L’Ira degli Antichi

Questa fan fiction per Warhammer Fantasy risale al mese di novembre 2005.

                                                                Prologo

Sterminate orde di demoni avevano cominciato a dilagare nel mondo quando i portali degli Antichi collassarono su sé stessi e l’orripilante Caos vi poté accedere. Le città tempio degli Uomini Lucertola, a migliaia di chilometri di distanza l’una dall’altra, avevano già cominciato a combattere gli eserciti demoniaci. Tuttavia, la scomparsa degli Antichi aveva colto gli Uomini Lucertola impreparati: senza una guida valida, non seppero come affrontare la nuova minaccia, e moltissime città caddero dopo lunghi assedi. Persino il Venerabile Lord Kroak soccombette agli eserciti demoniaci. Le Terre meridionali rimasero isolate da Lustria, ma ebbero una sorte migliore: Chiccotta di Zlatlan sì sacrificò per lanciare un unico incantesimo cataclismico, e così facendo eliminò la minaccia dalle sue terre, dopo sanguinosi combattimenti. La civiltà dei Figli degli Antichi radunò enormi eserciti, che combatterono contro il loro nuovo nemico.

Storia

Uno di questi era comandato da un Mago Sacerdote Slann della Seconda Generazione, Montezuma della Città Tempio di Loqtlan, situata nell’entroterra di Lustria e virtualmente protetta da centinaia di chilometri di giungla. Lo Slann,protetto dalla sua Guardia del Tempio, era pronto per partecipare alla guerra. Le caserme dei sauri si svuotarono, i barrio degli scinchi rimasero pressoché deserti, gli esploratori prepararono i veloci Terradonti da cavalcare, creature meravigliose che volavano con immensa agilità tra la fitta giungla; scinchi camaleonti, molto rari all’epoca, emersero dalla giungla, provenivano infatti dalla distrutta Pahuax, l’unica città tempio dotata di pozze della nascita capaci di generare tali varianti degli scinchi, andati incontro all’estinzione. Gli Uomini Lucertola usarono i robusti kroxigor, giganteschi cugini dei sauri creati dai perduti Antichi, che vennero subito preparati a combattere, ma l’esercito allora disponibile era troppo piccolo, questo perché Montezuma, ritendendo la propria città abbastanza al sicuro, aveva inviato i contingenti più grandi ad aiutare le altre città tempio, truppe che non fecero mai ritorno. Era solo ,molto probabilmente sarebbe stato sconfitto, ma con tenacia e determinazione preparò il suo esercito per l’imminente battaglia. Quel momento arrivò presto: diversi scinchi esploratori riferirono allarmati che un esercito demoniaco avrebbe attaccato la città entro due giorni ,e i preparativi vennero intensificati. Il sole della mattina di due giorni dopo apparve distorto, lo stesso spazio circostante sembrava come dilaniato. In lontananza apparì l’orda demoniaca, composta da esseri deformi, spaventosi a vedere, degli orrori viola asimmetrici che seguivano un enorme demone dalle sembianze di un uccello, che subito, presa visione dell’ambiente circostante e dei suoi avversari, andò indietro, rifugiandosi nelle retrovie demoniache. L’orda si abbatté contro la città, ma venne bloccata dalla sfera protettiva dello Slann, che uccise all’istante centinaia di demoni. Ma la pressione divenne sempre più forte, ed il Signore del Mutamento, decisamente più grande e spaventoso degli altri esseri, cominciò a scatenare devastanti incanti contro la barriera magica. Montezuma compì uno sforzo terribile nel difendersi dal demone maggiore, ma all’improvviso sentì una nuova forza, che insieme alla sua, rinforzò ulteriormente la barriera di protezione: era Lord Mazdamundi ,che dalla sua città tempio, Hexoatl, stava usando la sua forza magica per aiutare i fratelli Slann. La sua concentrazione aiutò Montezuma ad incrementare la difesa di Loqtlan, ma presto questo importante aiuto venne meno: gli attacchi dei demoni si moltiplicarono, altre forze demoniache giunsero per aiutare quella principale, e Mazdamundi dovette rinunciare ad aiutare gli altri Slann perché Hexoatl stessa era ora sotto attacco. Con un’enorme esplosione provocata da una crepa nella barriera, i demoni imperversarono nella città. Ad accoglierli pensarono gli scinchi camaleonti, che nascosti dietro i barrio e mimetizzati alla perfezione con l’ambiente circostante grazie alle loro abilità da cacciatori, lanciarono diverse salve di dardi contro gli ignari demoni: a decine caddero trafitti dai dardi appuntiti senza neanche sapere da dove provenissero, mentre molti altri vennero fiaccati e menomati dai veleni usati dai camaleonti, attinti da letali rane che popolavano la giungla primordiale. I caduti scatenarono violacee scintille mentre si accasciavano a terra inermi. Questo non bastò a fermare i demoni, che incuranti delle perdite proseguirono nella loro carica, mentre i terradonti cavalcati dagli esploratori scinchi andavano in picchiata sui fianchi dello schieramento demoniaco, ghermendo altre decine di demoni con gli acuminati artigli, per poi guadagnare quota e farli precipitare a terra, provocando altre perdite. All’improvviso i demoni si fermarono, e cominciarono a gesticolare con i loro strani arti strane figure geometriche nell’aria, e dopo questo strano rituale lanciarono un abbagliante fuoco viola contro gli scinchi schermagliatori, schierati loro avanti: lo Slann si accorse subito del pericolo e disperse la magia senza difficoltà, proprio mentre gli orrori ricominciarono a riprendere la loro spaventosa carica. Gli scinchi schermagliatori furono le prime prede ai quali i demoni concentrarono la maggiore attenzione, li caricarono inesorabilmente ma vennero quasi bloccati dalle loro salve di dardi ,meno precise ma quantitativamente più efficaci di quelle dei camaleonti: moltissimi altri demoni caddero a terra uccisi dal veleno dei dardi, ma lentamente i demoni furono addosso agli scinchi,c olpendoli con i loro arti deformi, sopraffacendoli in poco tempo, mentre gli scinchi tentarono invano di colpire e uccidere gli avversari con le loro armi bianche. Durante il sanguinoso scontro moltissimi scinchi vennero ridotti a contorte masse di carni e ossa, e da quest’ultime emersero nuovi demoni, che attaccarono senza pietà quelli che fino a pochi momenti prima furono i loro fratelli di progenitura. I superstiti che si diedero alla fuga poterono sentire come una risata di orgoglio e di vittoria provenire dallo schieramento demoniaco, mentre i sauri ed i kroxigor prendevano posizione per caricare gli avversari, sempre più vicini e minacciosi.

Montezuma, circondato dalla sua fedele Guardia del Tempio, stava ancora sulla cima della piramide tempio, quando uno stormo di deformi esseri simili a torpedini si diresse verso di lui, ma furono accolti dalle lucenti alabarde dei suoi devoti sauri e da svariati fasci di luce bianca che lo Slann scatenava contro i nemici; ben presto gli strillatori vennero ridotti ad un ammasso di grezzi materiali magici. Altri esseri volanti, dotati di ali di cuoio, stavano prendendo il posto degli strillatori: scesero velocemente in picchiata verso lo Slann, ma vennero intercettati dai cavalieri su terradonti, che li avevano scorsi già da prima; Montezuma non poté lanciare incantesimi per supportare i cavalieri scinchi, dovendo rischiare di colpire anche loro. Le furie cambiarono obiettivo e andarono incontro ai terradonti: erano agili e veloci, si destreggiavano nell’aria meglio dei terradonti stessi, ma vennero accolti da una salva di giavellotti che i prodi scinchi scaraventarono contro di loro. Molte furie caddero trafitte dai giavellotti appuntiti, mentre altre continuarono a volare nonostante le gravi ferite, ed altre ancora, la maggior parte, riuscirono ad evitare i giavellotti, o perché troppo agili per essere colpite, o perché in numero decisamente superiore agli esploratori degli Uomini Lucertola. I terradonti ghermirono e artigliarono alcune furie, lasciando cadere a terra pezzi di arti e di ali staccati con forza dal loro corpo. In risposta, le furie sfruttarono la loro superiorità numerica per circondare alcuni cavalieri senza che i loro compagni potessero fare alcunché, artigliando a loro volta i terradonti e gli scinchi che li cavalcavano: molti scinchi precipitarono a terra perché la loro cavalcatura fu uccisa, e molti terradonti rimasero senza cavaliere, ma continuarono a combattere. Il destino volle fare un brutto scherzo alle furie in quel frangente: stranamente le furie avevano le stesse dimensioni delle abituali prede dei terradonti, il che facilitò le pattuglie alate di Lustria a rispondere con ancora più aggressività al contrattacco demoniaco, disorientando e attaccando all’improvviso i nemici: alcuni cavalieri spronarono i rettili volanti ad andare incontro, per poi superare, le furie, lanciando i giavellotti rimasti per ucciderne altre; gli esseri alati risposero seguendo le esche, e così facendo vennero inseguite e facilmente mutilate una ad una dai terradonti. Ne rimasero poche,che si ritirarono con tutte le loro forze ma vennero raggiunte e uccise dagli scinchi su terradonte. Avendo ottenuto la vittoria in cielo, ritornarono sul campo di battaglia per dare aiuto al resto dell’esercito. Sulla cima della piramide lo Slann si sentiva al sicuro, aveva osservato per poco la stupefacente tattica dei suoi cavalieri alati, semicoperti dalle nuvole durante la lotta; li vide ritornare a bassa quota, e a quel punto si convinse che se il suo esercito non avesse risposto alla minaccia contemporaneamente, attaccando con tutte le unità disponibili, ne sarebbe uscito sconfitto. Fu così che comunicò ai suoi attendenti sacerdoti scinchi, tramite telepatia, di ordinare ai sauri guardiani di caricare il nemico, per supportare il resto del suo esercito. I sauri obbedirono e si diressero verso il resto dell’esercito alleato.

Gli scinchi che stavano fuggendo passarono vicino ai sauri, che rimasero impassibili alla scena: erano benedetti da Tlazcotl e da Sotek, vigorosi Figli degli Dei assetati di sangue e incorruttibili come i loro dei protettori. La vista delle loro scaglie gialle e rosse, oltre ad un incantesimo dello Slann di Seconda Generazione che pose attenzione su di loro, bastò per chiamare a raccolta gli scinchi, che ripresero vigore e si unirono ai sauri nella lotta. Il Campione della Progenitura, guardando il nemico e gli effetti del suo passaggio, venne colto da una furia assassina e con un possente ruggito ordinò la carica. Anche i kroxigor, più distanti, udirono l’urlo di guerra del Sauro, e si gettarono nella mischia: fu allora che dai ranghi demoniaci emersero degli esseri tubolari, i pirodemoni ,dalle facce distorte da smorfie di un altro mondo, che alitarono fuoco contro i sauri, provocando non poche vittime. Ma questo non bastò per fermare i figli degli Antichi, che si schiantarono contro il loro nemico, accompagnati da ruggiti sempre più tonanti. Il Campione sferrò il primo colpo: con la sua enorme lama eliminò due empi demoni, e i suoi guerrieri seguirono l’esempio continuando l’attacco con le loro armi splendenti, mentre gli scinchi che si erano uniti ai guerrieri benedetti usarono le loro cerbottane per supportare i robusti sauri. I demoni si rivelarono poco resistenti, mentre ranghi e ranghi interi cadevano schiacciati dalla furia sanguinaria dei sauri. Alcuni demoni uccisi si scindevano in altri più piccoli, ma venivano subito abbattuti dai dardi provenienti dalle cerbottane degli scinchi. Altri demoni esplosero scatenando strane scintille. Dal lato destro emersero velocemente i Kroxigor, che scuotendo la terra con i loro passi si abbatterono contro l’orda demoniaca; quegli infimi esseri non potevano competere con la grande stazza e la forza dei kroxigor ,i quali usarono, oltre alle loro enormi armi, anche gli artigli e le possenti mascelle per tranciare i loro nemici. Parecchi demoni si volatilizzarono prima che subissero l’ira degli Uomini Lucertola, lasciando enormi vuoti nello schieramento dei demoni. Anche la Guardia del Tempio che accompagnava Montezuma arrivò sul campo di battaglia, e il Mago Sacerdote cominciò a lanciare incantesimi ai demoni che ancora si opponevano al suo esercito: dalle sue mani vennero scagliate enormi palle di fuoco incandescente, che andarono a colpire gli avversari, mentre le alabarde dei suoi sauri espulsero dal mondo centinaia di altri demoni. Le sorti della battaglia stavano per volgere per il meglio, con i sauri e gli scinchi al centro, lo Slann con la guardia del Tempio al lato sinistro ed i kroxigor al lato destro, mentre i cavalieri su terradonte avevano ricominciato a seminare morte tra i demoni. Ad un certo punto tra le armate demoniache fece la sua apparizione un demone più alto degli altri, che capitanava un reggimento di altri demoni che coraggiosamente si stava facendo più avanti. Quel reggimento si abbatté sui kroxigor, cogliendoli impreparati, data la confusione della battaglia; il demone esaltato che la capitanava colpi furiosamente un kroxigor con i suoi arti deformi, uccidendolo sul colpo. I kroxigor vicini non fecero in tempo a rispondere e vennero feriti gravemente, mentre altri kroxigor presero il posto dei compagni, e prima ancora che potessero attaccare con le loro grandi armi, il demone si accasciò a terra, pronunciando strane parole in un linguaggio demoniaco contorto, mentre il veleno cominciava a circolare dentro il suo organismo: gli scinchi camaleonte, senza farsi notare, penetrarono all’interno della forza avversaria, e alla prima occasione, ossia non appena il demone esaltato si fece avanti e i suoi servi furono respinti, lasciandolo solo, i camaleonti lo tempestarono di dardi velenosi, abbattendolo e ricongiungendosi ai kroxigor che in quel momento si stavano facendo strada tra i demoni rimasti. I sauri stavano procedendo nel massacro, respingendo a poco a poco l’orda di demoni. I cavalieri su terradonte stavano reprimendo ogni ulteriore minaccia, abbattendo con precisione chirurgica tutti i pirodemoni che costituissero una minaccia.

Montezuma scagliò un ultimo dardo infuocato contro i demoni,quando vide il loro generale farsi avanti,avendo visto ormai le sue forze quasi annientate: era un Signore del Mutamento, rimasto nelle retrovie del suo esercito fino a quel momento; guardò con occhi imperscrutabili lo schieramento degli Uomini Lucertola, e si diresse contro i Kroxigor. A debita distanza, si fermò e cominciò a gesticolare con i suoi imponenti arti: un fuoco verde, che lo Slann non riuscì a disperdere, avvolse i kroxigor. Senza alcun motivo apparente, molti di essi si colpirono con gli artigli, uccidendosi all’istante; il Signore del Mutamento continuò a pronunciare strane parole, mentre Montezuma rimase impotente di fronte a quella scena raccapricciante. I sauri non badarono agli effetti di quel devastante incantesimo,ve gli scinchi uniti a loro, più piccoli, non se ne accorsero nemmeno ;neanche la Guardia del Tempio fece caso al fuoco verde, mentre gli scinchi camaleonte si diedero ad un fuga ingiustificata, interrotta solo poco dopo, quando i kroxigor sopravvissuti ripresero il controllo di se stessi. I cavalieri su terradonte, che avevano assistito alla scena dall’alto dopo un attacco radente agli orrori, non riuscirono a capire esattamente cosa stesse succedendo ,e si gettarono un’altra volta in picchiata, questa volta contro il demone maggiore. Il demone li vide passare vicino ai propri occhi, lanciando altri giavellotti con scarsi risultati; i terradonti proseguirono alle sue spalle, e il demone si girò, lanciando questa volta un fuoco di color rosso che sfrecciò a velocità impressionante contro i rettili volanti che avevano osato sfidarlo. Un terradonte, insieme al proprio cavaliere ,rimase totalmente carbonizzato e precipitò cadendo con un sonoro tonfo su alcuni orrori che si stavano unendo in quel momento all’esercito demoniaco; altri terradonti subirono ferite più o meno gravi,ma continuarono a volare a tornarono indietro. Lo Slann approfittò di quel momento e scatenò un vento oscuro che colpì il demone maggiore: infastidito ed emettendo un sonoro urlo di dolore, si girò e osservò lo Slann per un attimo, il volto sconvolto dal dolore. Il Mago Sacerdote lo colpì con un adunco fascio di luce, provocandogli altro dolore e amplificando la sua ira, proprio mentre i terradonti, con un secondo passaggio, attaccarono ulteriormente il generale nemico. Quest’ultimo non si accorse neanche dei kroxigor e dei camaleonti che lo stavano raggiungendo via terra, oltre ad un gruppo consistente di sauri e di scinchi schermagliatori provenienti dalla forza centrale; la Guardia del Tempio stava guadagnando spazio, e si rivolse, insieme allo Slann, verso l’empio demone, aprendosi la strada tra gli orrori ed i pirodemoni rimasti, uccidendone a centinaia, subendo minime perdite. Tutto l’esercito stava convergendo verso il generale nemico, tutti sapevano alla perfezione che la sua disfatta voleva dire vittoria. Gli occhi del demone maggiore brillarono di un viola intenso, mentre si rivolgeva verso lo Slann. Con uno scatto degli arti, il demone lanciò la propria personale sfida magica allo Slann, ignorando persino gli attacchi dei terradonti, tanto grande era la sua ira. Lo Slann rispose invocando una sfera lucente dai cieli per farla cadere sul suo avversario: il Signore del Mutamento usò molte delle sue energie per bloccare quell’incantesimo, e subì gli effetti di un’altra palla di fuoco al lui diretta. I sacerdoti scinchi, che fino a quel momento avevano solo messo a disposizione del loro padrone i loro poteri, decisero di aiutare Montezuma, ma lo Slann glielo impedì, avvisandoli che avrebbero attirato le attenzioni del demone maggiore e che poi lui non avrebbe poi potuto fare niente per salvarli. Gli Scinchi insistettero, non potevano stare lì semplicemente a guardare: cominciarono ad lanciare fulmini contro il Signore del Mutamento o contro i suoi servi, attirando, com’era previsto, le attenzioni del demone maggiore. Concentrò i propri poteri e lanciò un potentissimo incantesimo ,non contro gli scinchi sacerdoti, ma contro i kroxigor che si avvicinavano minacciosi, e ancora una volta lo Slann non riuscì a bloccare l’energia scatenata dal demone, che lanciò la magia con successo poco prima di essere colpito per l’ennesima volta dai terradonti. Un fuoco blu guizzò verso i kroxigor e riuscì ad ucciderne moltissimi, che caddero a terra devastati da tanta potenza. Per un attimo esitarono, ma poi continuarono a dirigersi verso l’obiettivo principale ,determinati a proteggere la propria città tempio dagli invasori. In tutto quel trambusto, i sauri che si erano aperti la strada per raggiungere il demone maggiore erano finalmente abbastanza vicini per poterlo attaccare, così come gli scinchi che li accompagnavano. Un altro fascio di luce tremolante lanciato dallo Slann ed un altro passaggio ad alta velocità dei terradonti bastò per distrarre il signore del mutamento, che venne colpito dalle armi dei sauri e dai dardi degli scinchi con forza inaudita. Reagendo d’istinto, li colpì con i propri artigli, e mentre lo fece fu possibile notare che stesse quasi per abbandonare questo mondo, a causa dell’ira provocata in esso; sembrò quasi dileguarsi mentre artigliava i sauri che lo stavano attaccando,uccidendoli quasi tutti. Montezuma di Loqtlan in quel momento capì che la natura di quegli esseri era esclusivamente magica, e si concentrò per lanciare un incantesimo che lo avrebbe definitivamente bandito dal mondo dei suoi maestri Antichi: usando tutte le energie di cui disponesse, deformò i venti della magia che dai portali polari permeavano tutto il mondo proprio dov’era il signore del mutamento, allontanandoli da quel punto e lasciando il demone maggiore senza la cosa che gli permetteva di rimanere nel mondo, ossia la magia. Scomparve con un enorme esplosione di scintille viola, e il suo urlo si fece sempre più grave fino a quando scomparve per sempre.

Gli orrori, quasi distrutti dalla guardia del tempio di Montezuma, vennero totalmente annientati da un contingente di sauri giunti ad aiutare la città tempio di Loqtlan.

Epilogo

I sauri raggiunsero la città e trovarono i suoi abitanti impegnati a ricostruirla; Montezuma si concentrò per difendere le rimanenti città tempio dando il proprio aiuto per mantenere le barriere protettive intorno alle altre città. Adohi-Tehga di Tlaxtlan era anch’esso riuscito a respingere le forze demoniache che avevano cinto d’assedio la sua città, e insieme a Montezuma aiutò le altre città tempio  a non cedere, e la minaccia del Caos venne respinta. Gli Slann aiutarono anche gli Alti Elfi, quasi sterminati dai demoni che avevano invaso Ulthuan, ma grazie ad un disperato incantesimo e all’aiuto degli Slann, venne creato un gigantesco vortice che risucchiò i venti della magia al suo interno e che bandì i demoni che ebbero la sfortuna di trovarsi lì ,lo stesso incantesimo che Montezuma usò per sconfiggere il Signore del Mutamento che minacciò la sua città tempio, ma su scala più grande. La vita ricominciò a scorrere tranquilla a Loqtlan, così come in tutte le altre città di Lustria e delle Terre Meridionali. I corpi dei caduti in battaglia, a migliaia coprivano le strade di Loqtlan, vennero seppelliti e onorati, specialmente i sauri benedetti che combatterono contro il Demone Maggiore di Tzeentch, ed i terradonti rimasti uccisi nello scontro contro le furie e il generale nemico, trovati nei pressi della piramide e nei barrio degli scinchi. Quest’ultimi ricominciarono a svolgere i loro compiti quotidiani con grande determinazione. I Camaleonti ed i kroxigor distintisi nella battaglia ancora oggi continuano a pattugliare la giungla ed a combattere i nemici degli Uomini Lucertola. Il Campione della Progenitura che combattè contro gli orrori del Dio Oscuro divenne un potente comandante, ora comanda gli eserciti di Loqtlan insieme ad altri Sauri Anziani che fecero ritorno alla loro città natia da tutta la Lustria, avendo partecipato alle battaglie contro il nemico demoniaco. E da quel momento Montezuma, insieme agli altri Slann, protegge sempre il mondo dalla minaccia chiamata Caos dagli umani, mantenendo intatte le barriere che impediscono ai demoni di accedere al mondo,ma anche combattendo gli Skaven portatori di peste e gli Elfi Oscuri saccheggiatori di templi.

Francesco D’Amico

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