Alimentazione sostenibile: cosa metti oggi in tavola?

I dati sulla denutrizione e malnutrizione ancora oggi spaventano, ma la soluzione è a portata di fornelli.

Un po’ di numeri apriranno degli scenari ad oggi drammatici: circa 870 milioni di persone denutrite (biennio 2010-2012), circa 2.8 milioni di decessi per malattie legate a obesità o sovrappeso, circa 1.3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate ogni anno. Dunque, da una parte c’è chi soffre ancora la fame, dall’altra parte chi, invece, muore per disturbi alimentari a causa di un’alimentazione scorretta. Spesso questi dati scorrono in televisione e sembrano così distanti dalla nostra realtà, seppur questa sia ormai costruita su stenti e difficoltà. Ad un certo punto arriva anche l’Expo 2015 il cui slogan “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, ci fa conoscere ancora più da vicino un problema che attualmente ha bisogno di scelte politiche condivise e consapevoli, connessi a stili di vita sostenibili. Cosicché, ci sembra ancora di discutere di qualcosa di trascendentale, di un problema troppo complesso per essere risolto dalle comunità locali. Tuttavia, è sufficiente addentrarsi pian piano nella questione per comprendere che la risposta possa ricercarsi in piccoli passi e scelte semplici. La parola d’ordine è sostenibilità, ossia la condizione di uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri. Negli anni questa definizione si è ampliata, includendo aspetti non solo ecologici ma anche ambientali, sociali ed economici.

Sostenibilità01

Il concetto di sostenibilità è vasto e dinamico essendo influenzato dalla tecnologia, ma nello specifico si vuol discutere di alimentazione sostenibile come possibile soluzione ai problemi che riguardano la malnutrizione e la fame nel mondo. In tal modo saranno la quotidianità e le nostre scelte a fare la differenza e ad offrire un valido contributo al pianeta con un impatto anche sull’economia. Gli attuali sistemi di produzione e di consumo dovrebbero subire delle trasformazioni, puntando su alimenti sani, che rispettino l’ambiente, poco elaborati dal punto di vista industriale e coltivati nelle zone di provenienza tradizionale, nel rispetto della biodiversità e delle risorse disponibili. Il risultato sconcertante è che il numero di persone denutrite e malnutrite cresce vertiginosamente, e se si associano questi dati alla rapidità con cui gli ecosistemi si stanno deteriorando, diventa necessario discutere e riesaminare il modo in cui ci nutriamo. Mangiare diventa un gesto ecologico con un impatto anche sull’ economia del territorio in quanto si preferiranno prodotti biologici e locali, oltre che di stagione. Nutrirsi seguendo questi  piccoli suggerimenti, diventa qualcosa di più importante di un gesto routinario che fa parte della nostra esistenza. Se diventasse una scelta consapevole si potrebbero realizzare conseguenze mirate alla soluzione di problemi non molto lontani dalle nostre case. Come scegliere? Per noi italiani il cibo ha anche una connotazione sociale, ed oggi esistono diversi strumenti che permettono ai consumatori di riconoscere i cibi con una bassa impronta ecologica e di sostenere le filiere agroalimentari più virtuose, prestando attenzione alle pubblicità e alle etichette, nonché ai dati resi pubblici dalle aziende stesse sul ciclo di vita del prodotto. Mangiare è da sempre un gesto semplice, ma potrebbe diventare qualcosa di più!

Martina Pirrone

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