Quattordici artiste per la prima mostra itinerante dedicata a Frida Kahlo

“I colori dell’anima” ed un punto di vista tutto al femminile

Sabato, 20 giugno 2015, all’interno della Torre Normanna di San Marco Argentano (Cosenza),  è stato dato il via alla sezione estiva della prima mostra d’arte collettiva e itinerante del sud Italia dedicata all’artista Frida Kahlo. L’evento è stato promosso dall’Associazione Socio-Culturale “Aletheia”, grazie al contributo organizzativo di Esperia Piluso (sociologa e ideatrice dell’iniziativa) e della direzione Artistica di Morena Di Pressa. L’evento, alla sua prima edizione, è intitolato “I colori dell’anima”, il cui scopo è quello di valorizzare l’espressione artistica al femminile attraverso più generi artistici, alternando la pittura alla fotografia, passando per l’arte astratta e figurativa, e immergendosi anche in altre rappresentazioni quali la poesia, il teatro, la musica e il ballo.

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I colori dell’anima, e si pensa a Frida. In che modo l’artista ha rappresentato il mondo femminile e quella sensibilità che le fa conoscere un nuovo modo di interpretare il tempo che ha vissuto? Proviamo a ripercorrere brevemente questo viaggio attraverso alcune parole-chiavi: Messico, incidente stradale, amore e amanti, emancipazione e politica, surrealismo.

Frida Kahlo è nata in Messico il 6 luglio 1907, ma curiosamente affermava di essere nata nel 1910, l’anno dello scoppio della rivoluzione messicana, perché voleva che la sua vita cominciasse con il Messico moderno. Questo particolare biografico ben ci fa comprendere la sua personalità alquanto singolare e indipendente. Una vita, quella di Frida, mossa dalla passione e dalla sensualità, e sempre immersa in quel senso dell’umorismo che trasmette attraverso la sua arte. È,  inoltre, diventata il simbolo dell’avanguardia artistica e dell’esuberanza della cultura messicana del Novecento.

“Che farei io senza l’assurdo”. (Dal diario di Frida Kahlo)

Incidente stradale, la seconda key word. Frida fin dalla nascita ha vissuto uno stato di salute travagliato, aggravato dall’incidente stradale del 1925 che ha causato gravi lesioni al suo corpo, per il quale dovette subire ben 32 operazioni chirurgiche. Durante questo periodo di solitudine cominciò a dipingere una serie di autoritratti, e sottopose i suoi dipinti ad un illustre pittore dell’epoca, diventato suo marito, Diego Rivera.

“Ho subito due gravi incidenti nella mia vita… il primo è stato quando un tram mi ha travolto e il secondo è stato Diego”. (Dal diario di Frida Kahlo).

Nel 1929 sposò Diego Rivera, il suo primo ammiratore, nonostante fosse famosa l’infedeltà dell’uomo. Anche Frida ebbe numerosi rapporti extraconiugali, comprese esperienze omosessuali, con personalità note di quei tempi. Il legame di Frida al partito comunista fu il motivo che le permise di realizzare la propria indipendenza ed autodeterminazione. Infatti durante il periodo post-rivoluzionario, le donne si emancipavano grazie alla politica. La sua arte fu caratterizzata dal modo ossessivo di vivere quel corpo angosciato dalla sofferenza, per cui crea brillantemente una visione del corpo femminile non più distorto da uno sguardo maschile, facendovi confluire i colori messicani. A partire dal 1938, i suoi dipinti raccontano il suo mondo interiore e il modo di percepire il mondo, accostando gli elementi della tradizione messicana a quelli della produzione surrealista. Ad ogni modo, il punto di vista di Frida era molto lontano da quello surrealista, e le piaceva l’idea di essere un’artista originale.

“Pensavano che anch’io fossi una surrealista, ma non lo sono mai stata. Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni”. (Time Magazine, “Autobiografia messicana”, 1953).

Dunque, Frida Kahlo, è un’artista che ben rappresenta quel mondo femminile intriso di libertà, creatività, passione, forza e delicatezza. Rappresenta la donna che vuole rompere ed uscire dagli schemi per autorealizzarsi attraverso due armi infallibili: il fascino e l’intelletto.

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Si ricorda che le artiste, provenienti da tutto il territorio regionale, più due artiste Sud Americane che esporranno alla collettiva sono: Viviana Mazza, Marta Guida, Carmela Paonessa, Maria Santoro, Morena Di Pressa, Erminia Fioti, Adele Lo Feudo, Teresa Boero, Franca Fragale, Rita Mantuano, Noemi Silvera, Francesca Procopio, Celestina Fortuna, Eleonora Cipolla. Verranno omaggiate le opere dell’artista messicana ispirandosi ai colori ed alle sue tecniche pittoriche. La  sezione estiva dell’evento ha preso il via ieri pomeriggio, per poi fare tappa a Palazzo della Provincia di Reggio Calabria dal 6 al 10 luglio e all’Hotel Barbieri di Altomonte il 10 e l’11 agosto.

Il mondo femminile si crea e si mescola con i colori dell’anima, a volte sofferenti, altre felici, ma spesso troppo complessi e al tempo stesso affascinanti, così come la stessa Frida scrive per l’ultima volta nel suo diario: “Spero che l’uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più.” (Dal diario di Frida Kahlo).

Martina Pirrone

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2 risposte a Quattordici artiste per la prima mostra itinerante dedicata a Frida Kahlo

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