Università di YouTube e Google, è boom di iscrizioni

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino lo scorso 1 febbraio 2014.

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Basta un click e l’ignoranza è servita su un piatto virtuale d’argento.

Politecnico di Milano? Alma Mater di Bologna? La Sapienza di Roma? La Normale di Pisa? Macché, le Università più gettonate del momento, quelle che sfornano i geni del futuro, la gente con diritto di voto consapevole, sono ben altre. I dati del Ministerico della Distruzione sono chiari e non danno spazio ad interpretazioni: l’Anno Accademico 2013-2014 sarà ricordato come l’anno del boom di iscrizioni alle Università di YouTube e Google, le più prestigiose del Web (o Ueb, adesso non ricordo), le preferite dalla “gggente” e dagli ignoranti che sentono il bisogno irrefrenabile di sentirsi qualcuno. Le matricole, perlopiù nullafacenti, sono da mesi impegnate coi corsi del primo anno e a breve sosterranno i primi esami: Illogica 1, Introduzione al Metodo Complottaro, Sgrammatica Italiana 1, Sinergismo Uomo-Computer… e nei prossimi mesi, potranno andare in giro per il mondo a mettere in pratica le loro nuove “conoscenze”.

Il tono ironico è evidente, ma quando si ha a che fare con l’ignoranza che dilaga in quella che molti erroneamente definiscono “l’era dell’informazione” solo perché esistono i  computer e internet, le opzioni sono due: ridere o piangere, e oggi abbiamo optato per la prima. Di cosa stiamo parlando? La parte incontaminata della rete ha sfornato la definizione “Università di YouTube” per identificare l’origine del metodo messo a punto da pazzi e paranoici che propinano ai poveri e ignari utenti di Internet le più folli teorie del complotto usando controversi video di YouTube come “prova”. Non a caso esiste la pagina Facebook “YouTube non è un titolo di studio” e il concetto si può applicare anche al motore di ricerca Google, dato che come YouTube garantisce un accesso diretto ad una marea di… fesserie, per non dire altro.

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I frutti delle Università di YouTube e Google sono ben apprezzabili soprattutto tra i giovani della fascia d’età compresa tra i 18 e i 30 anni (esattamente, questi individui possono votare). Al diavolo gli studi scientifici, la metodologia sperimentale, la logica, il concetto di base di onere della prova, la peer review e le opinioni dei veri esperti! Grazie agli studenti dei prestigiosi atenei sopra citati, la verità sulle forze oscure che controllano il mondo è a portata di mano: basta un click per scoprire che l’uomo non è mai andato sulla Luna, che la Sperimentazione Animale è inutile, che l’11 settembre è stato un inside job americano, che gli aerei di linea irrorano scie chimiche per ucciderci, che tutto va secondo i piani del New World Order o NWO (Nuovo Ordine Mondiale), che le case farmaceutiche ci tengono intenzionalmente nascoste le panacee capaci di sconfiggere cancro e AIDS, che i grandi leader mondiali sono alieni rettiliani, etc. Cosa succede quando qualcuno, colpevole del grave reato/peccato di razionalità, chiede prove concrete? Studenti e apprendisti rispondono dando il povero malcapitato dell’ignorante (da quale pulpito!) e lo invitano ad informarsi esclusivamente su internet e più nello specifico dove dicono loro, perché… perché chi la pensa diversamente è colluso, pagato dagli alieni per fare il disinformatore full time. Sigh. Se prima abbiamo riso, ora non ci resta che piangere.

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Dopo tanta fatica, ecco il certificato che autorizza gli studenti dell’Università di YouTube e Google a dire fesserie a destra e a manca. Per l’immagine, ovviamente ironica, si ringrazia Amico Immaginario.

La vera disinformazione, ossia la loro, interessa anche altri settori e non si limita alle teorie più pazze della rete: basta discutere un qualsiasi argomento con uno studente di tali atenei e state tranquilli che prima o poi tirerà in ballo dal Web, Ueb, Uebbe o come diavolo si scrive, [cit.] fonti mai verificate a favore della sua teoria. State attenti, perché il loro arsenale è vastissimo e se necessario possono dimostrarvi che la Terra è piattabasta cercarlo su Google. Siete stati informati.

Francesco D’Amico

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4 risposte a Università di YouTube e Google, è boom di iscrizioni

  1. shevathas ha detto:

    L’ha ribloggato su Cavolate in libertàe ha commentato:
    Bellissimo…

  2. Marcello ha detto:

    Basta che ora Google e Youtube non diventano l’incarnazione del male. Come i libri in una bibilioteca si possono trovare sia quelli di Darwin sia quelli di Lamark (et similia), questo non vuol dire che le teorie di Lamark siano giuste ne che l’università che studia i libri antichi (letteratura antica) sia inutile. Su youtube ci sono un sacco di canali di informazione fatti bene, come vsauce, minutefisics, brainstuff, per non parlare di tutti i canali di TestTube (Hard Science, DNews, Nature Hates You, quello sui veleni di cui adesso proprio non ricordo il nome D: )… Ti ci puoi fare davvero una cultura su internet, il problema è sapere dove guardare o meglio dove NON guardare.

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