L’esempio dell’Accademia dei Bronzi

Questo articolo è uscito sul mensile il Lametino (n. 229) il 29 ottobre 2016. Per motivi di spazio, la versione cartacea è stata accorciata rispetto a quella telematica.

Una realtà culturale ben affermata, coordinata dal suo presidente Vincenzo Ursini

Spesso, forse troppo spesso, sentiamo dire che fare cultura in Calabria è difficile. Nel vasto panorama culturale regionale, una delle figure di spicco più importanti e note ai media è Vincenzo Ursini, presidente dell’Accademia dei Bronzi e proprietario della casa editrice Ursini Edizioni, che deve a lui il suo nome. Molto attento alle tematiche culturali della nostra regione, il presidente Ursini si fa promotore di una serie di iniziative con un’eco molto sentita tra tutti coloro che desiderano fare della sana cultura in Calabria. Il presente dell’Accademia dei Bronzi e del suo presidente è ben conosciuto, ma come è iniziato il percorso formativo e culturale i cui risultati sono ormai sotto i riflettori di tutti? E’ con molto piacere che il presidente Ursini ha deciso di raccontarsi e raccontare ai lettori de il Lametino questo percorso, ancora in salita.

Presidente Ursini, innanzitutto grazie per essersi reso disponibile per questa intervista. Può darci una sua breve biografia e descriverci come è iniziato il suo percorso culturale?
L’Accademia dei Bronzi è nata agli inizi degli anni ’80, subito dopo la scoperta dei noti guerrieri di Riace. Il primo presidente, su mio input, è stato l’avvocato Angelo Esposito di Lamezia, non più tra noi. Un uomo a dir poco eccezionalwe, sia dal punto di vista professionale che umano. Con lui ho condiviso e realizzato tantissime iniziative, anche internazionali, tra le quali il premio “Città di Valletta”, tenutosi a Malta per ben dieci anni sotto l’egida del Presidente di quella Repubblica. Nel 2000 gli sono subentrato e ho ampliato l’offerta culturale dell’Accademia, realizzando numerose altre iniziative di poesia, narrativa, saggistica, pittura, teatro e giornalismo.

Come sono nate le Edizioni Ursini, e da quanto tempo operano nel settore dell’editoria? Quanti volumi sono stati pubblicati nel corso degli anni, e con quale diffusione?
Le edizioni Ursini sono nate nel 1978, quindi prima dell’Accademia dei Bronzi. In quegli anni, in Calabria, le case editrici che operavano a proprie spese, – intendendo con questo senza fare uso di pubblici contributi – eravamo davvero poche. Tre o quattro in tutto. Contavamo quindi esclusivamente sulla qualità delle opere pubblicate, la sola cosa che poteva farci guadagnare qualcosa per “restare a galla”. A distanza di 38 anni devo dire, con soddisfazione, che quella scelta era giusta.

La qualità grafica delle opere edite dalla sua casa editrice è molto alta. Come è stato possibile raggiungere un tale livello di impaginazione, resa delle immagini e presentabilità?
La qualità è alta perché curiamo direttamente tutti i nostri libri, visto che li pubblichiamo a nostre spese. Chi si fa pagare per pubblicare un libro, non ha alcun interesse a curarlo nei minimi dettagli. E solo uno “stampatore” che, spesso, fa ciò che gli autori gli chiedono. Nient’altro.

Qual è, secondo lei, la differenza più importante tra la sua casa editrice e le altre?
Non ci piace fare confronti, ma la differenza è sostanziale. Noi pubblichiamo solo ciò che ci piace e non ciò che ci viene pagato.

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Quali sono gli obiettivi principali dell’Accademia dei Bronzi, e come opera nel contesto culturale calabrese?
Uno dei principali obiettivi è promuovere la cultura calabrese, soprattutto quella dei piccoli paesi, realizzando e presentando pubblicazioni di carattere storico. Poi, diamo ampio spazio alla poesia. E ciò perché la poesia ci consente – attraverso le iniziative che attiviamo – di far conoscere quegli autori che, pur essendo validi, incontrano tante difficoltà ad entrare in un ampio contesto culturale. Diamo, insomma, a chi merita, la possibilità di emergere e nel contempo assicuriamo la pubblicazione gratuita di una loro opera, come avviene con il premio Alda Merini.

Il Circolo Unione di Catanzaro è stato anch’esso un punto di incontro per chi ha voluto fare cultura in Calabria. Come descrive la sua esperienza all’interno di suddetto circolo?
Il Circolo Unione, quello del compianto presidente Salvatore Blasco, è stato per decenni il fulcro ti tutta la promozione culturale della Calabria, ma non solo. Venuto a mancare Blasco, con il quale abbiamo collaborato per tantissimi anni, tutto è andato via, via, scemando. Fino alla chiusura. Una perdita importante per la città e per tutti i calabresi.

Il premio Alda Merini che, ricordiamo, vanta l’adesione delle massime cariche dello Stato, è con molta probabilità l’evento più importante da lei promosso e curato. Le dispiace raccontare la storia di questo importante concorso letterario?
Il premio Merini è stato da noi istituito subito dopo la morte della nota poetessa milanese. Volevamo ricordarla nel migliore dei modi, visto che coloro che avevano avuto l’opportunità di conoscerla e di apprezzarla in vita non lo avevano fatto. Anzi, si erano quasi dimenticati delle sue opere, delle sue vicende umane, della sua strepitosa voglia di raccontarsi e raccontare attraverso i versi. Il premio a lei dedicato, già alla quinta edizione, è uno dei più ambiti riconoscimenti italiani riservati alla poesia inedita.

Un’altra iniziativa molto importante è quella del Calendario, che ad ogni edizione riscuote sempre più successo. Come è nata questa iniziativa, e perché raggruppa sia poeti che artisti?
L’iniziativa del Calendario è nata nel 2006. Avevamo in mente di produrre una pubblicazione che racchiudesse contemporaneamente poesie e opere pittoriche. Questo, naturalmente, per offrire una ulteriore opportunità di diffusione, ai poeti e agli artisti della nostra provincia. Poi il calendario è stato apprezzato anche da coloro che risiedevano nelle altre regioni. E abbiamo aperto le adesioni a tutti.

Quali sono gli altri progetti da lei curati? Ci sono novità in arrivo per artisti, poeti e semplici lettori?
Le novità sono diverse. Due sono imminenti, e cioè: la pubblicazione di un volume di poesie d’amore dal titolo “Parole d’amore”, collegato alla Festa di San Valentino, e la seconda edizione del “Censimento degli scrittori e dei pittori contemporanei” le cui adesioni saranno aperte tra qualche settimana. Insomma, l’Accademia dei Bronzi, unica associazione in Italia che non chiede il pagamento di alcuna quota, e le edizioni Ursini continueranno ad offrire una valida alternativa a tutti coloro che non condividono le proposte a pagamento di tante altre pseudo associazioni.

Grazie per la sua disponibilità, presidente Ursini.

Francesco D’Amico

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Una risposta a L’esempio dell’Accademia dei Bronzi

  1. Cira Aiello ha detto:

    Oltre la cultura in Calabria Il Presidente Ursini, rappresenta la poesia nel mondo. Sono di Napoli, e tra le varie associazioni in cui ho partecipato in concorsi di poesia, l’Accademia dei Bronzi si distingue per qualità, serietà, sostenendo e gratificando la nostra arte. A prescindere di essere stata selezionata nei vari eventi, in questi anni di esperienza su Facebook sono stata accolta in un solo canto da tutti coloro che gareggiano e con serietà si aprono alle proprie ispirazioni. La stima e la presenza del Presidente nel mondo artistico, è una garanzia che merita un inchino globale, perché, solo l’umanità e l’amore verso l’arte può durare ed esserne testamento oltre tempo.. L’arte premia e oggi siamo noi a premiare l’Accademia dei Bronzi Presidente Ursini.! Grazie a lei di cuore.

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