Il Self Publishing e gli scrittori “fai da te”

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 231) l’11 febbraio 2017. Per motivi di spazio, la versione pubblicata sul giornale non è integrale.

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I pionieri della nuova editoria sul web

Chi è lo scrittore? Lo scrittore è un uomo comune col bisogno eterno di documentare i suoi pensieri, colui che cataloga su lapis le idee per evitare affollamenti interni d’intelletto. Lo scrittore, oggi, è il solo sognatore di se stesso, l’autore supremo dei propri desideri; sembrerebbe compiere le sue volontà e portare avanti i suoi interessi come un piccolo fanciullino leopardiano. Tutto, con gli occhi innocenti è visto per la prima volta come una sorta di meraviglia che si può toccare con le dita, che si può sognare e avere. Lo scrittore odierno non è altro che il fanciullo di ieri, è stato bambino ed è tornato bambino; la sua meraviglia e il suo stupore sono le nuove tecnologie di massa, è  il “vestito nuovo” che ha indossato l’editoria contemporanea grazie all’avvento del web. Toccando con sua mano l’ostica comprensione del luogo esatto in cui internet alberghi esattamente, nonché allo stesso tempo egli vi si addentri con scioltezza e facilità, senza conoscere gli altri abitanti del luogo in questione,  lo scrittore del futuro, quella stessa persona comune, di una famiglia comune, di un qualsiasi stato del nostro pianeta, sarà a stretta vicinanza con il potere di creare su carta “virtuale” i suoi pensieri. Finalmente, con l’avvento della nuova era tecnologica, con l’espansione di internet, di connessioni e legami, approcci intersecati tra loro solamente da una tastiera o dalla distribuzione di smartphone, il singolo può esprimere se stesso, può originare e pennellare all’infinito la sua condotta, la sua esistenza, i suoi pensieri, sulla tela del cyberspazio. Sarebbe più opportuno dire: sulla “ragnatela” del cyberspazio. Infatti, è cosa curiosa immaginare le connessioni via web di tutto il mondo tramite individui, come delle piccole o grandi ragnatele che si generano attraverso i link visitati via web.

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“Web” o di fatto “rete”, in cui ogni individuo è come un ragnetto kafkiano che pensa, che tutto vede e che vuole esprimere con tutte le sue forze la sua vera identità, il suo vero Io, la sua esistenza al mondo o la sua scrittura, le sue idee, la sua verità come testimonianza ai posteri, ai lettori dell’avanzata generazione elettronica. Stiamo parlando di “Self publishing”, l’arte nuova e autorevole, pacata e priva di manie di protagonismo, ma umile progetto dell’editoria futuristica del sé. Si può ricordare, come alcuni anni fa si espanse in rete il fenomeno del diario online, del blog o weblog, etimologicamente parlando “spazio, angolino in rete”: ognuno costruiva il suo spazio virtuale, il suo intimo diario di scuola su internet, lo modellava, selezionava colori, caratteri, impostazioni e collocazioni di articoli personali, formati di fotografie, etc. Esaltava la propria identità di spirito o di segrete confessioni attraverso la dinamicità del web 2.0, piattaforma che permetteva, con piccole nozioni, di dare vita al Personal Blog Diary. Questa grande voce narrante dell’Io veniva lanciata in rete alla mercé dei lettori virtuali e sconosciuti gli uni agli altri, dal singolo al collettivo, dai nuclei alle cellule, dal particolare al generale. Cos’è l’arte di scrivere, se non creare, annotare fatti, pensieri partoriti dal singolo per essere donati al generale intelletto del popolo di lettori? Lo scrittore è da sempre considerato colui che produce libri con il sostentamento e il supporto pubblicitario di un editore. Una sorta di “manager artistico” cui affidare il proprio operato, in virtù di forme burocratiche, di registrazione agli atti e deposito ufficiale dei volumi presso Biblioteche Nazionali. L’editore, inoltre, investe nella stampa e provvede ad organizzare eventi di presentazione delle probabili opere supportate. Molte volte, le spese da affrontare per “ingaggiare” un editore sono alte da sostenere, poiché  i servizi editoriali, soprattutto se “chiamati alle armi” da un autore in erba o non noto, esigono compensi ingenti per le questioni di cui sopra: solamente se un editore percepisce ricavi attraverso le vendite dei volumi esordienti da lui finanziati, sarà in grado di dare allo scrittore gli introiti a lui spettanti dal risultato numerico delle vendite. Le percentuali standard di editoria comune sono basse: ad esempio, sulla vendita di un volume di 12 euro, l’autore percepirà un guadagno di circa 1.20 euro. I diritti d’autore percepiti da un esordiente vanno dal 8 al 10 per cento sul prezzo di copertina, meno se si tratta di un’edizione tascabile (6-8 per cento). Fanno eccezione le pubblicazioni a pagamento, dove di norma un autore arriva a guadagnare anche il 15-20 per cento sul totale. Ovviamente, gli scrittori “famosi” prendono un po’ di più (12-15 per cento) rispetto ad un autore sconosciuto, e non di rado l’editore offre loro un anticipo sui diritti. Allo stato attuale, l’autore può scegliere un percorso diverso: chiunque abbia l’hobby della scrittura o faccia di quest’arte il punto fermo della sua vita, il semplice poeta della porta accanto, il romanziere di notte e meccanico o panettiere di giorno, potrà vedere realizzato il sogno di una pubblicazione vera e propria con costi quasi pari a zero attraverso l’aiuto pratico dell’editoria digitale fai da te e il supporto indispensabile di internet. Il self publishing è a tutti gli effetti un porto sicuro di stampa virtuale nella figura degli ormai noti e-book (libri disponibili esclusivamente in versione digitale che possono essere letti col supporto di app scaricabili su tablet, smarthphone o con l’acquisto del noto Kindle, un lettore di e-book o libri elettronici, commercializzato da Amazon) e inoltre, nella possibilità di stampa cartacea di uno o più copie di un testo. Viene data l’opportunità allo scrittore di creare autonomamente e mandare in stampa materialmente versioni cartacee del proprio libro, con l’utilizzo di piattaforme e siti appositi per questi tipi di servizi: self publishing, inteso letteralmente come autopubblicazione, significa pubblicare un libro senza ricorrere a un editore ma a un pc, alla propria creatività e all’uso di un sito o piattaforma online. Una delle più famose è Ilmiolibro.it, community che vanta oltre 300 mila iscritti, una sorta di social letterario dove le persone con la passione della scrittura si incontrano e si scambiano letture o recensioni dei propri elaborati a vicenda. Attraverso l’scrizione al sito, l’utente avrà a disposizione un’area dove dar vita alla sezione profilo, con accorata introduzione di una biografia e inserimento di un avatar. Il “letterato” digitale potrà accedere con facilità alle altre varie sezioni di servizi offerte dal sito, la sezione scrivere, dedicata alla vera e propria creazione del testo che consiste nell’inserimento di tutte le info del volume da generare (titolo, sottotitolo, sinossi, et.c), nel caricamento in formato file (il sito supporta vari formati, tra cui dox, doc, pdf) del proprio lavoro, nella scelta grafica di una tra le tante copertine messe a disposizione della piattaforma dedicata al caso oppure una creazione personale della stessa attraverso l’apertura di una maschera virtuale dove si possono inserire a piacimento stili, colori, grafiche, etc. In seguito, si procederà alla stampa del volume o dei volumi a seconda della necessità dell’autore, che può scegliere anche di poter acquistare una sola copia per se stesso ottenendo la perenne conservazione del testo sul sito, clausola indiscutibile del ilmiolibro.it. Stabiliti poi, i parametri personali di vendita, l’autore sceglierà un prezzo di copertina e un prezzo di vendita.

Il prezzo di vendita sarà quello che apparirà nella vetrina del sito dove il testo verrà pubblicizzato e quello di copertina invece apparirà sulla quarta del libro. Il prezzo di vendita potrà essere uguale o più basso del prezzo di copertina, ma non dovrà mai essere superato poiché il sito suggerirà un prezzo minimo di vendita cui attenersi che combacerà con l’introito spettante al servizio di stampa del sito e/o hosting del proprio libro. Una volta inserito sulla piattaforma, il libro è accessibile alla vendita e alla scelta flessibile dell’acquisto di un codice ISBN, per registrare a tutti gli effetti il testo nel circuito nazionale di vendita, provvedendo a spedire una copia alla Biblioteca Nazionale di Firenze e un’altra alla Biblioteca Nazionale della propria regione. I diritti d’autore restano indissolubilmente di proprietà dello scrittore e il  prezzo del libro potrà essere cambiato ogniqualvolta egli lo riterrà necessario, ma per una modifica generale del libro, si dovrà provvedere sempre alla creazione di una nuova edizione del testo. Naturalmente, ogni copia virtuale cartacea può essere trasformata in versione e-book attraverso la procedura fai da te simile a quella cartacea o con l’ausilio a pagamento del sito che provvederà direttamente alla conversione. Ci saranno vari suggerimenti presenti sulla piattaforma a proposito della pubblicità del proprio libro, attraverso la condivisione gratuita sui social o quella a pagamento dei servizi di librerie e testate giornalistiche digitali in collaborazione con ilmiolibro.it, quali: La Feltrinelli, IBS e La Repubblica.

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La redazione del sito non interviene in nessun modo con la correzione delle bozze del testo, non è mai in alcun modo responsabile di probabili refusi nei contenuti, per l’aspetto complessivo del volume che rimane sotto la responsabilità dell’autore. Il sito propone solo suggerimenti e FAQ di stampa e dà l’opportunità di vedere un’anteprima dell’elaborato prima di salvare il lavoro. Non dimentichiamo la sezione virtuale “leggere”, in cui l’autore può leggere alcuni tra gli svariati testi degli altri utenti del sito, commentare e recensirli diventando un vero e proprio talent scout letterario e accumulando punti di lettura per ottenere più visibilità sul sito stesso. Cosa ovvia è che, stessa opportunità verrà data di rimando al proprio testo. Esistono altri siti di creazione e stampa digitale con procedure simili, ma ad esempio, Youcanprint.it, a differenza de ilmiolibro.it, possiede una chat automatica virtuale sempre attiva dove l’utente potrà parlare direttamente con un operatore ed essere supportato passo dopo passo verso la pubblicazione con ulteriore servizio di correzione bozze. Amazon invece, noto e fruibile in vari stati del mondo è semplice e dinamico, in poche mosse manda in stampa il testo personale senza nessun vincolo di acquisto di copie da parte dell’utente per poter conservare e mettere in vendita sulla piattaforma il testo. Inoltre, il prezzo di vendita stabilito è unico e convertito all’instante in base alla valuta di stato dei vari paesi su cui esso opera.

Per scrivere basta un cervello pieno di idee, che siano talentuose o no, non ha importanza. Per dar vita autonomamente a un testo, pubblicarlo e pubblicizzarlo, sembra proprio che oggi basti un pc e una connessione internet. Nasce spontaneo chiedersi, a questo punto, se ce la farà il nuovo eroe, il dottor Frankenstein d’editoria, a non lasciarsi scappare la sua “creatura” e a vincere la “natura ingannevole” di vendita? Noi speriamo di sì.

Matilde Marcuzzo

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Una risposta a Il Self Publishing e gli scrittori “fai da te”

  1. mab7 ha detto:

    L’ha ribloggato su Mab7's Blog.

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