Aeroporto strategico, ma non troppo

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Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino lo scorso 1 febbraio 2014.

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Lo scalo di Sant’Eufemia è tra gli undici scali strategici d’Italia, ma scatta la polemica

La notizia è arrivata dall’alto e i politici non hanno perso tempo per cavalcare l’onda e far notare a tutti i cittadini il loro impegno (quale impegno, poi?) nel rilancio dello scalo lametino di Sant’Eufemia. I retroscena, purtroppo, sono rimasti nascosti, permettendo al solito teatrino d’intrattenimento di ammaliare le masse.

Il nuovo piano nazionale degli aeroporti individua undici aeroporti definiti strategici e ben ventisei definiti di interesse nazionale. Per arrivare a questa classificazione, l’Italia è stata definita in aree: Nord Ovest, Nord Est, Centro Nord, Centro, Campania, Calabria, area mediterraneo-adriatica, Sicilia orientale, Sicilia occidentale e Sardegna. Sono stati automaticamente inclusi tra gli scali strategici quelli appartenenti al core network europeo, mentre nel caso della Calabria – che non ha nessun aeroporto in questo importante network, definito la “spina dorsale” del mercato aereo europeo – è stato scelto lo scalo di Lamezia Terme. Il “jolly” è toccato al centro nord, con Bologna-Marconi e il duo Pisa/Firenze tutti annoverati tra gli aeroporti strategici. A prima vista, il criterio di selezione, che è stato comunque ben ponderato, evidenzia una cosa interessante: nel caso dell’Italia settentrionale, c’è stata una vera e propria divisione in aree, mentre per quanto riguarda il Mezzogiorno sono state definite aree che spesso coincidono con i confini amministrativi delle singole regioni. Ciò è dovuto non tanto alle reali distanze geografiche ma al concetto di raggiungibilità di un luogo: la Calabria ha un’area ad essa interamente dedicata perché è isolata, ergo c’è poco da festeggiare. Idem per la Sardegna, che essendo un’isola ha un traffico aereo particolare, e la Campania, che grazie a quel signor aeroporto che è Napoli-Capodichino ha un bacino d’utenza molto radicato e riesce almeno in parte a rimediare alle carenze infrastrutturali regionali. Considerando tutto ciò, il ruolo di scalo strategico per Sant’Eufemia è quindi relativo, non assoluto, e cosa ancor più importante, non è un premio arrivato dall’alto che ne certifica la corretta gestione da parte dei politici (ops!), né tantomeno lo si può considerare un “attestato di eccellenza” per i servizi offerti: con un milione di passeggeri in meno, un’infrastruttura meno adeguata dell’attuale e un network ridotto all’osso, SUF (questo è il codice del nostro aeroporto secondo la convenzione dell’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo, o IATA) sarebbe finito lo stesso tra gli scali strategici italiani. A contribuire sicuramente è stata anche l’assenza di alternative: d’altronde, è impensabile assegnare il ruolo di scalo strategico a REG (Reggio Calabria) o CRV (Crotone).

Piano

La torre di controllo dell’aeroporto di Milano-Malpensa, scalo definito strategico per l’area del Nord Ovest. Foto di Giorgio Varisco.

Ebbene, se qui si festeggia per qualcosa di non meritato, o meglio, di meritato “con clausole”, su al Nord è polemica. Lo scalo di Torino-Caselle è stato escluso dalla “Top 11” perché ha la sfortuna di avere un colosso come Milano-Malpensa a circa un centinaio di kilometri di distanza, e i politici locali si sono ribellati. La stessa sorte è toccata ai trafficati aeroporti di Milano-Linate e Bergamo Orio al Serio, forti di circa nove milioni di passeggeri all’anno l’uno e in lotta per l’ultimo gradino del podio del Campionato Italiano degli Aeroporti, la strana e insensata competizione tra scali che “premia con la gloria” chi trasporta più passeggeri (alla faccia della qualità del servizio offerto e del network effettivamente servito). Si critica il criterio di valutazione e c’è chi si chiede, sicuramente ignorando i problemi che affliggono la nostra terra, il perché del raggruppamento di Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia in un’unica area con un solo scalo strategico nello stesso piano aeroporti che vede regioni meridionali singole come la Calabria occupare aree definite ad hoc.

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I 20 scali più trafficati d’Italia nel 2013. I dati mettono in evidenza la relatività del titolo di scalo strategico per l’aeroporto di Lamezia Terme. Fonte: Wikipedia.

Basterebbe far parlare i nostri politici coi loro per far capire ai nostri che non hanno nulla di cui vantarsi, e ai loro che in questo paese tutto è… relativo.

Francesco D’Amico
Foto di Giorgio Varisco, GolfVictorSpotting.it

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