Sperimentazione animale, parlano gli altri

Questo articolo è uscito sul mensile Il Lametino lo scorso 25 maggio 2013. Potete trovarlo anche sul blog GSI. Per maggiori informazioni circa la presenza dell’articolo su entrambi i siti, si consiglia la lettura della FAQ.
 

C’è chi dice basta alla disinformazione dei media “controllati” dagli animalisti

Ecco che inizia uno dei soliti talk show o un servizio speciale di un telegiornale, una scena abbastanza ricorrente. L’argomento riguarda la natura e/o gli animali, ed ecco comparire l’animalista/ambientalista di turno dire le solite cose, ammaliando le masse in ascolto e chiedendo loro – più o meno direttamente – di appoggiare l’ennesima campagna per la Vita sulla Terra versando una quantità di denaro. Animalisti ed ambientalisti sono regolarmente presentati come dei salvatori, come delle persone competenti alla pari coi veri specialisti: alla salute ci pensa il medico, alle cause ci pensa l’avvocato, alle costruzioni ci pensa l’ingegnere, agli animali ci pensa l’animalista, all’ambiente ci pensa l’ambientalista. Meno male che ci sono, potrebbe dire qualcuno.

Ma le cose stanno veramente così? Le attività animaliste/ambientaliste sono veramente basate su fondamenti di verità, e gli animalisti/ambientalisti sono da considerare come delle fonti autorevoli? Non so voi, ma io qualche domanda me la sono fatta più di un decennio fa e, di recente, la mia concezione un po’ inusuale di animalista/ambientalista, molto lontana dagli standard da talk show, è stata confermata. Prendiamo, per esempio, il tema caldo della vivisezione e, più in generale, dellasperimentazione animale: stando a quanto riportato dagli animali(sti) da talk show, e quindi stando a quello che pensa l’italiano medio data la mancanza di contraddittorio nei nostri media, la sperimentazione animale sarebbe una cosa inutile, inefficace, promossa da persone sadiche e senza scrupoli, facilmente rimpiazzabile dai fantomatici “metodi alternativi” che “nessuno” vuole far conoscere per ovvi interessi economici. Alzi la mano chi, in un modo o nell’altro, non sia stato mai influenzato da questa visione presentata al grande pubblico dagli animalisti.

Grazie al gruppo Facebook “A Favore della Sperimentazione Animale” prima e ad alcuni servizi in televisione poi, vengo a sapere dell’occupazione non autorizzata (e quindi illegale) del dipartimento di Farmacia dell’Università di Milano da parte di uno sparuto gruppo di animalisti contrari alla sperimentazione animale, in particolare alla vivisezione. I Salvatori della Natura, non contenti dell’occupazione, hanno liberato vari animali da laboratorio e danneggiato le strumentazioni, mandando in fumo ricerche importantissime con un danno stimato di svariate centinaia di migliaia di euro. Per quello che hanno fatto, dovrebbero essere denunciati e processati.

geni, perdonate il sarcasmo, non sapevano nulla dell’immunodeficienza di alcuni animali liberati, condannandoli a morte perché incapaci di reagire agli stimoli patologici dell’ambiente esterno. Come se ciò non bastasse, forti dell’esperienza “vittoriosa” di Green Hill, gli altri animalisti non hanno criticato l’atto vandalico, prendendo le distanze da quanto accaduto. Al contrario, molti animalisti hanno optato e continuano ad optare per un silenzio che la dice lunga sulla loro idea dell’accaduto, mentre altri – senza dubbio i più incivili e pericolosi – hanno difeso i loro “colleghi” secondo una visione machiavelliana dell’atto e ricorrendo spesso, troppo spesso, a parole forti e minacce. I ricercatori, soprattutto quelli attivi nella lotta per l’informazione, ribadiscono la loro onestà, la loro dedizione alla Scienza e allo sviluppo, e puntualizzano che la vivisezione è un metodo usato in extremis in mancanza di alternative, e che i famosi metodi alternativi tanto sbandierati dagli animalisti non sono altro che metodi supplementari, insufficienti se presi singolarmente (per un approfondimento degli argomenti accennati si rimanda alla pagine Facebook “A Favore della Sperimentazione Animale” e “Pro-Test Italia”, così come a qualsiasi libro scritto da veri esperti). In un’Italia che bastona, metaforicamente parlando, i suoi cervelli, ricercatori inclusi, non possiamo permetterci di concedere ad estremisti che basano le loro posizioni sull’ignoranza una vittoria facile.

Sono due i prossimi appuntamenti per la sensibilizzazione organizzati da Pro-Test. Il primo, previsto per il prossimo 1 giugno a Milano, è “Animali e Ricerca, insieme per la Vita”. Il secondo, previsto per l’8 giugno in varie piazze d’Italia, sarà “Italia unita per la corretta informazione scientifica”. I due eventi non coinvolgeranno nessuna città calabrese, ma ciò non ci impedirà di seguire l’iniziativa a distanza, iniziando a riflettere sul vero ruolo della sperimentazione animale in campo medico e sull’affidabilità degli animalisti, così tanto amati e così poco informati.

Francesco D’Amico

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2 risposte a Sperimentazione animale, parlano gli altri

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