Battaglia di Maida, investimento sicuro per Lamezia

Questo articolo è uscito sul mensile Il Lametino lo scorso 22 giugno 2013 e potete trovarlo sia sul blog GSI (si consiglia la lettura della FAQ) che sul sito internet Lameziainstrada. Per motivi di spazio, l’articolo è stato ridimensionato e il testo mostrato in figura non corrisponde a quello originale. Agli interessati suggeriamo questa pagina Facebook dedicata all’argomento.

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Qualche semplice motivo per il quale ogni lametino dovrebbe supportare il progetto.

Immaginate di avere, su un tavolo, un libro sulla Battaglia di Maida, la classifica degli aeroporti italiani pubblicata dall’ENAC e un libro sulla storia di Lamezia Terme, con tanto di “Vis Unita Fortior” riportato sulla copertina. Il legame tra queste tre cose? Apparentemente nessuno, ma qualcosa c’è. Perché la Battaglia di Maida potrebbe essere una miniera d’oro per la nostra città e per il nostro aeroporto. L’evento storico è stato già descritto nei dettagli più volte nel corso degli anni, rendendo l’ennesimo articolo di stampo storico-descrittivo ridondante, superfluo e, diciamolo, noioso. Questo articolo affronta un tema separato ma parallelo, ossia come fare per poter sfruttare economicamente l’evento, portando ricchezza in una terra come la nostra che di problemi ne ha decisamente troppi.

Partiamo dalla classifica ENAC degli aeroporti italiani. Troveremo quello di Lamezia Terme tra i primi 20: non male. Peccato, però, che tra tutte le città menzionate, quella di Lamezia risulta essere l’unica a trarre pochissimi benefici dalla presenza di un aeroporto internazionale a qualche km dal suo centro. L’aeroporto di Sant’Eufemia è a Lamezia, ma  turisti in arrivo vanno a visitare la città? Qualcuno ha mai visto un gruppo di tedeschi, francesi o inglesi passeggiare sul Corso, visitare il nostro Museo Archeologico e il Castello Normanno? Io, che problemi di vista non ne ho, posso dirvi che di questi turisti, durante l’estate, non c’è neanche l’ombra. Arrivano a Lamezia… ops, specifichiamo, all’aeroporto di Lamezia, e poi si volatilizzano: noleggiano macchine o prendono pullman già predisposti e si dirigono verso le mete turistiche calabresi che ben conosciamo (TropeaPizzo e Soverato, per esempio). Lamezia Terme è snobbata dai turisti per una serie di motivi: il primo è la forte stagionalizzazione del turismo in Calabria, regione che ha l’etichetta di meta degna di nota solamente durante il periodo estivo, cosa che dovrebbe cambiare (i resti risalenti alla colonizzazione greca, per esempio, stanno lì tutto l’anno a prescindere dalla temperatura esterna e meritano sempre una visita), il secondo, e qui dovrebbe arrivare un’ondata di mea culpa da parte della classe dirigente locale, è l’incapacità di attirare i turisti.

Lamezia Terme è talmente sconosciuta in Italia e in Europa da “giustificare” l’esistenza di vere e proprie castronerie sui vari siti internet di compagnie aeree e tour operator. Tanto per fare qualche esempio, nel momento in cui questo articolo è stato scritto, il sito di Alitalia dice che Lamezia Terme è a 40km dal suo aeroporto (!!!). Per il sito di Air Franceil nostro aeroporto sta a “South Eufemia” (Sud Eufemia, in inglese). Tour operator polacchi vendono biglietti per l’aeroporto che sta a “Lamezia di Terme”. Il sito di easyJet sembra essere l’unico a parlare dignitosamente delle “meraviglie” della nostra città, con qualche forzatura un po’ ovvia e banale. Per un lametino D.O.C. queste cose sono abbastanza gravi, ma c’è poco da fare per cambiare la situazione. Quel libro dedicato alla storia di Lamezia che abbiamo messo sul nostro tavolo immaginario è destinato a rimanere un volume di nicchia in tutte le biblioteche. O forse no?

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Ecco, quindi, che entra in gioco il libro sulla Battaglia di Maida, che nonostante il nome è stata combattuta, probabilmente, a Palazzo, in prossimità del bosco AmatelloAlcuni segnali stradali potrebbero evidenziare i luoghi chiave della battaglia (in questi casi si usano segnali con il simbolo di due spade incrociate, che indicano appunto un luogo interessato in passato da un evento bellico di rilevanza), dando ai turisti “in fuga” da Lamezia un motivo per passare un po’ di tempo da noi. Non sarebbe da escludere la costruzione di piccoli monumenti commemorativi nei luoghi chiave, con incisioni in più lingue per massimizzarne l’efficacia e l’importanza. Il Museo Archeologico lametino potrebbe aprire una sala dedicata all’evento, con reperti dell’epoca e descrizioni, in più lingue, del contesto storico in cui la battaglia è avvenuta. Il nostro comune potrebbe ordinare l’affissione di una targa commemorativa in onore dei soldati francesi feriti che sono stati trucidati nel convento di San Domenico, attirando l’interesse dei turisti francesi oltre che inglesi. Accordi commerciali con tour operator esteri potrebbero garantire un buon flusso turistico destagionalizzatoergo non limitato al solo periodo estivo. Convegni periodici con i vertici dell’ambasciata britannica consoliderebbero ulteriormente l’investimento su Lamezia. Vista la crescente importanza di Lamezia Terme in Gran Bretagna e il conseguente aumento dei turisti in arrivo, il nostro aeroporto potrebbe aumentare le frequenze settimanali per Londra, passando magari dai collegamenti point-to-point (senza coincidenze) di Ryanair per l’aeroporto di Londra-Stansted a collegamenti full service con coincidenze della British Airways per Londra-Heathrow e/o Londra-Gatwick, capaci di portare turisti in transito da tutto il Regno Unito e aumentare considerevolmente il target turistico.

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Airbus A320 della British Airways a Milano-Linate. Sarebbe un ottimo risultato per la Calabria portare questa compagnia a Lamezia Terme. Foto di Giorgio Varisco.

 

Un flusso turistico anche contenuto porterebbe soldi e sviluppo in un’area della Calabria che risulta essere abbandonata a se stessa nonostante la presenza di un aeroporto internazionale. Immaginate gruppi di turisti che arrivano a Lamezia Terme e passano per il nostro museo, decidendo poi di prendere qualcosa ad un bar e/o di acquistare qualcosa in uno dei tanti negozi del Corso e, infine, di incamminarsi verso il castello normanno, che potrebbe attirarli nonostante non abbia nulla a che fare con la Battaglia di Maida. Moltiplicate questa scena per due, cinque, dieci, cento e mille volte, e pensate un po’ ai benefici che la nostra città potrebbe ottenere da questo flusso.

Francesco D’Amico
Foto di Giorgio Varisco, GolfVictorSpotting.it

Aggiornamento del 4/7/2013
Con piacere vi informiamo che proprio ieri l’articolo è stato pubblicato sul sito internet lameziainstrada.it. Ringraziamo lo staff del sito per aver condiviso l’articolo.

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Una risposta a Battaglia di Maida, investimento sicuro per Lamezia

  1. Paco ha detto:

    Oltre a nominare solo le parti riguardanti Lamezia Terme nIcastro, si può parlare anche delle terme che i turisti possono visitare, il parco Mitoio ed il parco Difesa, le colline ed il centro storico di Sambiase, il luogo della Memoria la casa di Francesco Fiorentino tanto per citare alcuni esempi.

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