Chi vuole uccidere James Phipps?

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 229) il 29 ottobre 2016.

Si parla molto e si spiega poco, cos’è un vaccino?

“La copertura vaccinale nel nostro paese è al limite della soglia di sicurezza”

Era il 1796. Un medico inglese di Berkley, Edward Jenner, si interessava da anni ad un fenomeno che era ormai solito in quella lontana Inghilterra agricola: i contadini che possedevano o mungevano usualmente le vacche contraevano il cosiddetto “cowpox”, ovvero il vaiolo bovino. Questo particolare virus causava nei contadini delle fastidiosissime lesioni associabili con il temuto vaiolo “umano”, ovvero la variante definita “smallpox”. Ma non era letale come quest’ultimo. Un’epidemia di vaiolo “smallpox”, tempo prima, colpì proprio la zona in cui il medico esercitava, e come da norma Jenner suggerì ai lavoratori agricoli di “inocularsi” (tecnica precedente al vaccino); ma i contadini spiegarono che non si sarebbero ammalati, perché erano già stati colpiti dal vaiolo bovino “cowpox”. Per Jenner fu un evento significativo, e fu l’inizio dell’intuizione di un qualcosa che portò alla rivoluzione dell’intero genere umano. Iniziarono così i suoi innumerevoli studi sul vaiolo bovino, ed è qui che si arriva al 1796.

Sarah Nelmes, una lattaia che contrasse il vaiolo bovino, andò da Jenner per un normale trattamento, ma il medico decise di spingersi oltre mettendo in pratica ciò che in quel momento aveva solamente teorizzato. James Phipps, un giovanissimo ragazzino di 8 anni nonché figlio del giardiniere di Jenner, venne scelto per questo esperimento. Jenner inoculò a Phipps il vaiolo bovino contratto da Sarah Nelmes, e successivamente dopo un decorso clinico usuale che vide Phipps riprendersi in pochi giorni, Jenner fece quel semplice gesto intuitivo: iniettò nel giovane Phipps, su entrambe le braccia, del materiale prelevato da un caso di vaiolo “smallpox”, ovvero la variante ben più pericolosa di cui abbiamo accennato prima. Per quanto appaia inusuale, è bene fare ora questa domanda: cos’è un vaccino? Nient’altro che una parte di virus o batteri uccisi o attenuati che vengono iniettati nel nostro corpo stimolando così la reazione del sistema immunitario il quale a sua volta, facilitato proprio dalla denaturalizzazione di quei microrganismi, riesce a sconfiggerli e a “memorizzarli” tramite alcune speciali componenti, dette cellule della memoria appunto; e dunque a combatterle efficacemente qualora si ripresentassero i medesimi patogeni.

La risposta ai vaccini, dunque, genera le cellule B della memoria, e proprio queste ultime saranno preposte al compito di riconoscere l’antigene, il corpo estraneo per così dire. Ma non solo, a queste si aggiungono anche anticorpi altamente specifici e plasmacellule long lived; queste ultime andranno a localizzarsi nel midollo e produrranno anticorpi contro l’antigene, che questo ci sia o meno, in maniera continua. Le cellule B della memoria scateneranno una risposta grazie ai loro importanti recettori che possono, per farla breve, captare e riconoscere lo specifico corpo estraneo e quindi procedere con i loro processi biologici atti ad eliminarlo. In riassunto, dopo aver effettuato un vaccino, qualora si ripresentasse il patogeno, il nostro corpo sarebbe predisposto a rispondere molto velocemente tramite gli anticorpi secreti continuamente dalle plasmacellule long lived, limitando velocemente l’infezione, e successivamente il patogeno verrebbe eliminato definitivamente grazie alle cellule B della memoria che potranno “con calma” produrre degli anticorpi specifici. Non è un argomento facile, è certo, e ci si dovrebbe spingere nelle profonde conoscenze scientifiche per capirlo concretamente. Proprio per questo non è corretto limitarsi a banali articoletti del web o a illazioni senza capo né coda di pseudoscienziati o ciarlatani. I dati sono chiari: “in Italia, nel 2015, la media per le vaccinazioni contro polio, tetano, difterite, epatite B, pertosse e Hib è stata del 93,4% (94,7%, 95,7%, 96,1 rispettivamente nel 2014, 2013 e 2012). Sebbene esistano importanti differenze tra le regioni, solo 6 superano la soglia del 95% per la vaccinazione anti-polio, mentre 11 sono sotto il 94%.” E visto che potrebbero sembrarvi buone percentuali, è bene sapere che è necessario che il 95% della popolazione sia vaccinata, questo per proteggere indirettamente coloro che, per motivi di salute, non si sono potuti vaccinare. Si ottiene la cosiddetta “immunità di gregge”. Negli ultimi anni, a causa dell’orribile informazione diffusa tramite internet stesso come dai giornali e dalla tv, si stanno registrando forti cali delle vaccinazioni, e ciò sta portando alla comparsa di malattie che si pensavano ormai praticamente sconfitte. Gli ultimi dati del Ministero della Salute su morbillo e rosolia sono più che preoccupanti, si parla di percentuali di vaccinati variate, dal 2013 al 2015 dal 90,4% all’85%. Ma torniamo infine a noi, cosa accadde a quel ragazzino di 8 anni in quell’ormai lontano maggio di più di duecento anni fa? Nulla! O meglio, non proprio nulla.

James Phipps fu la prima persona al mondo ad essere totalmente immune al vaiolo, non mostrando alcun sintomo dopo il trattamento con lo “smallpox” poiché aveva ricevuto la variante bovina precedentemente. E fu solo grazie a ciò che oggi conosciamo il vaccino! E come avrete intuito, il nome deriva proprio dall’associazione tra vacche e vaiolo bovino. Di lì a poco milioni di persone furono immuni contro malattie epidemiche che fecero stragi nei periodi più bui della nostra storia, di lì a poco il mondo si rivoluzionò completamente e permise di creare, anche grazie a passi come questo, la società che conosciamo. Ecco, chiunque penserebbe che un bambino di 8 anni non poté scegliere cosa fare in quel momento, probabilmente ebbe anche paura di sottoporsi come cavia e magari lo fece anche controvoglia; ma tempo dopo, quel ragazzino, ormai uomo però, andò al funerale di chi diede inizio ad un processo che permise di salvare innumerevoli vite, compresa la sua, e che tutt’ora permette ciò, ovvero Edward Jenner. Io non avrei mai voglia di andare al funerale di James Phipps, anche se in realtà penso ci sia già stato molto tempo fa, ma per cause naturali. Ma non ci andrei lo stesso a quel funerale, perché certe cose vanno oltre la morte: le idee, i fatti e le esperienze, le evidenze, come James Phipps che ancora ricordiamo oggi… come i vaccini. Allora chiedetevi e chiedete: “Chi vuole uccidere James Phipps?”

Massimo Citino

 

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