“Fa parte del gioco”, il primo romanzo di Claudia De Santis

L’Ateneo di Catanzaro diventa un’arena di discussione dei veri disagi giovanili

Lo scorso giovedì 14 maggio si è svolta presso la sala riunioni dell’Università degli Studi “Magna Græcia” di Catanzaro, la presentazione del primo libro di Claudia De Santis, giovane e brillante scrittrice catanzarese, dal titolo “Fa parte del gioco” – storia di disagi giovanili – edito da Calabria Letteraria Editrice.

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L’evento è stato moderato dal dott. Luigi Mariano Guzzo, giornalista, scrittore e dottore di ricerca dello stesso ateneo che – dopo i saluti iniziali – ha presentato il romanzo della De Santis davanti un pubblico numeroso e attento. “Ne sono rimasto piacevolmente colpito perché mi è sembrato davvero un bel libro, scritto molto bene quasi con una prosa poetica e che invoglia – pagina dopo pagina – nella stessa lettura”, è quanto ha detto il dott. Guzzo, aggiungendo altresì che si tratta di “un testo che parla del disagio, del dolore e della sofferenza interiore, che spesso accomunano purtroppo gran parte degli animi giovanili di oggi, ma anche un libro che si conclude con una grande nota di amore e soprattutto di speranza”.

La parola è poi passata alla dott.ssa Rosaria Mastroianni Ianni, assegnista di ricerca presso lo stesso ateneo catanzarese, che ha illustrato – con una dedizione totale verso il senso di questo romanzo – alcuni aspetti peculiari della storia, ponendo delle domande molto dirette all’autrice, utili a far comprendere al pubblico in sala il vero “percorso di vita” compiuto dalla protagonista. “Ho conosciuto Claudia attraverso la lettura del suo romanzo e mi ha colpito il successo e la portata dello stesso, che ha già vinto una serie di premi, soprattutto se consideriamo che l’autrice è una ragazza nata nel 1996”, ha esordito la dott.ssa Mastroianni Ianni, aggiungendo che “raramente mi capita di leggere un libro in un solo fiato, ma in questo caso è stato possibile perché l’autrice è riuscita a trasmettere una forza interiore e un grande amore per la vita, legati a tutta una serie di sentimenti, creando una particolare complicità con il lettore”. Sempre la dott.ssa Mastroianni ha successivamente sottolineato come “il romanzo di Claudia, attraverso la sua protagonista Clara, sia capace di affrontare un problema delicatissimo – come quello dei disturbi alimentari – sicuramente con un’estrema delicatezza, ma soprattutto con una certa enfasi che non può passare inosservata”.

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Sulla stessa riga l’intervento della prof.ssa Paola Chiarella, docente di Informatica Giuridica presso l’ateneo catanzarese, che ha subito espresso il “gusto” sviluppato nella lettura di questo romanzo, indicativo della profonda sensibilità di Claudia De Santis e della buona formazione culturale che emerge dalle diverse citazioni, poste con estrema intelligenza, di Cartesio, Kafka e Virgilio. “Ogni gioco esiste in virtù di regole costitutive e la vita è un gioco perché presieduta da regole che lo costituiscono, molte delle quali si conoscono e altre che si scoprono solo vivendo, quindi probabilmente il disagio adolescenziale è legato all’ignoranza di alcune regole e anche alla difficoltà tecnica di applicarle alla quotidianità”, è quanto ha spiegato la prof.ssa Chiarella – alle diverse persone incuriosite in sala – definendo una chiave di lettura diversa, forse più profonda, in relazione al particolare titolo del libro. Particolarmente sensibile – alla tematica di fondo del testo – è stata le spiegazione della professoressa in riguardo la perdita del gusto del cibo, che colpisce la protagonista del romanzo: “Il cibo non ha solo un’importanza conviviale, ma rappresenta l’ingresso del mondo dentro di noi e nel momento in cui noi lo rifiutiamo, allora rifiutiamo il mondo e la vita perde il suo gusto”.

Ha concluso gli interventi l’avv. Daniela Rabia, brillante poetessa e scrittrice, autrice del meraviglioso “Naufragio alla vita” edito dalla Rubbettino, che ha dichiarato di essere onorata di aver preso parte al tavolo dei relatori, ritenendo l’Università non il luogo del sapere bensì il luogo dell’interdisciplinarietà dei saperi. “Nel leggere questo romanzo mi sono emozionata, per poi passare ad un secondo stadio relativo al messaggio sociale che l’autrice dona a tutti noi, in quanto quando si scrive un libro esistono sempre due momenti: quello intimo, dove la scrittura è la raccolta dei propri pensieri e delle proprie emozioni intorno al proprio animo e quello della pubblicazione, quando il libro muore all’autore e nasce alla vita”, è quanto ha detto l’insigne poetessa intervenuta davanti un pubblico molto colpito da tutte le varie citazioni elargite – con la grande maestria tipica di chi sa ben orientarsi nella letteratura – proprio per far comprende la sensibilità più profonda di questo romanzo. L’eccellente poetessa catanzarese, infatti, ha dimostrato una sensibilità particolare per questa giovane autrice e verso il suo romanzo, utile per raccogliere contenuti e spunti contemporanei, soprattutto nell’idea del silenzio di una vita che chiede d’esser vissuta.

L’autrice del romanzo, presente in sala, è stata molto disponibile nel fornire la spiegazione alle numerose domande dei diversi relatori intervenuti, nonché ai quesiti giunti – durante un articolato dibattito finale – da un pubblico visibilmente soddisfatto.

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La forza di questo libro è nell’impianto narrativo, nel viaggio endogeno ed esogeno compiuto dalla dolce Clara, che rappresenta quell’intreccio sottile che spesso esiste tra la vicenda narrata e la biografia dell’autore. Un libro che sta ricevendo notevoli soddisfazioni, scritto da una ragazza molto giovane, capace di dimostrare una maturità profonda, utile a raccontare questa gioventù che si affaccia alla vita attraverso la descrizione dell’essere umano e delle sue fragilità. Finalista dell’edizione 2015 di “Casa Sanremo Writers”, il concorso letterario associato all’evento canoro più famoso d’Italia, la giovane autrice promette di portare avanti una nuova “bellezza” nella feconda letteraria forma dei suoi pensieri, quale tema centrale dell’essere giovani, nonostante le difficoltà e le sofferenze interiori. Claudia De Santis, con la sua storia di disagi giovanili, descrive l’azzurro tempestoso, i torti pensieri e il dolore crudele, ma anche la capacità di andare oltre le sagome dei propri timori con la speranza di cambiare l’avvenire.

Antonio Mirko Dimartino

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4 risposte a “Fa parte del gioco”, il primo romanzo di Claudia De Santis

  1. Mario De Rosa ha detto:

    Complimenti a te Mirko per l’articolo e all’autrice per l’interessante e attuale opera.

    • Antonio Mirko ha detto:

      Ti ringrazio caro presidente. Ho conosciuto l’autrice alla presentazione del suo romanzo. Mi ha sorpreso la sua bravura, quella di una ragazza che ha trascorso molto del suo tempo tra libri aperti e fogli sparsi. Sa scrivere Claudia De Santis. E’ l’esempio di una gioventù che si affaccia alla vita.

  2. vittoria ha detto:

    complimentiiii…a claudia de santis per il romanzo e a te mirko per l’articolo ….

    • Antonio Mirko ha detto:

      Grazie Vittoria. Tu mi segui da anni, giusto? Acquista il romanzo della De Santis, non te ne pentirai. E’ unico nel suo stile.

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