Come abbattere le barriere economiche che limitano i consumatori

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 219) il 20 giugno 2015.

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Spiegazione del perché sia necessario rivoluzionare la concezione economica del Paese

Solitamente, con riguardo alla concezione economica di un bene o di un servizio, siamo abituati a scinderlo in due categorie principali: pubblico o privato.

Questa concezione dicotomica ci è stata tramandata dall’evolversi di un sistema, quello europeo, che per lungo tempo ha visto scontrarsi due modelli economici principali ed opposti, il capitalismo ed il comunismo, intesi nella loro teorica massima estensione, quella di liberismo sfrenato, il primo, e l’altra di assolutismo statale, il secondo. Oltre a questa impostazione di genere, la struttura economica dei paesi che ora costituiscono l’Unione Europea è stata determinata dalla pregressa appartenenza alla NATO o al Patto di Varsavia. E’ oggettivamente osservabile, tuttavia, che mentre nei paesi economicamente più forti d’Europa (su tutti Germania ed Inghilterra) la differenza e la distinzione tra questi due sistemi sia più teorica che pratica, in Italia, invece, tra pubblico e privato si verifica quella che è definita come una “dicotomia perfetta”.

Nel nostro paese avviene, in buona sostanza, la totale assenza di connessione programmatica tra questi due “blocchi”, determinando una generale arretratezza di settore, sopratutto laddove ciò sia fondamentale (settore informatico, digitale, e-commerce), nonché una incredibile e quasi anacronistica inefficienza dei servizi offerti (ADSL, management), uniti alla pressoché totale assenza di concorrenza ed una politica di prezzi troppo elevata. Questo sistema, di certo non virtuoso, poggia sulla impossibilità da parte dell’utente finale, il consumatore, di scegliere la concorrenza: essa, infatti, non esiste oppure è fittizia. L’utente è posto davanti alla scelta di aderire a quel servizio, che è l’unico esistente ed uguale per tutte le compagnie che lo propongono, o di rinunciarvi del tutto. Come eliminare questo problema alla radice e migliorare sensibilmente l’economia del paese? La soluzione è quella di favorire l’interconnessione fra il settore pubblico ed il settore privato. Ciò non deve comportare, ovviamente, una politica di favoreggiamento spietata ed illegale (come purtroppo in Italia siamo abituati a vedere), e nemmeno un abbandono totale al privato da parte dello Stato.

Il potere centrale deve rimanere presenza fissa, nelle duplici vesti di arbitro e giudice, facendo cioè le regole e garantendo che esse vengano rispettate. Come si tradurrebbe praticamente questa impostazione? Prendiamo ad esempio la rete informatica, ossia il sistema di distribuzione di internet (fisso e mobile): allo stato attuale delle cose esso appartiene ai diversi operatori, che gestiscono direttamente cavi ed apparecchi ripetitori. La soluzione ideale, invece, sarebbe quella di un unico sistema di distribuzione centrale appartenente allo Stato, utilizzato dalle compagnie dietro pagamento di una concessione uguale per tutti. Queste ultime, non avendo rete da gestire, da un lato ridurrebbero i costi, dall’altro abbasserebbero le tariffe, eliminando qualsiasi costo di canone e concentrandosi esclusivamente sulla concorrenza, in modo da attrarre più utenti possibili; lo Stato, inoltre, non avrebbe bisogno di imporre nuovi tributi perché i costi di manutenzione ed aggiornamento della rete verrebbero assorbiti dalle concessioni incassate. Si profilerebbe, dunque, una situazione favorevole sia per i consumatori (che avrebbero un doppio risparmio), sia per lo Stato (che troverebbe una situazione di effettiva concorrenza facile da monitorare e da gestire), a differenza dello stato attuale delle cose, dove vantaggi sono tutti per le grandi compagnie.

L’applicazione di queste linee programmatiche dovrebbe poi essere accompagnato dall’abbattimento dei costi dovuti alla burocrazia ed alla arretratezza di fondo del nostro sistema economico, che saranno superati solo con procedure più agili e snelle ed il definitivo passaggio ai sistemi informatici, anche se ciò è limitato proprio da quando descritto sopra. In conclusione, appare necessario invertire immediatamente la rotta, introducendo nel paese un sistema economico efficiente e facilmente sostenibile, per dare impulso all’economia ed avvantaggiare i consumatori, cioè i cittadini, annullando in definitiva la falsa imprenditoria, quella che si basa esclusivamente sull’uso di fondi pubblici e sulla mancanza di concorrenza.

Paolo Leone

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Una risposta a Come abbattere le barriere economiche che limitano i consumatori

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