La Lealtà del Gran Maestro

Questa fan fiction per Warhammer Fantasy risale al mese di dicembre 2005.

Tutto cominciò un giorno focoso quando gran parte dell’ esercito imperiale era in guerra contro le bestie del caos e la città di Hergig, la capitale dell’Hochland, aveva poche difese,considerate ugualmente capaci di sgominare la minaccia o perlomeno di resistere fino all’arrivo degli alleati. Le bestie del caos sapevano che la città aveva poche difese e le poche unità rimanenti si organizzarono per un attacco; l’esercito attaccante consisteva di centinaia, forse migliaia, di Gor e Nogor,appoggiati dai veloci Centigor e da diversi Troll del Caos.Inoltre,un immenso Gigante del Caos fece la sua comparsa. Karkha, così era chiamato il Capo Orda,suonò il suo rozzo corno e così gli Uomini bestia marciarono verso l’Hochland. Dalle mura cittadini imperiali videro le unità spostarsi e i soldati si organizzarono, caricarono i cannoni e prepararono gli archibugi per sparare. Il Conte Elettore Fritz il temerario montò sul suo Grifone Yadoch, lasciando la città in cerca di aiuti, essendo l’unico modo per poterli avere. Le Bestie del Caos, anche se erano in superiorità numerica, vennero quasi decimate dall’Artiglieria dell’Impero a suon di cannoni e di archibugi. Le Bestie conservarono le loro truppe migliori, tendendole nelle retrovie, mentre i Nogor cercavano innumerevoli di portare i loro arieti davanti alle mura e specialmente davanti al cancello principale: le forze del Caos sfondarono le mura dopo tre ore di combattimenti, con i cannoni che avevano finito le munizioni e gli archibugi che perdevano potenza, anzi molti esplosero nelle mani di chi li usava scatenando il panico nello schieramento Imperiale, che andò scemando quando i soldati si resero conto che le loro famiglie, i loro possedimenti erano lì,che necessitavano di protezione. I Maghi celesti avevano predetto che le mura sarebbero crollate e avevano fatto preparare i disponibili reggimenti di picchieri e spadaccini per fermare l’entrata del nemico. I Centigor furono i primi a cadere sotto le barriere di picche, mentre spadaccini abilissimi cercavano di abbattere i Gor ed i Nogor con scarsi risultati. Ad un certo punto i Gor più agili riuscirono a salire sulle macerie delle mura e portare in corpo a corpo gli archibugieri lì disposti:un cannone venne distrutto e fatto cadere dalle mura, benché fosse inutile e i serventi l’avessero lascito lì. Gli Archibugieri fuggirono lungo le mura cercando di scappare ai minacciosi Gor, alcuni si fermavano per mirare  e tirare cercando di ucciderne qualcuno. A quel punto venne messo in funzione il Tuono d’Inferno, disposto davanti ai Gor in avvicinamento:con un potente boato i Gor vennero fatti a pezzi,e le stesse mura rimasero gravemente scalfite. Gli archibugieri cercarono di riprendere le loro posizioni, mentre i Maghi Celesti bersagliavano i nemici con fulmini luminescenti. Quando Karkha se ne accorse,suonò il corno e in quel momento fece scendere in campo i possenti Troll, i Khorngor  e il Gigante del Caos, che furono bersagliati inutilmente dagli archibugieri; questi ultimi abbatterono uno sciamano avvicinatosi troppo incautamente alle mura, e concentrarono il fuoco sui Gor che innumerevoli dilagavano dalla crepa nelle mura, ed il Gigante, quando entrò in città, colpì le mura distruggendo il Tuono d’Inferno e lasciando i serventi sopravvissuti esterrefatti, e con un altro poderoso colpo aprì ulteriormente la crepa, permettendo a molti altri uomini bestia di entrare a Hergig e in quel momento tutto sembrò perduto. Ad un tratto quando la battaglia ormai dava per vincitore il Caos arrivò Schermann von Hergig che tornava col suo esercito dalle Malelande. Da una collina vicina vide la deprecabile scena,e in fretta dispose il suo esercito per il contrattacco. Intanto all’interno delle mura i Gor e i khorngor che stavano avanzando,i picchieri e gli spadaccini sterminati; il Gigante aveva cominciato a distruggere le case, e tutti i cittadini scapparono dl lato opposto della città,ma ormai erano in trappola. Solo la milizia cercava di resistere, colpendo il nemico all’improvviso da porte o finestre, ma la battaglia era quasi perduta. La Guardia di Palazzo, tenuta in disparte fino a quel momento,venne fatta entrare in azione e caricò i troll del Caos, uccidendone in molti, ma il dilagare di uomini bestia era insostenibile anche per quei determinati guerrieri, specialmente gli agguerriti khorngor. Schermann mandò i suoi cavalieri alla carica, i valorosi templari del Monte Argento ,affiancati dai forti templari del Lupo Bianco provenienti da Middenheim. Queste erano le uniche sue unità in grado di attaccare il nemico al più presto,e infatti lasciò dietro i cannoni comuni e i tuono d’inferno, oltre agli archibugieri e alla guardia di palazzo di Hergig che aveva combattuto con lui,dotata di distaccamenti di alabardieri e di archibugieri,e accompagnata da Flagellanti impazienti di combattere.Questi ultimi si lanciarono contro il nemico,decisi a voler vedere sgorgare il sangue, loro e dei nemici.I Templari cozzarono contro gli uomini bestia, che non fecero in tempo ad accorgersi del contrattacco imperiale. Schermann con la sua spada ne uccise molti,lasciandoli privi di arti,del tronco o della testa. I suoi templari falcidiavano i nemici con le lance acuminate,mentre quelli del Lupo Bianco spaccavano le ossa dei nemici con le letali lance da cavaliere. Ben presto gli Uomini bestia vennero mandati in rotta e distrutti,mentre i flagellanti avevano raggiunto la loro posizione e si erano lanciati contro i Gor fuggiti; è difficile descrivere le scene che seguirono, con i Flagellanti che continuavano a mutilare i corpi dei nemici caduti, morti o feriti, o anche inciampati, mentre ricorrevano ad ogni mezzo per ucciderli e tormentarli. I templari vennero scossi da quella scena,ma puntarono verso il Gigante ed entrarono in città, ignorando i Gor che fuggivano dal campo di battaglia. I cannoni fecero fuoco, insieme agli archibugieri, e i templari udirono i colpi passare loro vicino, per poi conficcarsi nei troll e nel gigante, mentre i khorngor evitarono la salva letale essendo già entrati nelle case a perpetrare il massacro dei civili. La guardia di palazzo all’interno della città era stata decimata, così come la milizia imperiale. Quando Schermann entrò vide cumuli di cadaveri, che tuttavia non lo destarono. Mentre i suoi cavalieri andavano avanti, egli scorse il Generale nemico, Karkha, e si diresse contro di lui, brandendo in aria la sua spada.

Schermann sferrò il primo colpo, lacerando la pelle del Capo branco, mentre quest’ultimo rispose ferendo il cavallo di Schermann e facendo cadere quest’ultimo dal suo destriero. Schermann venne colto dalla furia e menò un fendente contro Karkha, che lo evitò e contrattaccò,la sua arma brillante di un rosso fioco.

Schermann venne colpito alla gamba destra,ma la sua reliquia sacra impedì alla lama di penetrare nella sua carne. Il Gran Maestro si fermò e prese le distanze dall’avversario, studiandolo. Intanto alcuni cittadini e alcuni soldati avevano posato gli occhi sui due combattenti, così come moltissimi altri Gor e Nogor. Karkha, con un possente ruggito, corse verso il Gran Maestro, tendendo l’arma rossa con tutte e due le mani… con un altro ruggito menò un colpo orizzontale dalla forza inaudita, ma Schermann aveva previsto quel colpo e si abbassò di scatto. Karkha mancò il suo attacco,sbilanciandosi e perdendo l’equilibrio, mentre Schermann agì di scatto e tranciò in due la Bestia, lasciandola priva di vita. Si diresse vittorioso verso il suo cavallo, tremendamente ferito al fianco destro, ma secondo lui sarebbe sopravvissuto e tornato in piena forma. Approfittò di quel momento per posare gli occhi sulla sua città natale, ridotta ad un campo di battaglia. Vide i templari andare per le strade e abbattere i khorngor, vide i suoi cannoni abbattere il gigante, che cadde con un sonoro tonfo, vide i suoi archibugieri bersagliare e uccidere i troll del caos e i Gor, vide i Flagellanti tornare in città, delusi si aver trovato i nemici già morti. Schermann von Hergig venne acclamato dal suo popolo, e lodato dal Conte Elettore Fritz quando fece ritorno, alcune ore dopo, con i rinforzi. Karl Franz stima molto il Gran Maestro, e molte volte  manda doni dall’immenso valore dalla sua corte, ad Altdorf.

“E’ il  secondo questo mese!”.

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