinema in cinquanta o più. Al cinema ci vai, guardi il film e poi te ne vai via, e la cosa finisce lì. Per ‘UNA’, lo spirito associativo fa assumere al film un sapore completamente diverso e caratteristico, più autentico.”

Una domanda un po’ particolare e abbastanza prevedibile. Cosa significa “UNA”? E’ un acronimo, per caso?

“No, in realtà è una delle tante invenzioni di Ettore Parlati, socio fondatore dell’associazione. Ci chiedevamo come si potesse chiamare un’associazione, e lui ha tirato fuori dal cilindro la sigla UNA. Ce ne siamo innamorati e l’abbiamo adottata.”

Quali sono i punti di forza dell’associazione?

“Il fatto che ci sono giovani alle spalle, la socialità, l’originalità stessa dell’idea accompagnata al fatto che i film affrontano tematiche importanti (la scelta degli stessi non è affatto casuale). Alcuni ci hanno accusati di proiettare solo film d’essay, ossia film del “cinema sperimentale” o d’autore, quando in realtà noi proiettiamo film che hanno vinto i maggiori premi ai più importanti festival internazionali. Film conosciutissimi altrove ma non qui, dove i cinema proiettano ben altro.”

Gli scogli, gli ostacoli più importanti, sono di natura burocratica o logistica? O di una terza natura, magari più insidiosa delle due precedenti?

“Quando operavamo presso il teatro Umberto, noi pagavamo il canone d’uso per un teatro praticamente gelido, lasciato al freddo nei mesi invernali. Siamo stati, dunque, costretti a cambiare luogo delle proiezioni, in quanto i soci lo hanno chiesto a gran voce. Ci sarebbe piaciuto restare al centro della nostra città, per rendere la partecipazione possibile a chi di passaggio.

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Al lavoro presso l’auditorium della Pitagora.

Più in generale, ci tengo a dire che UNA non ha mai chiesto un euro al comune e, al contrario, ha sempre contribuito alle spese per far fronte all’utilizzo degli spazi. Quest’anno, i riscaldamenti del teatro Umberto funzionano di nuovo… era ora.”

Quella dell’associazionismo giovanile è una realtà ben consolidata dove viviamo noi. Tuttavia, spesso risente di una scarsa partecipazione che, probabilmente, si può ricondurre alla mentalità locale, poco propensa ad incentivare questo tipo di partecipazione ai progetti. Un’associazione come UNA, proiettata in un altro luogo, potrebbe essere diversa?

“Questo non posso dirlo perché, vivendo a Lamezia, non posso immaginare come potrebbe essere UNA altrove. Il successo di UNA è anche legato al fatto che non abbiamo mai chiesto un solo euro pubblico: sono i soci, col loro contributo, a mantenere viva l’associazione. Forse, molti altri commettono l’errore di bussare alle solite porte sperando che si aprano chissà quali portoni. Noi abbiamo un modus operandi diverso, se l’idea ti piace la devi coltivare con le tue forze e le tue risorse. E’ questa la nostra idea fondamentale.”

Come rispondono i media locali, sia cartacei che telematici, alle attività targate UNA? C’è una copertura mediatica a tuo dire soddisfacente?

“In occasione delle proiezioni, noi mandiamo sempre un comunicato alle varie redazioni cartacee e online. Alcune volte abbiamo la fortuna di vedere il nostro comunicato riportato, altre volte no. In generale, sarebbe bello avere più risonanza. Francesco, approfitto di questa risposta per ringraziarti per lo spazio che ci stai offrendo: ci dà l’occasione per farci conoscere ed è anche una buona occasione per i lettori di interessarsi ad UNA e venire a vedere un buon film.”

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In anteprima, la rassegna 2015-2016.

Grazie, credo sia il minimo. Tornando ai progetti dell’associazione, il 27 dicembre si darà il via alla quinta rassegna cinematografica. Come si articolerà?

“Questa edizione sarà molto ricca e variegata. Ci saranno dieci  film in ben otto lingue diverse: ovviamente l’inglese, il francese e lo spagnolo ma anche, per esempio, il giapponese, lo svedese e l’arabo. I soci ci hanno chiesto di inserire nella rassegna film che vadano al di là  delle tematiche d’impegno sociale che hanno caratterizzato le edizioni precedenti. Siamo pronti ormai per spaziare all’interno dell’Universo Cinema e quindi goderci il meglio dell’arte cinematografica mondiale, intesa in tutte le sue sfaccettature di genere.”

Francesco D’Amico

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