“Forme di Giustizia”, di Bruno Bilotta

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 250) il 6 novembre 2019.

Un libro innovativo che presenta una prestigiosa analisi sulla discrezionalità giudiziaria

Il libro “Forme di Giustizia tra mutamento e conflitto sociale”, pubblicato da Giuffrè Editore, descrive la scomoda verità di una profonda analisi sulla “discrezionalità giudiziaria”. L’autore di questo illuminante volume è il chiarissimo professor Bruno Maria Bilotta, Ordinario di Sociologia del Diritto, Sociologia della Devianza e Sociologia del Mutamento Sociale presso l’Università “Magna Græcia” di Catanzaro, pronto a parlare a bassa voce di “forme” di giustizia”, che definisce essere delle “piccole sfere di un universo e in un universo, i cui confini non sono soltanto indistinguibili ma mai neppure tracciati”. Si comprende subito come l’illustre professore, sullo sfondo costante dei temi del mutamento sociale e del conflitto sociale, sviluppa una riflessione a tutto campo sul mondo della giustizia. E si orienta in un sentiero non consueto, cercando di non discutere ˗ come punto focale ˗ del ruolo politico della magistratura ma, semmai, del rapporto che vi è tra la legge, il giudice e il soggetto che in concreto sarà investito dalla norma. Questo perché sul tavolo della giustizia si spende il destino dei più deboli, nel senso che incide più sui poveri che sui ricchi.

Un libro, dunque, che sembra opportuno assaporare perdendosi al crepuscolo della sera, pronto a risvegliare quei pensieri spesso fuggenti ˗ ma pur sempre presenti ˗ che ognuno di noi ha sulla giustizia. Un volume che avvolge il lettore partendo dal “concetto” di giustizia, sempre più spersonalizzato, per passare ad una “idea” di giustizia che sembra essere più comprensibile a livello individuale e poi al vero e proprio “interrogativo universale” sulla giustizia: un interrogativo universale che diventa “aggettivato” quando sentiamo parlare di “giustizia giusta”. E molti di voi rimarranno affascinati da questo concetto di “giustizia giusta”, qualcosa da vivere e da esaminare in maniera profonda. Eppure, il prof. Bilotta, che spesso pone grandi temi di riflessione nei suoi testi, ci spiega che esiste un concetto emozionale o personale di giustizia, che chiamiamo la “giustizia del sé” e un concetto sociale di giustizia, che chiamiamo la “giustizia degli altri”. Ed ecco che nel lettore nuovi pensieri foggia questa attenta e scrupolosa ricostruzione del pianeta giustizia, proprio perché lontana dai soliti stereotipi e luoghi comuni che, purtroppo, invadono la comunicazione ad ogni livello.

Per chi ama leggere e vive spesso consumato dalla lettura, diventerà estremamente intensa la descrizione che il noto professore riesce a fare della “sensazione di estraneità” che, come l’autore stesso definisce, è il sentimento e la sensazione più autenticamente vera che si prova dinanzi la giustizia. E qui il testo diventa un vero e proprio piatto prelibato, quando sorge una domanda di fondo, che accompagnerà il lettore, appassionandolo alla riflessione anzi alle riflessioni più assolute. Stiamo parlando del chiedersi che validità possa avere una norma che è frutto di una contrattazione approvata in un luogo, il parlamento, in cui predominano rappresentanze di interessi, che ha perduto la rappresentatività politica in senso stretto e che si trasforma solo in un organo ratificatore di decisioni prese altrove. E ci chiediamo, con grande sincerità, se alla luce della crisi socio-economica che stiamo vivendo non sia necessaria una profonda riflessione al riguardo. Il tema è decisamente attuale e vive, come le ginestre sempre in fiore, negli accesi scontri politici proprio incentrati sul problema della giustizia.

Membro aderente all’International Institute for Sociology of Law di Oñati, nonché membro dell’Associazione italiana di Sociologia e componente della Direzione Scientifica della Rivista “Sociologia del Diritto”, il prof. Bruno Maria Bilotta è da sempre un sapiente studioso e profondo conoscitore delle dinamiche sociali. Fondatore e direttore della collana “Conflitti, Criticità e Mutamenti Sociali” per la casa editrice Aracne, come altresì della collana internazionale “Logiques culturelles et Droits” per l’Harmattan-Parigi, l’illustre professore ha condotto numerosi studi e doviziose ricerche sul tema della giustizia e del conflitto sociale che, negli anni, hanno prodotto la pubblicazione di importanti volumi. E tra questi, quello presentato oggi, sembra essere molto utile a chi sospeso attende la giustizia del domani.

Antonio Mirko Dimartino

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