Quando la canzone cerca di spiegare l’inspiegabile

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 245) l’1 dicembre 2018.

Un prestigioso seminario sul diritto e la giustizia nella canzone d’autore italiana

Si è svolto nei giorni scorsi presso il Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia dell’Università “Magna Græcia” di Catanzaro, un importante e prestigioso seminario dal titolo “Diritto, giustizia, conflitto nella canzone d’autore italiana”.

Il seminario – inserito nell’ambito del Dottorato di Ricerca in Teoria del Diritto e Ordine Giuridico ed Economico Europeo – è stato presieduto dal chiarissimo professor Bruno Maria Bilotta, Ordinario di Sociologia del Diritto, Sociologia della Devianza e Sociologia del Mutamento Sociale nel medesimo Ateneo. L’illustre professore – dopo i doverosi saluti iniziali ai numerosi intervenuti – ha sin da subito aperto una discussione su cosa sia la canzone e su cosa rappresenti per l’autore e per l’ascoltatore. Così, nel richiamare un volume di Luigi Manconi intitolato “La musica è leggera”, il prof. Bruno Maria Bilotta ha introdotto quel concetto semplice ma essenziale di una canzone che cerca di spiegare l’inspiegabile. La canzone è canzone, un piccolo e grande mistero: ecco perché ci piace la canzonetta. La canzone è magia – ha poi aggiunto l’esimio professore – una magia tutta particolare, assolutamente singolare nel mondo della magia, che la rende unica nel panorama dell’arte in generale, di tutte le arti, ed ha una caratteristica tutta peculiare e sua propria ed è quella per cui l’ascoltatore si appropria totalmente della canzone fino a farla propria. In questo senso la canzone finisce per dismettere il suo autore vero per innestarsi in un altro autore, precisamente l’ascoltatore coinvolto. Un furto? Sì, certamente, il più nobile e il più innocuo dei furti – ha confermato il relatore – il furto più gradito al vero autore della canzone che sa di aver trasmesso ad un altro un’emozione che non è solamente la sua ma diventa interamente di un altro, di altri, diffusamente di altri, tanto più diffusamente e senza confini quanto più bella è la canzone: un rapporto triadico “autore-canzone-ascoltatore”, che diventa inevitabilmente duale, autore-ascoltatore: quando questo avviene si realizza la vera magia dell’arte della canzone.

Nella seconda parte del seminario, poi, il prof. Bruno Maria Bilotta ha coinvolto i diversi giovani presenti in un percorso innovativo atto a far comprendere come il “diritto”, ma soprattutto la “giustizia”, siano presenti nei testi di grandi autori. Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Enzo Iannacci, Roberto Vecchioni, Rino Gaetano o Paolo Conte, sono solo alcuni esempi di come la canzone registra, in maniera più efficace ed evidente di altri indicatori sociali, il mutamento sociale. Non è certo un caso – ha infine spiegato il professore riprendendo il suo importante saggio – che l’enorme fiorire, specialmente nell’ultimo ventennio, di libri sulla musica cosiddetta leggera tiene conto in primo luogo della storia della musica stessa, e che per ciascun singolo autore la sua storia musicale viene descritta per epoche, com’è giusto che sia;  ogni canzone è debitrice a quella successiva di un ulteriore processo di evoluzione, talora anche di involuzione, ma comunque di un processo di mutamento che deve tener conto tanto del mutamento dell’autore quanto del mutamento sociale. Quindi la canzone, in questi termini, diventa una piccola storia breve e concentrata nel tempo, ma dilatata nell’emozione in cui l’elemento evolutivo è fondamentale tanto in chi la canzone scrive tanto per chi la canzone recepisce.

L’illustre professore ha condotto numerosi studi e doviziose ricerche sul tema della giustizia e del conflitto sociale che, negli anni, hanno prodotto la pubblicazione di importanti volumi. Membro aderente all’International Institute for Sociology of Law di Oñati, nonché membro dell’Associazione italiana di Sociologia e componente della Direzione Scientifica della Rivista “Sociologia del Diritto”, il prof. Bruno Maria Bilotta è da sempre un sapiente studioso e profondo conoscitore delle dinamiche sociali. Fondatore e direttore della collana “Conflitti, Criticità e Mutamenti Sociali” per la casa editrice Aracne, come altresì della collana internazionale “Logiques culturelles et Droits” per l’Harmattan-Parigi, il noto professore ha presentato un seminario decisamente innovativo indirizzato alla riscoperta della canzone d’autore. La musica, forse più di ogni altra cosa, è in relazione diretta con la società e questo ha risvegliato le diverse emozioni dei presenti, sottolineate dalle numerose domande poste – con grande entusiasmo – al relatore. Puntuali come le rondini, le risposte del prof. Bilotta, hanno poi disegnato quegli orizzonti perduti che nutrono l’anima di chi ama la vera canzone d’autore italiana. Il tutto raccontando una Calabria diversa, finalmente.

Antonio Mirko Dimartino

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