Dolceroma, un film dirompente

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 248) il 25 maggio 2019.

Un Luca Barbareschi geniale con la sua spietata ironia

Dolceroma è un film molto intenso, arrivato nelle sale agli inizi di aprile, opera seconda del regista Fabio Resinaro. É tratto dal romanzo “Dormiremo da vecchi” di Pino Corrias, ma ridisegna aspetti del controverso animo umano tra azione e un po’ di thriller. Il grande Luca Barbareschi, che non ha certo bisogno di presentazioni, è protagonista nonché produttore di questo film che potremmo definire a tratti schizofrenico. Si, avete inteso bene. Una commedia schizofrenica. E si utilizza volutamente un termine di questo genere, assolutamente in senso positivo, per delineare la genialità dell’opera.

L’idea di questo film è inconsueta, come lo sono i pensieri di chi definiamo “schizofrenico”. É il sogno di tutti: lo scrittore sfigato, interpretato da un bravo Lorenzo Richelmy che tuttavia perde – scena dopo scena – il ruolo di protagonista oscurato da uno strabiliante Barbareschi, che riceve la telefonata di un grande produttore pronto a realizzare un film sul suo libro. Si tratta di Oscar Martello, noto produttore cinematografico residente a Roma, sempre pronto ad impicci vari e imbrogli di qualsiasi genere per vivere nel super-lusso dell’Italia “perbene”. Barbareschi, con grande maestria, interpreta il grande produttore in qualche modo prigioniero di se stesso, o del grande amore impossibile da avere, ma sempre capace di tessere quelle ragnatele necessarie agli inganni perenni. E cosa c’è di geniale in tutto questo? Facile, il fatto che viene abbandonato quel falso moralismo a buon mercato che vede lo scrittore, solitamente, diventare famoso in un mondo tutto fatato. Non è così nella vita reale. La fama ha necessariamente un prezzo da pagare ma, soprattutto, un rischio da correre. Noi, infatti, conserviamo un’idea sbagliata, che deriva dal cinema americano, ovvero che la cosiddetta “grande occasione” della vita debba tirare per forza fuori il meglio di noi stessi. Chi lo ha detto? L’occasione della vita non può essere semplicemente un mutamento in negativo? Ecco che allora qualcosa, che parte bene nelle nostre menti, in realtà ci spiega come il peggio di noi è lì, sempre pronto a venir fuori, magari per colpa di uno stimolo intenso ma comunque assiduamente lì.

Dolceroma è innovativo. Lo scrittore dei nostri sogni, pronto a fare successo, richiama alcuni personaggi dei fumetti e forse lo stile di un londinese cupo sotto l’eterno cielo grigio. Tutto questo si scontra con la performance eccezionale di Luca Barbareschi, che nel suo Oscar Martello si perfeziona scena dopo scena, creando un personaggio che potrebbe essere inserito in film successivi con storie nuove e sempre più intriganti. Oscar Martello, infatti, è la perfezione della menzogna, l’animo becero del venditore, l’uomo dell’inferno che tuttavia attrae molto l’animo umano. É descritto all’inizio del film, curato nei dettagli, straordinarimente vero. Si, Luca Barbareschi ha il coraggio di raccontare lo “schifo” di una certa Roma perbene, di un veicolato cinema verso l’assenza di contenuti per la ricerca del profitto. Il motivo? Semplice, cercare a tutti i costi di distribuire un film, a dir poco indecente, attraverso una finta promozione piena di colpi di scena. E qui vivono importanti interpreti come Claudia Gerini nella parte di una moglie stanca del marito produttore più che altro di menzogne, oppure di Francesco Montanari che interpreta un poliziotto atipico ed improbabile o ancora una spenta Valentina Bellè quale protagonista femminile del film in promozione.

Questa pellicola induce ad andare oltre i nostri pensieri, tra i sintomi dei nostri errori e dei nostri orrori, anche se è fondamentale essere aperti di idee per comprenderne il vero senso. Chi crede di vivere in un mondo dorato, nel quale il cinema è solo la bellezza di Sofia Loren o la grazia di Claudia Cardinale, avrà molta difficoltà a valutarne i contenuti. Chi invece è capace di andare oltre ciò che sta vedendo nello schermo di un cinema, oltre quei luoghi comuni del ciò che tutti conoscono, spesso in modo sbagliato, potrà vivere delle emozioni uniche. Dolceroma è un grande film che trova il suo momento più intenso nelle piccole e poco visibili arseniche lacrime, tipiche del miglior truffatore, di un Oscar Martello interpretato da un Luca Barbareschi straordinario. Ma si sa, tutto quello che negli anni ha realizzato Barbareschi in termini di attore, regista e produttore, è stato sempre innovativo, controcorrente, diretto, spietato, geniale.

Antonio Mirko Dimartino

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