Recensione di FreeSpace 2

Questa recensione è uscita su Gamesource nel mese di novembre 2009.

La saga di FreeSpace è stata influenzata negativamente dalla mancanza di una campagna pubblicitaria decente che ha accompagnato l’uscita del secondo titolo della serie. Il primo era riuscito ad affermarsi ampiamente sul mercato, ma le poche vendite del secondo episodio hanno contribuito in maniera significativa a bloccare la saga proprio dov’era arrivata. Quest’ultimo è di una qualità sorprendente e non sono in pochi a definirlo il miglior simulatore fantascientifico in circolazione.

Il gioco in sé offre una trama coinvolgente e un’esperienza di gioco ben curata, ma la vera forza di FreeSpace 2 è data dai fan, che da dieci anni (l’uscita del gioco risale al 30 Settembre 1999) mantengono viva la passione per la saga grazie a tantissime espansioni non ufficiali, un codice di programmazione implementato, miglioramenti grafici sorprendenti e diverse TC (Total Conversion) che vantano centinaia e centinaia di migliaia di download.

L’uscita di un terzo capitolo è ormai improbabile, ma i fan sono quasi di comune accordo nell’affermare che, fatta eccezione per la sua trama, FreeSpace 3 non serve. Grazie ad un programma semplice ed intuitivo, FRED (FreeSpace Editor), ogni fan è in grado di creare una campagna lineare e renderla pubblica per contribuire significativamente all’aumento della longevità del titolo.

A 10 anni dal lancio, le copie ufficiali sono veramente difficili da trovare, ma il gioco si può tranquillamente comprare su internet per la ridicola somma di 6 dollari. Per quanto riguarda gli aggiornamenti, il posto giusto per trovarli e imparare ad installarli è Hard-Light Productions.

Il buon vecchio stile di FreeSpace

Certe volte capita di avere a che fare con seguiti che stravolgono le dinamiche di gioco per apportare una marea di modifiche, ma non è il caso di FreeSpace 2. Chi conosce il primo capitolo non può non notare lo stile ben riuscito, che garantisce un’ottima immersione ed una giocabilità abbordabile. L’HUD (Head Up Display) è facile da usare, ma chi non ha molta dimestichezza con il radar a tre dimensioni potrebbe avere qualche problema. Così come nel primo capitolo, in FS2 è possibile usare i propri sistemi di puntamento per colpire i punti deboli delle navi nemiche (sottosistemi, torrette, reattori, etc. etc.) e renderle dei bersagli facili. Questa caratteristica di FreeSpace è veramente degna di nota, dato che non sono rari i giochi in cui si finisce sempre con lo sparare a raffica fino all’esaurimento dei punti danno del bersaglio.

La schermata principale, che mostra gli interni della nave dalla quale il giocatore decolla per prendere parte ad una lunga serie di missioni, risulta essere parzialmente interattiva. Ad ogni opzione viene associata una sala e per accedervi basta cliccare sull’apposita immagine. Come sistema è abbastanza semplice, ma riesce, nonostante tutto, a dimostrarsi efficace.

Una caratteristica peculiare di FreeSpace consiste nella forte tendenza ad usare nomi mitologici come Athena, Zeus e Loki, o addirittura biblici come Lucifer, Boanerges e Sathanas. Per i vasudiani, invece, si usano solo ed esclusivamente nomi egiziani (come Hatshepsut, Ra, Seth, Anubis, etc. etc.). Questa particolare tendenza è ancora più forte nel secondo capitolo, dove l’uso di nomi collegati alla cultura greco-romana si nota praticamente ovunque. I pareri su questo stile sono contrastanti, ma non c’è dubbio sul fatto che contribuiscono in maniera significativa a rendere FreeSpace una serie fantascientifica che tende, seppur con moderazione, verso il genere Fantasy. Le navi Shivan che vengono designate Thanatos, Nosferatu, Baal e Sephiroth (giusto per menzionare qualche esempio) hanno un’aura che permea tutto l’ambiente circostante… più che capace di appassionare i giocatori che vedono nei nomi e nei loro significati nascosti un motivo in più per andare avanti.

Un inizio dantesco…

La trama di FreeSpace 2 inizia 32 anni dopo la fine del primo FreeSpace: nel filmato introduttivo viene usata l’espressione dantesca “half a lifetime ago”, che sembra quasi un chiaro riferimento al “mezzo del cammin di nostra vita” della Divina Commedia di Dante. Gli Shivan, la razza inscrutabile e quasi inarrestabile che fece la sua comparsa a 14 anni dall’inizio dalla guerra tra terrestri e vasudiani, è ormai scomparsa da anni. Il sistema Sol, l’origine della razza umana e da sempre un punto di riferimento per tutti i terrestri, è stato isolato in seguito al collasso del nodo di salto causato dalla distruzione della nave di comando Shivan, la Lucifer.

I terrestri hanno subito provveduto a sostituire il governo di Sol con nuove autorità, ma le tensioni politiche continuarono a manifestarsi saltuariamente. La Galactic Terran Vasudan Alliance (GTVA) viene finalmente formata e diventa, di fatto, la massima autorità in tutti i sistemi terrestri e vasudiani. L’alleanza fa perno sulla lotta congiunta di terrestri e vasudiani contro gli Shivan, che ha contribuito ad eliminare (perlomeno in parte) una miriade di stereotipi e tensioni che in 14 anni di conflitto avevano flagellato entrambe le razze. Dopo la Grande Guerra con gli Shivan, la ripresa economica è stata miracolosa e la nuova alleanza si pose come mezzo ideale per guardare al futuro imparando dal passato. La voglia di credere in un futuro prosperoso è molto forte, e la cooperazione tra le due razze porta a notevoli sviluppi in campo scientifico e tecnologico. I nuovi nati terrestri appartengono alla cosiddetta Generazione Perduta (“Lost Generation” nel gioco), in quanto nati in seguito alla chiusura del nodo di salto che connetteva il sistema Delta Serpentis a Sol.Gli ostacoli non mancano, neanche quando la situazione politica sembra ormai stabilizzata: nel 2366, 31 anni dopo la fine della Grande Guerra, l’Ammiraglio Aken H. Bosch prende il controllo del sistema Polaris grazie all’aiuto della 6a Flotta GTVA, che è sotto il suo comando. Le ideologie di Bosch fanno perno sull’odio nei confronti dei vasudiani e sulla creazione di un governo che sia capace di eguagliare la gloria dell’ormai incontattabile governo terrestre. Così come la Stella Polare (Polaris, appunto) è servita in passato per guidare i navigatori che per secoli si sono avventurati per mari e oceani terrestri, quella stessa stella e il suo governo hanno il compito di guidare i terrestri rimasti fuori da Sol verso gloria e prosperità completamente rinnovate.
Il Neo-Terran Front, questo è il nome del movimento politico e militare di Bosch, riesce ad attirare l’attenzione di molti membri della Generazione Perduta, tutti in cerca di ideali in cui credere. Con un effetto domino, l’NTF estende il suo controllo anche a Sirio e Regulus e minaccia seriamente la supremazia della GTVA, che si trova costretta a reagire con la forza delle armi.La campagna principale di FreeSpace 2 inizia ad un anno e mezzo dallo scoppio della guerra civile, e il giocatore raggiunge il fronte a bordo di una nuova nave da guerra, il cacciatorpediniere Aquitaine. Inutile nascondere il fatto che gli Shivan sono destinati a tornare…Combattimenti memorabili all’ultimo raggio!

Al contrario del capitolo precedente e della massima parte dei titoli del genere, FreeSpace 2 ha dato una notevole importanza alle battaglie tra navi da guerra. L’aggiunta più impressionante sono le armi a raggio, ottenute con la ricerca che è stata effettuata sugli Shivan. Grazie alla loro potenza devastante, nessuna nave può considerarsi al sicuro, e le battaglie che ne vedono un uso massiccio sono veramente epiche.

Per il giocatore, le armi a raggio rappresentano un piccolo rischio, dato che sono capaci di distruggere il giocatore stesso al minimo contatto, e questo può diventare un problema in certe missioni. A ciò si aggiunge la presenza di armi a raggio specificatamente create per abbattere i velivoli da combattimento, rendendo prioritaria l’eliminazione delle torrette che usano queste tecnologie avanzate.

Le armi in dotazione al giocatore si dividono in due categorie familiari a tutti gli appassionati del genere: primarie e secondarie. Le armi primarie comprendono vari tipi di laser che si adattano molto bene allo stile del giocatore, e offrono la possibilità di causare danni non convenzionali ai nemici. E’ possibile, per esempio, usare armi in grado di diminuire le riserve energetiche del bersaglio colpito, di disabilitare i sottosistemi,  di avere un effetto cinetico e di specializzarsi nella distruzione degli scudi o degli scafi.

La massima parte delle armi secondarie non ha effetti particolari sui bersagli se si esclude la capacità di infliggere seri danni. Alcune possono essere lanciate in veri e propri sciami di 4 od 8 missili per massimizzare la forza d’impatto e garantire effetti spettacolari. Non potevano mancare, ovviamente, i siluri: grazie a loro, quando si è a bordo di un bombardiere, è possibile ridurre in polvere le enormi navi da guerra che FreeSpace può vantare di avere. E’ da segnalare il fatto che la potenza di alcune armi, come i missili Tornado e Trebuchet, è in grado di rendere troppo facili alcuni combattimenti. Certo, i livelli di difficoltà del prodotto non smetteranno mai di costituire una sfida anche per i giocatori più esperti, ma molti fan non apprezzano la facilità con la quale è possibile lanciare missili devastanti a lungo raggio e infliggere pesanti perdite al nemico prima di arrivare a distanza ravvicinata.

Un’altra nota parzialmente negativa va alla velocità dei velivoli di combattimento, che sono più vicini agli elicotteri che agli aerei in termini di manovre e stili di combattimento. In FreeSpace non esistono scontri ad alta velocità, e chi li cerca rimarrà leggermente deluso, ma l’adrenalina è comunque alle stelle grazie alle battaglie spettacolari che il giocatore potrà osservare da diretto protagonista a bordo del suo caccia o del suo bombardiere. Una delle caratteristiche peculiari della serie FreeSpace è il sistema che associa i brani musicali agli eventi del gioco. Situazioni di calma, vittoria totale, obiettivi raggiunti, battaglie, arrivo di unità amiche o alleate: ogni evento è associato ad un brano musicale di lunghezza variabile che garantisce un’immersione senza precedenti. La percezione che si ha delle battaglie incrementa col variare dei brani musicali di combattimento, che seguono un crescendo e arrivano a tratti particolarmente epici.

Tra FRED, nuove armi e nuove navi…

FRED, l’editor usato dai fan per creare missioni, è già incluso nel gioco, pertanto non è necessario scaricare nulla per iniziare a divertirsi creando missioni personalizzate e addirittura intere campagne. Con la rete è possibile scaricare FRED 2 OPEN, la versione migliorata dai fan che oltre a garantire la piena compatibilità con FSO aggiunge una notevole quantità di nuove opzioni e parametri modificabili.

FRED è intuitivo: per imparare ad usarlo con efficacia non occorre nessuna conoscenza dei codici di programmazione più usati. I fan sono sempre stati molto attivi nell’uso di FRED, e l’esistenza di decine e decine di campagne non ufficiali garantisce al gioco una longevità praticamente illimitata. Con qualche click è possibile aggiungere navi, messaggi, briefing, debriefing, obiettivi di missione e tutto il necessario per avere un’esperienza di gioco personalizzata.

Le campagne create dai fan garantiscono a FreeSpace una longevità praticamente insuperabile: si contano decine e decine di campagne non ufficiali che offrono un numero incalcolabile di ore di divertimento assicurato.

Non è raro trovarsi di fronte a nuove armi, ma l’impatto più notevole è dato dalla creazione di nuove navi, caccia e bombardieri. Alcuni creatori di nuovi velivoli sono stati talmente produttivi da creare campagne nelle quali la massima parte dei velivoli usati era totalmente inedita. Diversi progetti di questo tipo sono stati ultimati, e molti altri sono in fase di completamento.

La maestosità degli aggiornamenti non ufficiali

La comunità di FreeSpace è sempre riuscita a mantenere il gioco vivo e vegeto, e questo è dovuto allo sforzo dei fan che sono riusciti a contattare gli sviluppatori del gioco per rendere open source l’engine di FreeSpace 2.
L’età di questo capitolo non ha nessuna rilevanza di fronte alla qualità dei miglioramenti, che spesso e volentieri supera quella dei titoli che noi tutti possiamo acquistare a prezzi 10 volte superiori. Ecco un esempio che mette in evidenza i miglioramenti grafici. La prima immagine è stata presa dall’originale FreeSpace 2 uscito nel 1999, mentre la seconda è stata presa dalle versioni più recenti (pubblicata qualche mese fa) dei miglioramenti grafici. Le differenze sono sorprendenti:

La squadra del Source Code Project (SCP), autore di innumerevoli versioni di FreeSpace Open, cura lo sviluppo del gioco dal lontano 2002 con continui aggiornamenti e aggiunte. Il FreeSpace Upgrade Project (FSU) lavora in tandem con i programmatori dell’SCP per migliorare la grafica del gioco con risultati impressionanti (gli aggiornamenti sono contenuti in file chiamati “Media VP”). Questo include, ovviamente, il netto miglioramento delle immagini, ma si estende anche alle animazioni e ai modelli di caccia e navi. I cockpit dettagliatissimi che tutti i fan hanno imparato ad apprezzare non esistevano nell’originale FS2: la loro aggiunta si deve solo ed esclusivamente al FSU.

La popolarità di FreeSpace 2 è salita alle stelle in seguito alla pubblicazione di alcune TC (Total Conversion), ossia i tentativi coronati dal successo di ricreare alcuni tra i più famosi universi fantascientifici. The Babylon Project, Wing Commander e Battlestar Galactica: Beyond the Red Line vantano un numero di download che eccede di gran lunga il due milione di unità, e TC in fase di sviluppo come Diaspora e Star Wars: Fate of the Galaxy attirano a ritmi elevati l’attenzione di innumerevoli fan in cerca del simulatore fantascientifico definitivo.

Due giochi in uno

Lo sforzo dei fan ha anche permesso di integrare il buon vecchio FreeSpace in FreeSpace 2, dando origine al FreeSpace Port. Grazie al Port, è possibile giocare alla campagna principale del primo capitolo (uscito 11 anni fa) facendo uso degli aggiornamenti grafici più avanzati.

Meno di un anno fa, la squadra del Port ha anche pubblicato un remake non ufficiale di Silent Threat che prende il nome di “Silent Threat: Reborn”. ST:R vanta un cast di diversi attori che hanno prestato le loro voci per regalare a tutti i fan una campagna che eccede le aspettative sotto praticamente ogni punto di vista.

FreeSpace 2, un titolo imperdibile

Se non avete FreeSpace 2 e siete amanti del genere non ci sono scuse: compratelo al più presto.

Il prodotto, acquistabile per un prezzo veramente ridicolo, offre una longevità praticamente illimitata grazie alla quantità industriale di aggiunte non ufficiali che i fan hanno prodotto nell’ultimo decennio. Grazie a qualche click, è possibile scaricare gli aggiornamenti grafici per aumentare esponenzialmente la qualità del titolo.Migliaia e migliaia di giocatori sono tutti d’accordo nel definire FreeSpace 2 il miglior videogame del genere grazie alla sua capacità intrinseca di essere continuamente migliorato.

Read more at http://www.gamesource.it/recensioni/3371-recensione-freespace-2#rUYkP5VQrGrM7qHC.99

Francesco D’Amico

Annunci

Informazioni su lightbluemobius

The Lightblue Ribbon coordinator and founder.
Questa voce è stata pubblicata in Francesco D'Amico, Videogames e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Recensione di FreeSpace 2

  1. Pingback: FreeSpace, an awesome space simulator game for the PC | The Lightblue Ribbon

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...