Caos su Facebook, bloccati gli amministratori della pagina Briganti

Questo articolo è uscito sul blog GSI lo scorso 11 dicembre 2012. Per maggiori informazioni circa la presenza dell’articolo su entrambi i siti, si consiglia la lettura della FAQ.

Si inizia a parlare di sabotaggio e di azioni non giustificate da parte dei gestori di Facebook.

La pagina Facebook “Briganti” è il simbolo della lotta del Sud e dei meridionali contro il razzismo del Nord, che vede nella Lega e nei suoi rappresentanti la versione più estremista e desolante. I Briganti, oltre a difendere una fetta consistente della popolazione italiana dai continui attacchi dei leghisti, amano parlare delle meraviglie naturalistiche e culturali del Sud, meraviglie che necessitano di una seria rivalorizzazione. I Briganti, grazie anche al grande lavoro di Pino Aprile, autore del bestseller Terroni, continuano da tempo una battaglia mediatica per dire a tutti quanti che i Borboni e, più in generale, il Regno delle Due Sicilie, non era come ce lo descrivono i libri di Storia. I Briganti ci dicono che le differenze attuali tra Nord e Sud sono riconducibili ad una “Unità” fatta per favorire il primo a discapito del secondo.

Fatta questa premessa, una cosa è facilmente deducibile: il gruppo Facebook Briganti è scomodo, così come tutto quello che rappresenta. Una delle sue iniziative, CompraSud, che invita gli interessati a comprare solo prodotti meridionali, di certo non è un toccasana per il portafogli di chi critica il Meridione e, allo stesso tempo, lo considera come una miniera d’oro.

Ma cos’è successo su Facebook? Senza preavviso, gli account dei suoi 8 amministratori sono stati bloccati. Riportiamo una nota degli stessi amministratori, pubblicata sul blog Briganti:

È accaduto l’impensabile. Dalle ore 15:00 del 6 dicembre 2012, Facebook, arbitrariamente e senza nessun avviso o spiegazione, ha bloccato gli account degli 8 amministratori di Briganti.

Tuttora non ci sono notizie dallo staff di Facebook, che sembra ignorare anche la valanga di segnalazioni che sta ricevendo.

Forse il Compra Sud fa paura? Forse migliaia di persone che conoscono la vera storia dell’itaGlia fanno paura?

Lo staff di Facebook però non ha capito bene una cosa, Briganti non sono gli 8 amministratori, Briganti sono 46 mila amministratori!!

In attesa di sviluppi vi consigliamo di iscrivervi alla pagina provvisoria: BRIGANTI2

La pagina Facebook Terra Calabrese, con una nota, racconta ai suoi fan l’accaduto:

Briganti, la pagina di Facebook che raccoglie tutte le verità del Mezzogiorno, è stata censurata: gli otto amministratori sono stati bloccati.

Una censura inspiegabile, o forse si. Infatti la pagina metteva in luce tutti i torti subiti dalle Regioni del Sud Italia, facendo controinformazione e mostrando la realtà in cui viviamo nuda e cruda.

Siamo Regioni povere si, ma la colpa della nostra povertà non è nostra! E’ del Nord!

Il Nord che ci ha portato via tutto, e il Nord che cerca di sottometterci tutt’oggi.

E sempre quelli del Nord che hanno spinto a bloccare gli amministratori di Briganti.

La vera storia non si studia nelle scuole perché si ha paura che potrà scattare una qualche scintilla rivoluzionaria.

Briganti fa “controinformazione”, ma non si può chiamare controinformazione se poi la controinformazione si rivela vera e propria informazione.

Noi sappiamo la verità e sappiamo che prima dell’unità d’Italia il Regno delle Due Sicilie era lo Stato più ricco della Penisola Italiana.

Cari amici, sperando che non ci bloccate anche a noi di Terra Calabrese, tutto questo i documenti lo dimostrano.

Avete bloccato Briganti, ma le nostre menti non le bloccherete mai!

Lo stesso Pino Aprile, sulla sua pagina Facebook, ha trattato il problema dicendo questo:

FACEBOOK HA BLOCCATO GLI ACCOUNT DEGLI AMMINISTRATORI DELLA PAGINA DI “BRIGANTI” E NON SI CAPISCE PERCHE’. GIORNI FA, NON HA BLOCCATO LA FOTO DI UN BIMBO INDIANO CON UNA BLATTA GIGANTE, DEFINITA: BAMBINO NAPOLETANO…

CHE SUCCEDE? I BRIGANTI FANNO ANCORA PAURA???

C’è da chiedersi il perché di tutto questo. Sarebbe logico puntare il dito contro i leghisti o qualche altro gruppo di antimeridionalisti, ma le possibilità sono infinite e la spiegazione potrebbe essere più complessa del previsto. Faremo di tutto per tenervi informati.

Francesco D’Amico

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