Quando Hollywood diventa alla portata di tutti

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 227) il 30 luglio 2016.

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L’incontro tra droni e fotografia professionale garantisce prospettive un tempo improponibili

Immortalare attimi indimenticabili, spesso ricorrendo alle migliori tecnologie. Una definizione, quella appena scritta, che risulta calzante per diverse categorie professionali, e due in particolare: i fotografi professionisti e gli operatori di Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (SAPR), anche noti come droni. I primi utilizzano fotocamere avanzate e svolgono il loro lavoro con la prospettiva di un normale essere umano, mentre i secondi scattano foto e riprendono video con “occhi” montati su strumenti avanzati capaci di volare. Cosa succede quando la macchina fotografica professionale incontra il drone, e il fotografo professionista incontra l’operatore di SAPR? Il fronte dei droni ha garantito anche alle persone comuni l’accesso a foto e video aerei un tempo limitati ai grandi colossal di Hollywood, in quanto la loro registrazione richiedeva l’impiego di elicotteri o aerei, con tutto il background burocratico di pianificazione tra programmazione, tasse, costi operativi, consumo di carburante, disponibilità di aeromobili ed equipaggi, nonché la fattibilità stessa delle riprese, in quanto un aereo o un elicottero erano soggetti a limitazioni e non potevano avvicinarsi più di tanto ai soggetti da inquadrare, caratteristica invece che nel caso dei droni risulta peculiare, benché soggetta alle restrizioni imposte dalle norme sulla sicurezza e dal buonsenso.

Avere l’accesso a “una fetta di Hollywood” è una delle tante conquiste garantite dalla tecnologia moderna, un’altra cosa “da elite” che diventa di pubblico accesso, o quasi, in quanto bisogna tenere sempre a mente i concetti cardine di rispetto delle leggi e delle persone. Col tempo e lo sviluppo tecnologico, siamo riusciti ad avere telefoni cellulari sempre più performanti, messaggi vocali e foto facilmente inviabili con un click, una buona informatizzazione dei servizi, servizi bancari a distanza, voli accessibili a tutti, vacanze altrettanto accessibili, infrastrutture via via più efficienti, e ora, coi SAPR, riusciamo anche a mettere le mani sul cielo sopra di noi, rendendolo una nuova frontiera di conquista per riprendere i nostri eventi, spedire i nostri pacchi, salvarci dai rischi ambientali, etc. Non si tratta che di uno dei tanti segni inesorabili del progresso, e dato che migliora sensibilmente la qualità complessiva delle nostre vite, possiamo considerarlo un segno positivo.

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Sull’importanza dell’uso dei droni nel campo della fotografia professionale non ha dubbi il lametino Piero Mendicino, in arte Piero M, che ha un curriculum degno di rispetto, dato che ha alle spalle cooperazioni con operatori RAI, fotografi sponsor Kodak e vincitori di premi di rilevanza internazionale. “Abbiamo seguito lo sviluppo tecnologico dell’ambito fotografico e dei video dal 1978, passando per strumenti come le vecchie VHS, per poi arrivare ai giorni nostri dove tutto si avvicina al cinema e allo stile che lo caratterizza.” Ed è proprio qui che entrano in gioco i droni, proprio nell’avvicinare al pubblico tecniche e riprese hollywoodiane. “Il drone è una punta di diamante, una ciliegina sulla torta quando si tratta di un video professionale; dà un impatto visivo importante con le sue riprese aeree, che completano quelle convenzionali e garantiscono anche un impatto emotivo superiore in chi le guarda.” E aggiunge: “E’ come se ci fosse un occhio esterno che vede, con un campo visivo più ampio, non solo i protagonisti delle riprese e le loro azioni, ma dà ulteriore peso alle location, ai luoghi, proprio in virtù della sua capacità di guardare dall’alto ciò che noi guardiamo da terra.”

Col passare del tempo, i droni si insinueranno sempre di più nella nostra vita, e lo faranno con prepotenza, inducendoci a cambiare il nostro modo di concepire lo spazio e i servizi ai quali abbiamo accesso. La chiave di tutto, in un settore in continuo mutamento come questo, è proprio l’originalità, e per ricalcare la tematica hollywoodiana trattata in questo articolo, concludiamo con una frase di Russell Crowe, che nei panni di John Nash, protagonista del film di successo A Beautiful Mind, ha detto: “trovare una vera idea originale. E’ l’unica maniera in cui mi distinguerò. E’ l’unica maniera in cui riuscirò a contare qualcosa.”

Francesco D’Amico*
Operatore di SAPR riconosciuto da ENAC

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