Lui disse solo: “Senta, io vorrei fotografare Andy Warhol”.

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 221) il 3 ottobre 2015.

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Al museo Marca di Catanzaro una mostra che rende omaggio ad Aurelio Amendola, il fotografo dei grandi artisti.

New York, 1977. Aurelio Amendola, compose il numero della Factory. Rispose la segretaria, peraltro italiana. Lui disse solo “Senta, io vorrei fotografare Andy Warhol.

Il giorno seguente Amendola si ritrovò nello studio del maestro della Pop Art al quale scattò numerose fotografie che dal 12 settembre al 12 ottobre saranno in esposizione al Museo Marca di Catanzaro, a cura di Piero Mascitti, storico braccio destro di Mimmo Rotella. Saranno esposti 22 ritratti fotografici che Aurelio Amendola dedicò ad Andy Warhol in due sue visite alla Factory, nel 1977 e nel 1986, pochi mesi prima che il padre della Pop Art morisse. Le due serie di ritratti di Warhol sono molto differenti: i primi scatti, quelli del 1977, sono dei ritratti in stile classico del grande artista americano; nelle foto del 1986, invece, Warhol è già provato dalla sua malattia, dolente ma quieto. L’evento è stato organizzato dalla Fondazione Rocco Guglielmo e dall’Amministrazione Provinciale di Catanzaro con il supporto dell’associazione culturale Spirale d’Idee di Milano.

Durante la conferenza stampa, che ha preceduto il taglio del nastro, più volte è stato messo in risalto il grande lavoro sinergico realizzato dalla Provincia di Catanzaro e la Fondazione Rocco Guglielmo, ed inoltre grazie a questa mostra il Museo Marca dimostra sempre di più di essere una struttura d’eccellenza che pone lo sguardo non solo entro i confini locali, ma in particolare si affaccia sul panorama europeo. Infatti, la mostra fotografica approderà successivamente a Torino (dal 17 ottobre al 5 novembre) presso la galleria Accademia, e a  Londra (dall’11 al 31 ottobre) presso la galleria Moretti Fine Art nelle stesse settimane in cui si svolgerà la Frieze Art Fair, importante fiera di arte contemporanea.

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All’incontro hanno accettato l’invito persone poliedriche di grandissimo livello, tra cui Domenico Piraina, calabrese direttore dei Musei di Milano, il pittore Alessandro Papetti, lo stilista Diego Dolcini, Massimo Ferrarotti dell’associazione Spirale di Idee di Milano, lo storico dell’arte Alan Jones. Ciascuno dei presenti ha dato il via a una ricca serie di interventi, moderati dallo stesso curatore Mascitti. Nel raccontare il proprio rapporto con Andy Warhol, Domenico Piraina ha sostenuto che “il maestro della Pop Art ci ha regalato il saper vedere la bellezza in ogni cosa, anche negli oggetti quotidiani; d’altra parte, Aurelio Amendola è importante perché ci fa vedere la bellezza nei dettagli delle cose”. Dunque, è questo l’aspetto caratterizzante dei due artisti che li accomuna. Il dibattito è stato concluso da un intervento di Alan Jones, tra i massimi esperti della Pop Art, il quale ha paragonato la Calabria ad una cassa di buon vino rarissimo, ed ogni volta in cui si ritorna si apre una nuova bottiglia. La fotografia di Amendola, in questo museo, offre quel secolare enigma del viso umano, quel viso che incontriamo, anche, nella pittura metafisica di un altro pittore che il maestro Amendola ha fotografato, Giorgio de Chirico. “La mostra è una tappa dell’esplorazione di questo enigma”. Alan Jones, ha voluto sigillare il suo intervento con un riferimento al turismo sostenendo che “se si sceglie di fare del turismo artistico culturale, Catanzaro è sulla buona strada”.

Il maestro Amendola, a fine conferenza non ha voluto aggiungere altro, facendo in modo che fossero le sue opere a raccontare di quei meravigliosi incontri “muti” poiché né Amendola parlava l’inglese, né Warhol l’italiano. Con questa esposizione, il fotografo chiude un cerchio: la seconda volta che tornò da lui, Warhol stava già male, era un uomo stanco ma sempre gentile. Non vide mai queste fotografie, e alla morte del maestro non sono state mandate ai giornali, ma l’occasione si è presentata a Catanzaro grazie a Piero Mascitti e Rocco Guglielmo in occasione di questa meravigliosa mostra fotografica che fa rivivere il suo doppio Andy Warhol.

Martina Pirrone

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