I fenomeno dei “Ghost Writer”, un danno culturale. Parte I.

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 245) l’1 dicembre 2018.

Un fenomeno nascosto che influenza la concezione artistica delle masse

Il fenomeno dei Ghost Writer (“scrittori fantasma”), come del resto esplica il nome stesso, si muove nell’ombra ed è relativamente poco conosciuto o affrontato nella cultura di massa. Questo perché la sua natura nascosta è direttamente funzionale ai suoi scopi e quindi l’insieme di persone che lo rendono possibile sono plausibilmente attivi nel renderlo celato. Persino l’ambito professionale in cui si muovono i Ghost Writer sembra essere ancora da esplorare totalmente:  è particolarmente noto ad esempio che essi sono funzionali alla stesura di “autobiografie” di personaggi politici o comunque famosi, che scrivono bozze o addirittura romanzi completi di cui in seguito si prenderanno il merito nomi noti, mentre meno conosciuto ma altrettanto presente è il loro operato nel campo della composizione musicale o della sceneggiatura di film o spettacoli teatrali dove operano praticamente con le stesse modalità.

Si può definire l’intero fenomeno in una sola definizione che sia valida per tutti questi insiemi professionali proprio in virtù del fatto che il meccanismo costitutivo è sempre lo stesso: si tratta, in sostanza, di persone che scrivono un libro, una biografia, un brano musicale o una sceneggiatura cedendo i meriti pubblici ad un’altra persona e per questo servizio vengono pagati dallo stesso o dall’organizzazione che si occupa di lui. In ogni caso ciò che sembra evidente è che ancora non ci si renda conto dell’estrema pericolosità che i Ghost Writer presentano a livello culturale e pertanto esplicarla è doveroso quanto meno per favorire movimenti  in direzione dell’eliminazione di questa pratica. E’ evidente che il risultato ottenuto da tale pratica diventa quello di attribuire il merito di un opera d’arte ad una persona che effettivamente non ha nulla a che vedere con essa.

L’obiezione frequente ma piuttosto debole del Ghost Writer che conosce approfonditamente lo stile del suo cliente, e dunque lo riproduce abbastanza fedelmente da rendere valida l’associazione, è in realtà molto semplice da attaccare. L’opera artistica non può essere considerata solo come dei parametri tecnici che si ripetono nel perpetuarsi dei lavori del proprio creatore: la tecnica che sta dietro ad ogni musica o film è chiaramente una condizione imprescindibile per la realizzazione dell’oggetto artistico ma risente inevitabilmente della prospettiva interiore umana dell’artista stesso e la sua essenza ne rimane inevitabilmente condizionata. Affidando la realizzazione ad un Ghost Writer si stia compiendo, oltre che un atto di disonestà intellettuale, un gesto di svalutazione della propria personalità artistica e questo potrebbe ironicamente dire molto su quanto si ritengano “artisti” i personaggi che ricorrono ad un servizio di questo tipo. D’altronde, ascoltare una musica che sia solo un esercizio di imitazione tecnica non possa suscitare nel pubblico gli stessi sconvolgimenti che suscita un brano effettivamente composto in ogni suo particolare dalla persona che si fa immagine del suo messaggio.

Questo fenomeno è una realtà consolidata, grazie alla quale si compra il merito e il conseguente plauso della folla. Su larga scala, questo provoca una trasformazione dell’identità dell’artista che non è più un pensatore libero che migliora il mondo attraverso le sue intuizioni, piuttosto ci troviamo di fronte ad un imprenditore che tanto più denaro possiederà tanto più potrà far credere al mondo che la sua persona può produrre un numero enorme di lavori, il che favorisce molto il “culto della personalità” e fenomeni affini. Da tutto questo si evince inoltre che la società viene in questo modo truffata e si trova ad adorare falsi dei non molto dissimili dai re dei tempi antichi che persuadevano l’umanità di avere il diritto divino a governare. [continua…]

Alessandro Severa

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