Beppe Grillo, il carnivoro antivivisezione

Questo articolo è uscito sul blog GSI lo scorso 1 luglio 2013. Per maggiori informazioni circa la presenza dell’articolo su entrambi i siti, si consiglia la lettura della FAQ.

Il noto blogger italiano cade nella trappola della scarsa informazione scientifica.

Anche se i suoi consensi sono in calo, Beppe Grillo è e rimane l’astro nascente dello scenario politico italiano. Per molti individui le sue parole sono dettami da seguire alla lettera e lui fa di tutto pur di accontentare il popolo, ammaliando le masse con frasi shock e dichiarazioni forti.

Ora, tralasciando i dettagli politici di Grillo e del MoVimento 5 Stelle che qui sul blog dei Giovani Scrittori Indipendenti sono fuori luogo, ci occupiamo di un altro aspetto delle “orazioni” del noto blogger genovese: quello medico-scientifico. Già in passato abbiamo dato voce al nuovo movimento razionalista che supporta la sperimentazione animale, distruggendo una ad una le varie tesi animaliste in materia e mostrando agli italiani la vera natura dei fanatici “pro vita”. Il nostro articolo “Sperimentazione animale, parlano gli altri” espone alcuni fattori chiave del dibattito in corso e rimanda a vari siti e pagine Facebook che hanno il compito di dire le cose come stanno realmente, senza cadere nel fanatismo.

Veniamo al dunque. La newsletter di oggi di Beppe Grillo riporta un articolo che si commenta da solo:

Firma e invita tutti i tuoi amici, è un’occasione unica per fermare la vivisezioneStopVivisection

Dobbiamo fermare questa pratica crudele sui nostri fratelli animali. Possiamo fare di meglio e ora la scienza e la tecnologia ci consentono di utilizzare procedure sensate, nuove e all’avanguardia per comprendere meglio come le sostanze chimiche tossiche incidono sulla salute umana, proteggendo al contempo i nostri fratelli animali. È uno sforzo lodevole. Jeremy Rifkin, Presidente della “Foundation on Economic Trends

“Sostenete insieme a me l’Iniziativa dei cittadini europei “Stop Vivisection”. Questa iniziativa chiede la fine di quella pratica barbara e insensata di sottoporre milioni di animali a grandi sofferenze e alla morte per testare le sostanze chimiche tossiche per l’uomo. Da anni i governi, le multinazionali e i ricercatori affermano che la sperimentazione animale per la valutazione del rischio di sostanze chimiche per la salute dell’uomo è fondamentale per assicurare il benessere della nostra specie. Ma ora i recenti progressi nel campo della genomica, della bioinformatica, dell’epigenetica e della tossicologia computazionale forniscono nuovi strumenti di ricerca molto più accurati per studiare l’impatto delle sostanze chimiche tossiche sulla salute dell’uomo. Le associazioni anti-vivisezione e le organizzazioni per i diritti degli animali sostengono questa tesi da tantissimi anni e sono state dileggiate da enti scientifici, associazioni e lobby di settore che le accusano di essere “anti-progresso” e di preoccuparsi più degli animali che delle persone. Ora, curiosamente, l’establishment scientifico è giunto alle medesime conclusioni. Alcuni anni fa, il National Research Council della National Academy of Sciences degli Stati Uniti, il più importante ente scientifico d’America, ha pubblicato un ampio studio che metteva in discussione il valore dei test di tossicità ai quali milioni di animali vengono sottoposti. Secondo il rapporto, “i test attuali forniscono poche informazioni su modalità e meccanismi d’azione che sono fondamentali per comprendere le differenze interspecie nella tossicità, e poche informazioni, se non addirittura nessuna informazione, per la valutazione della variabilità e della suscettibilità umana”. In altre parole, ogni anno milioni di animali sono sottoposti a insensate sofferenze e portati alla morte, sebbene i test forniscano pochissime informazioni per la valutazione del rischio di queste sostanze chimiche per l’uomo. I test di tossicità sugli animali sono semplicemente cattiva scienza. Il rapporto della National Academy of Sciences sostiene che nuove tecnologie all’avanguardia ora offrono per la prima volta la possibilità di ottenere dati più accurati sull’esposizione al rischio chimico senza la necessità di continuare questa barbara sperimentazione chimica sui nostri fratelli animali. Gli autori del rapporto, infatti, dicono che “nel corso del tempo, la necessità di sperimentazione animale dovrebbe ridursi notevolmente e potrebbe essere persino eliminata”. Buone notizie per i nostri fratelli animali: le nuove metodologie per i test di tossicità salveranno la vita di milioni di animali e tengono fede alla promessa di salvare la vita di milioni di esseri umani. Procedure più rapide ed economiche e dati più accurati velocizzeranno la valutazione del rischio di sostanze chimiche e forniranno i mezzi per creare nuovi farmaci e operare altri interventi a tutela della nostra salute. In breve, tutti vincono: sia noi, sia i nostri fratelli animali. Con i nuovi modelli sperimentali all’avanguardia non c’è più bisogno di sottoporre milioni e milioni di animali a test disumani in laboratori di ricerca. È arrivato il momento di eliminare gradualmente la ricerca sulla vivisezione e i laboratori dell’Unione europea e di tutto il mondo. Spero che vi unirete a me e a milioni di altri cittadini europei per fermare questa pratica crudele.” Jeremy Rifkin

Insomma, incoerenza a parte, prendere in giro le masse tirando in ballo argomenti “shock” per rendere più facile la caccia al consenso sembra un metodo efficace. Come in questo caso, purtroppo, si rischia di cadere nell’errore, usando un blog molto seguito per dare voce a concezioni della ricerca e dello sviluppo scientifico che sono lontane anni luce dalla realtà.

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Rifkin, economista, si esprime su un argomento che non può conoscere nei dettagli. Ecco l’attacco ironico nei suoi confronti comparso su Facebook.

Non è mancato un attacco allo stesso Rifkin, economista che forse crede di essere competente in materia di sperimentazione animale. Caro Rifkin, dare peso alla tua posizione è una fallacia logica nota come “argumentum ad auctoritatem“. Ma ecco arrivare un’altra perla direttamente dalla pagina Facebook “A Favore della Sperimentazione Animale”.

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Un’altra immagine della pagina FB “A Favore della Sperimentazione Animale” che mette ulteriormente in evidenza le contraddizioni di Grillo.

A proposito di sperimentazione animale, date un po’ un’occhiata alla denuncia di Pro-Test Italia nei confronti degli “eroi” animalisti che sono riusciti a “liberare” tanti animali dai “laboratori-lager”:questo comunicato stampa riporta fatti che dovrebbero invitare i cittadini italiani, Grillo incluso, a riflettere sulla vera natura del movimento animalista.

Il 20 Aprile 5 animalisti attivisti hanno fatto irruzione nello stabulario di Via Vanvitelli a Milano e ne sono usciti portandosi via un centinaio di topi ed un coniglio. Lo scopo di questo gesto era la “liberazione” delle cavie, in quanto, a parere dei suddetti attivisti, questi animali sarebbero sottoposti a torture da parte dei ricercatori.

Oggi siamo venuti a conoscenza delle condizioni in cui vivono alcuni di questi animali, attraverso alcune foto pubblicate su Facebook.

In una foto si può osservare che i topi sono stati tenuti in un bagno, un ambiente non esattamente ideale al soddisfacimento delle necessità dell’animale. In altre foto è possibile notare che gli animali sono stati rimescolati e messi assieme non rispettando le gerarchie che si stabiliscono nei gruppi di roditori, ciò li rende stressati ed aggressivi. Si possono poi vedere foto in cui ci sono tantissimi animali in uno spazio ristretto e questo rappresenta un altro grande problema, se gli animali in ogni gabbia sono troppi, possono accadere fenomeni di cannibalismo e aggressione. Anche mettere gli animali isolati in gabbie singole, come afferma di aver fatto l’attivista in possesso degli animali è un altro grande problema. Questo è infatti un fattore di stress per i topi. L’isolamento sociale, come è noto, può indurre depressione nell’uomo ed è usato come modello di questa patologia negli animali.

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Da alcuni commenti alle foto si evince che a casa dell’attivista, detentrice di ben 90 topi, gli animali, geneticamente modificati per sviluppare patologie gravi a fini di ricerca, si sono accoppiati. Non sappiamo se questi fossero portatori della stessa patologia o di patologie diverse; nel secondo caso saremmo di fronte ad un animale con più modificazioni genetiche di cui non conosciamo le conseguenze e ci dispiacerebbe sapere che a causa di questa grave disattenzione nel gestire gli animali ne siano nati altri, malati e sofferenti a vita, poiché provenienti da roditori creati per studiare patologie ad oggi incurabili.

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Come dichiarato da Giuliano Grignaschiresponsabile Animal Care Unit dell’Istituto Mario Negri:

“Dalle foto che ho potuto osservare é evidente che i topi di cui si occupa questa attivista sono mantenuti in condizioni assolutamente non controllate e poco adatte alla specie. Soprattutto é gravissimo il fatto, se vero, che si siano fatti accoppiare animali geneticamente modificati modello di patologie e che siano perciò nati nuovi animali malati (forse ancora più gravemente), senza nessuna reale necessità; se questo fosse vero sarebbe lecito chiedersi chi risponderà per le assolutamente inutili sofferenze a cui saranno soggetti questi animali

Come associazione ci preoccupiamo del benessere animale e riteniamo che questa situazione sia inaccettabile. Queste persone non solo hanno fatto perdere milioni di euro a contribuenti e donatori e hanno spento la speranza di milioni di malati nel mondo, ma a causa della loro scarsa conoscenza di quelle che sono le esigenze dei roditori che hanno prelevato, gli animali vivono in condizioni non adeguate alla loro specie, a differenza del contesto di laboratorio dal quale provengono e nel quale si trovavano in perfetto stato sia fisico che psicologico. Come se non bastasse, nuovi animali portatori di gravi patologie sono stati fatti nascere nonostante non ci fosse necessità.

Ci auguriamo che casi come questo siano soltanto delle eccezioni, e che vengano debitamente stigmatizzati da chiunque abbia veramente a cuore la tutela del benessere degli animali, sia in un contesto di laboratorio, sia al di fuori.

Cari lettori, dobbiamo iniziare ad aprire gli occhi.

Francesco D’Amico

Aggiornamento del 2/7/2013
La pagina Facebook Pro-Test Italia ha condiviso questo link, ribadendo il concetto già espresso in questo articolo: qui si tratta di corretta divulgazione scientifica, non di politica. A prescindere dallo schieramento, un leader dovrebbe puntare, sempre e comunque, alla correttezza dell’informazione.

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Piccola sorpresa su liquida.it:

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Non è mancata la condivisione del nostro articolo da parte della pagina Facebook che per prima ha messo in evidenza le fandonie di Grillo e di Rifkin, “A Favore della Sperimentazione Animale“. Ne approfittiamo per segnalare anche questo articolo contro gli animalisti, ne raccomandiamo la lettura.

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Aggiornamento del 7/7/2013:
L’articolo è stato pubblicato dalla pagina FB “No al Nazismo Verde II“, che raccomandiamo.

AnimalBan6

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